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L'esultanza di Cristiana Girelli dopo il gol in Italia -Argentina
, 24 Luglio 2023

Considerazioni sparse post Italia-Argentina (1-0)


Nell'esordio dell'Italia al Mondiale, è la solita Cristiana Girelli a levare le castagne dal fuoco alle azzurre.

- Inizia anche per l'Italia il Mondiale femminile di calcio, nella storica cornice rugbistica dell'Eden Park di Auckland. E inizia con una vittoria sudata ma pesante nell'economia del girone, una vittoria decisa dal gol partita nel finale del centravanti della Juventus Cristiana Girelli: quattro i minuti che le servono per timbrare dal suo ingresso in campo, e diventare la prima calciatrice italiana a segnare in due diverse edizioni della Coppa del Mondo;

- Alla vigilia ci si aspettava che la CT Bertolini avrebbe fatto scelte radicali in termini di formazione, cosa puntualmente confermata. Promossa l'interista Francesca Durante tra i pali al posto della storica Giuliani (in chiaroscuro la sua stagione al Milan), e soprattutto linea verde a centrocampo, con la 2006 Dragoni accanto alla regista della Roma Giugliano e la 2004 Beccari sull'esterno sinistro. Sempre come da pronostico, la scelta per il ruolo di centravanti cade sulla campionessa d'Italia Valentina Giacinti, con Girelli in panchina;

- L'avversario, nonostante il nome, non è certo di primo livello. Le Albicelestes, ammesse al Mondiale grazie al terzo posto in Copa America (per il femminile i tornei continentali fungono da qualificazioni alla Coppa del Mondo: solo la UEFA organizza le qualificazioni), sono nel complesso una squadra modesta, con l'eccezione di alcune individualità come la trentatrenne Estefania Banini, trequartista dell'Atletico Madrid con una carriera spesa tra Spagna e Stati Uniti. L'approccio stesso alla gara delle sudamericane tradisce come l'Italia sia la squadra più quotata in campo: l'Argentina prova a stare corta e a non farsi schiacciare, ma ha pochissime velleità in possesso e punta soprattutto su ripartenze veloci con combinazioni nello stretto, quasi sempre inefficaci. L'obiettivo è non prenderle, e le argentine ci vanno vicino;

- Infatti nel complesso la prestazione dell'Italia, che si prende la responsabilità di gestire il pallone e provare a fare gioco, non è delle migliori. E più che un problema di qualità sono i riferimenti che sembrano mancare alle azzurre. Se la fase di prima costruzione scorre fluida e sicura (complice l'assenza di pressione alta delle argentine), gli insistiti sviluppi sulla sinistra con la catena Boattin-Bonansea sono spesso privi di sbocchi. Troppo spesso l'azione termina con un tentativo di cross verso un'area poco riempita, troppo spesso gli approcci per vie centrali si inaridiscono nelle difficoltà di Giacinti spalle alla porta. Tutto questo completa un'Argentina non compattissima dietro: una linea difensiva alta (che comunque vale due gol annullati per fuorigioco all'Italia) e distanze tra i reparti non sempre perfette darebbero modo alle azzurre di agire negli spazi, ma si fatica ad accompagnare l'azione e a dare la giusta precisione ai passaggi;

- Bertolini pesca i jolly dalla panchina, e forse ci mette anche troppo a farlo. Prima dentro Greggi a centrocampo, poi dentro Cantore per Giacinti in attacco, infine all'83esimo dentro Girelli per Dragoni. Alla 10 azzurra, praticamente entrata per fare la centrocampista, basta un attacco dell'area per capitalizzare il cross di Boattin e sbloccare con un colpo di testa la partita. Una rivincita della vecchia guardia sulla "linea verde" della CT? Probabilmente no, considerando la prova brillante e smaliziata della 16enne Dragoni (passata a gennaio dall'Inter alla Masia del Barcellona), forse una della migliori delle azzurre. Più deludente Beccari, peraltro rimasta in campo tutta la gara. In maniera più prosaica, un gioco troppo spesso diretto e a cercare un'isolata centravanti non sembra la soluzione migliore per Giacinti. Di buono c'è ovviamente il risultato, che aspettando la sfida con la Svezia mette l'Italia nella giusta ottica per il raggiungimento degli ottavi.


  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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