Le calciatrici dell'Inghilterra esultano dopo un gol: le Leonesse sono tra le favorite per la vittoria del Mondiale femminile 2023.
, 21 Luglio 2023
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5 favorite del Mondiale femminile di calcio 2023


Le squadre più attrezzate per vincere il torneo.

di Marialaura Scatena e Federico Castiglioni

Sono appena iniziati i Mondiali femminili di calcio 2023 organizzati da Australia e Nuova Zelanda. Parteciperà anche l'Italia, che debutterà il prossimo lunedì contro l'Argentina. Intanto giovedì mattina hanno aperto le danze le due gare d'esordio, con Australia e Nuova Zelanda che hanno battuto, entrambe per 1-0, rispettivamente Irlanda e Norvegia. Due partite che hanno subito colpito per l'ottima risposta del pubblico: in particolare, per il match inaugurale delle Matildas a Sidney c'erano oltre 75mila spettatori sugli spalti dello Stadium Australia.

A questo proposito va detto che, complici gli orari particolarmente sfavorevoli per il pubblico europeo, il torneo ha dovuto affrontare prima ancora del suo inizio seri problemi di copertura mediatica. Dopo il successo dei Mondiali di Francia 2019 e dell'Europeo di Inghilterra 2022, le richieste della FIFA per i diritti tv hanno provocato un lungo braccio di ferro con i broadcaster del vecchio continente, risolto solo tramite l'intermediazione dei governi e dopo un sostanziale ridimensionamento delle richieste della Federazione. In Italia, la Rai si è alla fine aggiudicata circa un quinto delle 64 partite totali del torneo (dovute all'allargamento da 24 a 32 squadre avvenuto proprio in questa edizione), comprese quelle delle azzurre.

32 squadre provenienti da 5 continenti, ma alla fine ne resterà una sola. In questo articolo ve ne presentiamo cinque: le 5 squadre che consideriamo favorite per la vittoria finale.

Spagna: l’ora della Reina

La Spagna arriva ai mondiali in Australia e Nuova Zelanda sfruttando la sua terza qualificazione consecutiva alla manifestazione. Prima di Canada 2015 la nazionale iberica non si era mai qualificata per il campionato del mondo; ora, dopo l’uscita ai gironi in quella edizione e l’ottavo di finale raggiunto contro gli Stati Uniti a Francia 2019, le furie rosse sono addirittura tra le favorite.

Una delle spiegazioni di come le cose siano cambiate così in fretta è semplice: Alexia Putellas. Il calcio è uno sport di squadra per definizione, ma alcuni singoli dànno un valore aggiunto che non si può non considerare. La classe 1994 catalana negli ultimi anni si è consacrata come giocatrice più forte del mondo brillando nel Barcellona e vincendo per due volte il pallone d’oro. Il giorno prima dell’inaugurazione dello scorso Europeo, il legamento crociato del suo ginocchio sinistro si è rotto in allenamento e Putellas ha dovuto saltare il torneo. Anche per questo, dopo essere rientrata nel club alla fine della scorsa stagione, Putellas è probabilmente la giocatrice più attesa di questo Mondiale. Un trofeo con la nazionale, di cui è primatista di presenze con oltre 100 gettoni, sarebbe l’ennesimo attestato di valore di una carriera già straordinaria ancora prima di compiere trent’anni.

Alexia Putellas con il Pallone d'Oro 2022.
Alexia Putellas con il Pallone d'Oro 2022.

Non solo Putellas: il favore del pronostico che battezza questa Spagna è legato all’ascesa del Barcellona, club campione d’Europa, e alla crescita del Real Madrid. Le due squadre contano infatti rispettivamente 9 e 8 convocate, considerando pure il recente acquisto di Ona Battle da parte del Barcellona. Nella Spagna però ci saranno anche tre grandi assenze: Mapi Leon, Claudia Pina e Patri Guijarro. Le tre blaugrana sono rimaste coerenti con quanto espresso lo scorso anno nei confronti della federazione, quando hanno denunciato l’impossibilità di allenarsi in maniera psicologicamente serena con in ct Vilda, e pertanto hanno scelto di non partecipare al campionato del mondo lasciando la Roja senza tre pedine fondamentali.

Se Putellas c’è, è pur sempre reduce da un grave infortunio. Allora a caricarsi la squadra sulle spalle potrebbe essere Aitana Bonmatí, miglior giocatrice della scorsa Champions League. Il compito di far gol, invece, nel 4-2-3-1 di Vilda, dovrebbe essere di Esther González, centravanti del Real Madrid. In un Mondiale dove non mancheranno i talenti da scoprire e veterane da ammirare per tanti ultimi balli, la Spagna gioca sia la carta Salma Paralluelo, ex velocista classe 2003 del Barça (segnò il gol-partita all'Olimpico contro la Roma), e Irene Paredes, 32 anni, centrale di grande esperienza e leadership.

Sarà da tenere d'occhio anche la già citata Ona Battle, da molti considerata la miglior terzina del mondo. Battle sarà probabilmente una delle chiavi della Spagna, dal momento che il gioco della squadra si affida molto agli affondi delle terzine. La nazionale spagnola, da favorita sia del girone C che del torneo, farà il suo esordio contro la Costa Rica venerdì 21 al Wellington Regional Stadium, seguiranno poi gli incontri con Zambia e Giappone il 26 e il 31 luglio.

Inghilterra: la mano di Sarina Wiegman

Sulla griglia di partenza dei Mondiali 2023, l’Inghilterra campionessa d’Europa in carica non può che presentarsi coi gradi di favorita. Rispetto al trionfo di Wembley di un anno fa le Leonesse dovranno però rinunciare alla capitana Leah Williamson, alla miglior marcatrice del campionato europeo Beth Mead e all’infaticabile Fran Kirby, tutte e tre ferme ai box per infortunio. Ma le ragazze di sua maestà hanno un’arma: Sarina Wiegman, la ct olandese che ha vinto l’Europeo sia con l’Olanda nel 2017 che con l’Inghilterra nel 2022 e si è aggiudicata il Best FIFA Women's Coach per tre volte, nel 2017, nel 2020 e nel 2022.

Tutto quello che Wiegman tocca diventa oro, o quantomeno gioiello pregiato, vista la sua grande abilità nel plasmare gruppi che esaltano le caratteristiche dei singoli. Se l’attacco sarà orfano di due grandi pedine e la difesa dovrà sopperire, oltre alla mancanza di Williamson, alla definitiva trasformazione di Rachel Daly da terzino di spinta a centravanti (forgiata in NWSL e continuata quest'anno all'Aston Vilal), il centrocampo è il vero punto forte di questa squadra. Il cervello è quello di Keira Walsh, che con il suo trasferimento dal Manchester City al Barcellona è diventata la giocatrice più pagata nella storia del calcio femminile. Destro educato, visione di gioco, intelligenza tattica, tutte doti affinate ulteriormente nell'ultimo anno in Catalogna e che fanno di lei una sorta di ago della bilancia. Abile in entrambe le fasi, condividerà il centrocampo con la versatilità esplosiva di Georgia Stanway o, eventualmente, l'esperienza decennale di Jordan Nobbs, classe 1992, senza dimenticare la presenza di Ella Toone.

I gol senza Mead diventano invece una sorta di lavoro di gruppo affidato a Rachel Daly, attaccante ritrovata con 21 reti in 21 presenze con la maglia dell’Aston Villa e il premio di miglior giocatrice della scorsa stagione di WSL; a Alessia Russo, celebre per il “taconazo” all’Europeo e fresca di passaggio all’Arsenal, e infine Chloe Kelly, una che a decidere le gare importanti ci ha fatto l’abitudine dopo il gol nella finale del campionato europeo contro la Germania e quello nella Finalissima Uefa-Conmebol contro il Brasile.

Chloe Kelly esulta dopo aver segnato il gol decisivo contro la Germania nei supplementari della finale dell'ultimo Europeo.
Chloe Kelly esulta dopo aver segnato il gol decisivo contro la Germania nei supplementari della finale dell'ultimo Europeo. (Foto: Shaun Botterill/Getty Images)

Occhi puntati in particolare su Lauren James, classe 2001 del Chelsea, che si candida ad essere una delle migliori interpreti della manifestazione. Calciatrice veloce e tecnica, già incensata dalla ct Wiegman, è già una protagonista nel suo club e tutto fa pensare che possa diventarlo anche in Nazionale, con cui ha realizzato il primo gol lo scorso inverno. In porta Mary Earps è una certezza: è stata eletta miglior portiere FIFA lo scorso anno, e proverà a sigillare la difesa dell'Inghilterra insieme all'esperta centrale Millie Bright e all’inossidabile terzina Lucy Bronze.

Dopo il terzo e il quarto posto nel 2015 e nel 2019, le Leonesse vorrebbero centrare il titolo mondiale, ma per provarci dovranno vedersela innanzitutto con Haiti, con la Danimarca di Pernille Harder e con la Cina. L’esordio nel gruppo D è fissato a sabato 22 luglio al Brisbane Stadium. Seguiranno gli impegni del 28 luglio e del 1 agosto.

USA: favorite di default

Quando si avvicina il mondiale di calcio femminile, che la nazionale statunitense sia tra le squadre favorite lo sanno tutti, anche chi ignora persino chi, dove o quando si giocheranno le partite. Delle otto edizioni della Coppa del mondo che sono state disputate dal 1991 a oggi, gli Stati Uniti ne hanno vinte ben quattro: 1991, 1999, 2015, 2019. Nel 2011 hanno conquistato il secondo posto (battute ai rigori dal Giappone) e nel 1995, nel 2003 e nel 2007 il terzo. In nessun caso le americane si sono trovate fuori dal podio.

Basti questo per spiegare il ruolo di favorite che ricoprono anche questa volta. Ma il ricambio generazionale promosso dal ct Andonowski è stato radicale, al punto che nella lista delle ventitré convocate le campionesse del mondo in carica portano ben 14 esordienti nella competizione. Ha senso quindi parlare ancora di nazionale di Morgan, Rapinoe e O’Hara? Giocatrici di altra categoria, icone mondiali del soccer al femminile, ma nel frattempo intorno a loro la Nazionale è cambiata. Forse insieme a tutto il calcio femminile, che in Europa pian piano si sta instradando verso il modello professionistico, mentre negli Stati Uniti rimane ancora legato allo storico sistema dei college.

Comunque, la qualità non manca di certo alle statunitensi. Da Crystal Dunn a Julie Ertz, passando per Rose Lavelle, fino ad arrivare a Lindsey Horan, al Mondiale potremmo vedere insieme a queste veterane le classi 2000 Sophia Smith e Naomi Girma, o la ventunenne Trinity Rodman (sì, è proprio la figlia di Dennis Rodman. Quel Dennis Rodman). Giovani talentuose, e già protagoniste nella NWSL, che avranno tra gli altri il compito di compensare alcune assenze per infortunio. Oltre ai forfait di Macario e Pugh (le quali garantivano un certo apporto realizzativo), spicca l'assenza della capitana Becky Sauerbrunn, 38 anni e 216 presenze con la maglia a stelle e strisce. Forse la perdita più complicata da gestire, visto l'importanza della sua leadership in un gruppo così giovane. A sostituirla al centro della difesa sarà proprio Girma, centrale delle San Diego Wave, difensore dell'anno e rookie dell'anno per la stagione 2022.

Le campionesse del mondo in carica, inserite nel Gruppo E, esordiranno sabato contro il Vietnam, poi sfideranno i Paesi Bassi il 27 luglio e chiuderanno il girone il 1 agosto contro il Portogallo. Attenzione: l'Italia in caso di passaggio del turno potrebbe incrociare proprio gli USA negli ottavi di finale.

Francia: una difficile consacrazione

La chiamata sulla panchina delle Bleues dell'istrionico Hervé Renard, personaggio che abbiamo riscoperto come commissario tecnico dell'Arabia Saudita agli ultimi Mondiali maschili in Qatar, è stata la mossa finale della Federazione francese per evitare che il torneo in Oceania si trasformasse in un disastro segnato da faide interne. Magari con la speranza, sussurrata piano, di fare qualcosa di più che semplicemente un buon percorso. La Francia, dopo i quarti di finale nel Mondiale casalingo del 2019 e le semifinali di Euro 2022, sogna un'affermazione a livello di Nazionale che confermerebbe definitivamente la forza di tutto il movimento, che già ora esprime con il Lione una delle squadre di club più forti d'Europa.

Renard ha avuto a disposizione solo una manciata di amichevoli per prendere confidenza con il gruppo e ricostruire rapporti di fiducia logori. Le transalpine sotto la sua guida hanno battuto Colombia (5-2) e Canada (2-1) ad aprile, mentre nelle gare premondiale dei giorni scorsi hanno superato agevolmente l'Irlanda con un netto 3-0 prima di scivolare però per 0-1 contro le padrone di casa dell'Australia. Una gara, quest'ultima, in cui la Francia ha dominato sul piano del gioco e della gestione della palla, ma è stata troppo imprecisa sottoporta e non solidissima nel gestire i contropiedi delle Matildas.

La propensione a controllare la gara e imporre ritmi alti sembra qualcosa di congenito per la Francia, un approccio che Renard saggiamente è parso voler proseguire. La nazionale transalpina è una squadra dagli ottimi valori tecnici e atletici, capace di giocare un calcio intenso e veloce tanto in fase di possesso che in fase di non possesso. Il limite maggiore delle francesi sul lato tecnico potrebbe essere l'ostinata inconcludenza del tridente offensivo (orfano peraltro di Delphine Cascarino), fattore che il CT spera di ridimensionare affidandosi alla ritrovata Le Sommer, centravanti cinica e dalle ottime doti associative e con 88 reti all'attivo in Nazionale. Inoltre, e qui Renard dovrà davvero incidere con quelle sue capacità empatiche che lo hanno contraddistinto alla guida delle Nazionali, la Francia deve maturare sul lato della gestione nervosa delle gare, evitando quell'alternarsi di frenesia e timore che ha spesso avuto contro avversarie di alto livello.

La tegola infortuni complica la situazione per Renard. Mentre si monitorano le condizioni di Bucha, uscita acciaccata dall'amichevole con l'Australia, e perse le speranze di recuperare Marie-Antoinette Katoto (ferma da un anno per la rottura del crociato avvenuto durante lo scorso Europeo) e Cascarino, il CT ha dovuto rinunciare anche ad Amandine Henry, stella e faro del centrocampo delle bleues. Per l'esordio con la Giamaica, a Hervé non resta che affidarsi alla leadership della sua omonima Wendie Renard, capitana al suo quarto mondiale e perno difensivo davanti alla portiera juventina Peyraud-Magnin. In attacco si punta sul tridente Diani-Le Sommer-Bucha, mentre il centro del campo è il regno della già consacrata Grace Geyoro, quattro anni fa solo riserva e oggi saldamente "promossa" titolare nel ruolo di temibile mezzala d'inserimento (le Azzurre, colpite da una sua tripletta, se la ricordano bene). La Francia, inserita nel gruppo F, dopo la sfida con le giamaicane di domenica affronterà il Brasile sabato 29 luglio e chiuderanno la prima fase contro Panama il 2 agosto.

Germania: la terza stella è più che un sogno

Numero 2 del ranking FIFA, vicecampione d'Europa, due volte campione del mondo: la Germania arriva al Mondiale con una rosa ampia e profonda come poche altre Nazionali, o forse nessuna, possono vantare. Il suo blocco è già collaudato e arriva dall'Europeo dello scorso anno quasi senza variazioni. Detto questo, potrebbe stupire che l'unico limite delle teutoniche guidate dalla CT Martina Voss-Tecklenburg potrebbe essere proprio l'inesperienza ai massimi livelli.

D'altronde la stella più fulgida delle Frauen è Lena Oberdorf, 22enne regista di centrocampo dalle spiccate doti di palleggio e dall'aggressività ancora più eccezionale in fase di recupero palla. Oberdof, premiata come miglior giovane dell'ultima Women's Champions League (dove è stata, con il suo Wolfsburg, finalista sconfitta dal Barcellona) incarna l'ascesa della nuova generazione d'oro di calciatrici tedesche, destinata ad un fulgido futuro. O magari a trionfare già nell'immediato, grazie anche all'apporto di senatrici esperte come Alexandra Popp, panzer d'attacco con 61 reti segnate in Nazionale. Popp è stata protagonista assoluta nell'ultimo Europeo, in cui ha segnato in ogni gara giocata chiudendo con 6 reti in 5 partite, ma poi ha dovuto saltare la finale per uno sfortunatissimo infortunio muscolare durante il riscaldamento a Wembley. Per Popp, a 32enne compiuti, questa sarà forse l'ultima occasione per rimpinguare una bacheca che con la Nazionale vede tanti piazzamenti ma una sola vittoria, l'oro olimpico di Rio 2016.

Lena Oberdorf con la maglia della Nazionale tedesca
Lena Oberdorf (Foto: Getty Images)

Se da un lato la Germania pare più pronta della Francia, dall'altro parte comunque un gradino sotto rispetto a Inghilterra, Stati Uniti e Spagna. Anche le tedesche, come le transalpine, sembrano avere ancora problemi nel gestire la pressione in un torneo a eliminazione diretta. E l'ultima amichevole premondiale sembra confermarlo: la sorprendente sconfitta casalinga per 2-3 contro lo Zambia suona come un piccolo campanello d'allarme, e oltretutto ha allungato la lista delle indisponibili con l'infortunio di Simon (rottura del legamento crociato). 

La Germania, inserita nel gruppo H, esordirà il 24 luglio contro il Marocco, poi domenica 30 sfiderà la Colombia e giovedì 3 agosto la Corea del Sud. Buon Mondiale femminile a tutte e tutti.


  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

  • Classe 1996. Nata in montagna, in Abruzzo, dorme in città, a Torino. Calciofila di famiglia, segue il calcio dalla nascita e si appassiona al calcio femminile all’università. Ama scrivere più che parlare, ma lo fa lo stesso. Laureata in filosofia e, per ora, giornalista praticante.

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