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L'aquila bicefala che accoglie gli spettatori allo stadio Agia Sophia di Atene, sede dell'AEK.

Se non ve ne foste accorti, è ricominciata la Champions League


E con essa il caos dei suoi turni preliminari.

Più o meno due settimane fa camminavo per strada, cercando di rendere il mio tragitto più breve e ombreggiato possibile sotto il sole a picco del primo pomeriggio, quando è arrivata una notifica sul mio smartphone. Era Sofascore. Ho impiegato qualche momento a realizzare il perché di quella notifica, anche perché il testo sullo schermo recitava: "Atletic Escaldes-Buducnost. Partita iniziata". Due nomi incredibili e contemporaneamente avulsi ad ogni contesto calcistico estivo che mi potesse venire in mente, che solitamente spazia dal vedere gli Europei su un maxischermo con una birra in mano a vedere la Copa America all'una di notte nell'oscurità del salotto di casa. Poi, l'illuminazione: è ricominciata la Champions League.

Sì, diciassette giorni dopo la finale di Istanbul, è già cominciata l'edizione 2023/24 della massima competizione calcistica europea. L'incessante ciclo della vita che si manifesta in un auditorium di Nyon. Per arrivare però alla parte luccicante e patinata della Champions League, quella con le grafiche ufficiali, le partite tutte in notturna e il pallone con le stelle bisogna ancora aspettare praticamente due mesi. Ora siamo nel pieno della giungla dei turni preliminari, fatti di vecchie conoscenze, giovani emergenti, stadi fatiscenti, stemmi terribili o incredibilmente belli, trasferte eroiche e tanto altro. Cinque step da qui a fine agosto per arrivare alla fase a gironi, 52 squadre tra cui scegliere la vostra nuova squadra simpatia.

Il Turno Preliminare

Se avevate adocchiato una tra Atletic Escaldes (Andorra), Tre Penne (San Marino) e Buducnost (Montenegro) ho una brutta notizia per voi. Sì, perché a metà luglio queste tre squadre sono già eliminate dalla Champions League 2023/24. Essendo le rappresentanti di tre dei quattro paesi con il ranking UEFA più basso, hanno dovuto iniziare il loro percorso dal Turno Preliminare, che si è tenuto a fine giugno in casa della quarta squadra rappresentante di una delle quattro peggiori federazioni europee, gli islandesi del Breidablik. Allo stadio Kopavogsvollur di Kopavogur – che con 5000 posti è uno dei più grandi d'Islanda – si sono giocate così due semifinali in gara secca: Atletic Escaldes-Buducnost e Tre Penne-Breidablik.

Nel primo incontro ha prevalso la squadra montenegrina su quella andorrana per 3-0, nonostante l'impiego da parte di questi ultimi dell'ex Bologna, Foggia e Reggiana Marti Riverola e dell'ex Maiorca e Levante Casadesus. Nella seconda semifinale, il Tre Penne ha perso addirittura per 7-1 contro i padroni di casa, in cui gioca il pilastro della nazionale faroese Klaemint Olsen. Il Tre Penne è la squadra che rappresenta San Marino città ed è stata l'ultima squadra in carriera di Maicon. Attualmente ha in rosa il portiere classe '66 Alfredo Chierighini. La finale si è quindi disputata tra Breidablik e Buducnost, con gli islandesi che hanno vinto agilmente per 5-0 davanti a 845 spettatori.

Logo del Breidablik: un braciere con una fiamma accesa e sotto la scritta Breidablik.
Il Breidablik vince anche - personalmente - la palma di miglior stemma di questo turno.

Intermezzo – 450 euro e sei polli vivi

Su un ponte di Escaldes, la città dell'Atletic, furono firmati nel 1278 gli accordi che rendono ancora oggi Andorra uno stato governato congiuntamente dal Presidente della Repubblica Francese e dal Vescovo di Urgell (Spagna). Gli stessi accordi hanno stabilito – fino a quando Andorra non ha adottato una costituzione nel 1993 – che gli andorrani dovessero pagare un tributo del valore di 450 euro al presidente francese negli anni dispari e uno al Vescovo di Urgell di 10 euro, sei formaggi, sei prosciutti e sei polli vivi negli anni pari.

Primo turno

I nostri islandesi vanno così a completare il gruppone di trenta campioni nazionali che disputano il primo turno. L'andata si è già giocata e ci sono già state alcune sorprese. Una su tutte il Klaksvik (Far Oer), del danese-brasiliano Patrick Da Silva, che ferma sullo 0-0 il Ferencvaros, dove giocano l'ex Atalanta Pesic e l'ex Torino Gojak, oltre all'interessante classe 2005 Krisztian Lisztes, figlio dell'ex Werder Brema Krisztian – no, non è un refuso. Spostandoci di poco, verso la Slovacchia, troviamo un'altra coppia di omonimi padre-figlio, i Vladimir Weiss, e un'altra sorpresa, ovvero il pareggio dei lussemburghesi dello Swift Hesperange contro lo Slovan Bratislava dei Weiss e di Zmhral, Kucka, Henty (ex Milan) e del 2005 slovacco Nino Marcelli (!!!). I lussemburghesi sono alla loro prima Champions League, avendo vinto il loro primo titolo solo l'anno scorso, anche grazie agli investimenti di Flavio Becca, proprietario del Dudelange quando disputò l'Europa League – i tifosi milanisti se lo ricorderanno bene.

Oltre a Klaksvik-Ferencvaros, l'altro 0-0 dell'andata del primo turno è stato quello tra Zalgiris – quello di Vilnius, impegnato in continue dispute legali con il Kauno Zalgiris sull'uso del nome – e lo Struga Trim&Lum. Da dove viene questo nome così particolare? Molto semplicemente dalla Trim&Lum, società di costruzioni che possiede il club. In compenso hanno uno stemma molto accattivante. È andata ancora meglio ai loro vicini di casa kosovari del Ballkani, che hanno vinto per 2-0 contro il Ludogorets, dell'ex Cagliari Despodov e dell'angolano Show. D'altro canto il Ballkani può schierare l'inglese Yoan Marc-Olivier, passato tre anni fa dalla decima serie inglese al campionato kosovaro. Gli arancio-blu giocano le loro partite nella capitale Pristina per l'inadeguatezza del loro stadio, stesso destino che è toccato ai nordirlandesi del Larne, che giocano a Belfast in uno stadio dal nome incredibile: Solitude. Ovvero, solitudine.

Logo dello Struga Trim&Lum: un'aquila inserita in un disco che recita FC Struga Trim&Lum.

Troviamo anche molta Italia in questo primo turno, in particolari tra gli allenatori. I maltesi degli Hamrun Spartans – che schierano in porta l'ex Lazio e Genoa Federico Marchetti – sono allenati da Luciano Zauri, mentre i campioni d'Albania del Partizani Tirana sono guidati dall'ex Como e Vicenza Giovanni Colella. Allo Sheriff, invece, lo scorso anno è arrivato Roberto Bordin – da calciatore più di 100 presenze con il Napoli – che è alla sua seconda esperienza in Transnistria (dopo aver guidato, tra le altre, il Neftci Baku e la nazionale moldava). A Costanza due dei tre proprietari del Farul sono transitati per il campionato italiano: Georghe Hagi – che è anche l'allenatore – e Georghe Popescu. Il terzo è Ciprian Marica, ex Stoccarda e Schalke 04. In rosa il Farul ha il 2005 Enes Sali, che ha esordito con la nazionale rumena a soli 15 anni a novembre 2021.

Ci sono poi i gallesi del TNS, ormai habitué del primo turno della Champions League, il cui nome completo è The New Saints of Oswestry Town and Llansantffraid Football Club. Il TNS rappresenta quindi due città, poste a cavallo del confine tra Inghilterra e Galles, e gioca le sue partite a Oswestry, che delle due è la città inglese. Gioca fuori dal suo paese anche il BATE Borisov, che disputa le sue gare a Mezokovesd (Ungheria) per le note vicende legate all'invasione dell'Ucraina. I gialloblu si sono qualificati ai preliminari di Champions League nonostante il terzo posto in campionato grazie al coinvolgimento in un caso di illecito sportivo da parte delle prime due classificate, lo Shaktyor Soligorsk e l'Energetik BGU Minsk.

Giocatori del TNS sollevano la coppa della Welsh Premier League che è valsa la qualificazione ai preliminari di Champions League.
Avete mai visto la coppa del campionato gallese? (Foto: John Smith – Football Association of Wales)

Hanno vinto poi il loro campionato, qualificandosi alla Champions League, l'Urartu (Armenia) dell'ex Ajax Araz Ozbiliz e dell'ex Arsenal Yaya Sanogo, il Qarabag degli ex Serie A Marko Jankovic e Marko Vesovic, oltre che della mancata promessa Yassine Benzia e lo Shamrock Rovers di Markus Poom, figlio dell'ex portiere di Estonia e Arsenal Mart, e del capoverdiano Roberto Lopes, nato a Dublino ma scovato dalla sua nazionale grazie a LinkedIn. Torna ai preliminari anche la Dinamo Tbilisi, che si trova di fronte l'Astana dell'ex Sochaux Ourega e di due ex stelle del campionato bielorusso: il gambiano Dembo Darboe e il bielorusso-camerunense Max Ebong. Riproverà l'impresa dello scorso anno invece il Maccabi Haifa, spauracchio della Juventus, che ha in rosa l'ex Roma Suf Podgoreanu. A fargli compagnia nel reparto offensivo il surinamese Tjaronn Chery e l'haitiano Frendtzy Pierrot.

Completano infine il quadro del primo turno lo Zrjinski Mostar (Bosnia), il Flora Tallin (Estonia) di Ken Kallaste, figlio di Risto che batteva le rimesse facendo la capriola; il Valmiera (Lettonia); l'Olimpia Lubiana – che vince per distacco il premio di miglior stemma di questo turno – e i Lincoln Red Imps di Gibilterra, che giocano sotto la Rocca dell'omonimo Stato. I gibilterrini, prima e finora unica squadra del loro paese a raggiungere la fase a gironi di una competizione UEFA devono il loro nome al Red Imp, secondo la leggenda un folletto inviato direttamente dal Diavolo nella cattedrale inglese di Lincoln e lì rimasto pietrificato (la statua esiste davvero). Tra le più note ci sono i finlandesi dell'HJK, che schierano il finno-namibiano Pyry Soiri e il finno-giapponese (o nippo-finlandese?) Kai Meriluoto, oltre a Perparim Hetemaj.

Intermezzo – Un gesto di estrema cavalleria

Nel 2005 il Liverpool vince la Champions League (scusate amici milanisti) ma arriva quinto in campionato. Le regole ai tempi vietavano a una federazione di avere più di quattro squadre in Champions League e tutte le maggiori federazioni avevano previsto una soluzione nel caso in cui, appunto, la detentrice del trofeo non arrivasse tra le prime quattro in campionato. Tutte tranne la FA inglese. Si tratta quindi di decidere chi lasciare a piedi tra il Liverpool, detentore della Champions League, e i rivali cittadini dell'Everton, arrivati quarti in campionato. La FA vorrebbe provare a mandare in Europa i primi, ma i secondi si appellano alle regole della stessa FA, che non può che desistere.

In questo rompicapo si inserisce, improvvisamente, la squadra gallese del TNS, che si offre di fare un passo indietro, cedendo il suo posto ai preliminari di Champions League al Liverpool se questi ultimi li avessero battuti in uno spareggio. La UEFA a quel punto trova una soluzione che fa tutti contenti: l'Everton parte dai playoff come previsto, il TNS mantiene il suo posto e il Liverpool ottiene un posto in deroga al primo turno preliminare, partecipando come squadra "apolide". Ironia della sorte, il sorteggio del primo turno mette l'una contro l'altra Liverpool e TNS. Finirà con un doppio 3-0 per gli inglesi. Nessuna pietà per una squadra che era stata così cavalleresca.

Sette minuti di Gerrard che gioca come contro dei bambini.

Percorso Campioni

Le 15 squadre che supereranno il primo turno finiranno tutte nel Percorso Campioni a partire dal secondo turno, il primo a sdoppiarsi. Lì le aspettano già altre cinque squadre, che inizieranno la loro Champions League il 25-26 luglio. Sarà l'esordio assoluto per l'Aris Limassol, che ha vinto per la prima volta il campionato di Cipro. I biancoverdi sono sempre stati una squadra secondaria nel panorama calcistico cipriota e tra il 1996/97 e il 2014/15 hanno collezionato, in 19 stagioni, nove retrocessioni in seconda serie e nove promozioni in prima serie. Le cose sono cambiate con l'arrivo dell'imprenditore russo Vladimir Fedorov – di cui esiste un profilo all'interno dei Panama Papers – alla guida del team. In pochi anni, Fedorov ha condotto l'Aris ai vertici del calcio cipriota. In rosa troviamo l'ex Chievo Mariusz Stepinski, oltre a un altro polacco, un inglese, un sierraleonese, tre senegalesi, un algerino, due nigeriani, un camerunese, due serbi, tre gabonesi, un austriaco, un bielorusso, un olandese, un sudafricano, due ghanesi, un ivoriano, uno slovacco, un burkinabé, due brasiliani e due svedesi.

Torna dopo tre anni di assenza invece il Molde, l'ex squadra di Haaland e Solskjaer. Avrà dunque la possibilità di disputare un preliminare di Champions League l'ex Fiorentina Rafik Zekhnini, che sarà ancora capitanato dall'ex Manchester United Magnus Wolff Eikrem. Spera in una stagione di successi la tifoseria organizzata dei norvegesi, che prende il nome di "Tornekrattet", ovvero "Selva di Spine", coerentemente con il soprannome di "Città delle Rose" che viene dato a Molde. Rimanendo sempre in Nord Europa troviamo, come lo scorso anno, il Copenhagen, che ha da poco festeggiato la sua trentesima stagione d'attività (in cui ha vinto 15 campionati). Nelle fila dei danesi troviamo moltissima Serie A, rappresentata da Denis Vavro, Kevin Diks, Peter Ankersen, Lukas Lerager, Andreas Cornelius e Khouma Babacar, a cui si uniscono l'indio-sudafricano Luther Singh e Jordan Larsson, figlio di Henrik.

A distanza di tre anni c'è anche il ritorno del Galatasaray allenato da Okan Buruk, che ha vinto la Super Lig dopo una stagione disastrosa e chiusa al tredicesimo poso. Come il Copenhagen e come molte altre squadre turche, anche il Galatasaray è infarcito di vecchie conoscenze del calcio italiano: Sergio Olivera, Muslera, Kaan Ayhan, Torreira, Morutan, Mertens, Icardi e forse Zaniolo, oltre all'ex Lipsia Angelino e all'ex Barcellona Yusuf Demir.

Chi invece non ha mai lasciato il suo posto ai preliminari di Champions è la Dinamo Zagabria, che ha vinto diciassette degli ultimi diciotto campionati croati. Guardando una partita della Dinamo negli ultimi anni vi sarà sicuramente capitato di avere la sensazione che il suo stadio sia stato lasciato a metà di una ristrutturazione, ed è effettivamente così. Nel 1998 si era iniziato a lavorare per renderlo uno stadio stile Marassi, ma poi i lavori si interruppero anche per la mancata assegnazione di Euro 2012 alla Croazia. Abbiamo così una gradinata dritta e a due livelli e una curva a un livello solo, una tribuna con due livelli e una con il secondo demolito e mai ricostruito.

Stadio Maksimir di Zagabria, sede della Dinamo.
Un collage di architetture. (Foto: Dinamo Zagreb)

Ci sono poi due squadre già sicure di un posto al terzo turno di qualificazione: l'AEK e lo Sparta Praga. I greci, il cui nome, ricordiamo, significa Unione Sportiva di Costantinopoli, hanno rivinto il campionato greco dopo cinque anni, guidati in panchina da Matias Almeyda, che come preparatore dei portieri si è portato in Grecia Carlos Roa. Figure chiave di questo successo sono stati anche il direttore esecutivo Panagiotis Kone e il direttore sportivo Bruno Alves, oltre a, tra gli altri, Domagoj Vida, Orbelin Pineda, Nordin Amrabat (fratello di Sofiane) e Milad Mohammadi, che ricorderete per la tragica rimessa laterale con capriola a Russia 2018. I cechi sono tornati campioni invece dopo nove anni, anche grazie agli investimenti di Daniel Kretinsky, proprietario anche del 27% delle quote del West Ham. In campo per lo Sparta c'è anche Lukas Haraslin, ex Sassuolo e Parma.

Infine, altre due squadre avranno solo il turno dei playoff da affrontare: si tratta di Young Boys e Anversa. Gli svizzeri sono tornati a vincere il campionato dopo un anno di digiuno, facendo così tornare la Champions League al Wankdorf, che è anche lo stadio al mondo che produce più energia fotovoltaica. Con i nomi nella rosa degli svizzeri si può fare una bellissima carrellata, partendo da Anthony Raccioppi fino ad arrivare Sandro Lauper, fino ad arrivare a Loris Benito. Oltre a loro ci sono anche Ulisses Garcia, uno dei cinque cugini calciatori di Gelson Fernandes – gli altri quattro sono Edimilson Fernandes, Manuel Fernandes, Cabral ed Elton Monteiro – e Jean-Pierre Nsamé che, per chi se lo fosse perso, nel 2022 ha giocato sei mesi con il Venezia.

L'Anversa invece ha vinto il suo primo campionato dagli anni '50 e lo ha fatto con un gol incredibile all'ultimo minuto di Toby Alderweireld, nato proprio ad Anversa, che ha strappato il titolo dalle mani dell'Union Saint Gilloise. In più, l'allenatore è Mark van Bommel e il direttore sportivo è Marc Overmars, che ha avuto un ultimo anno piuttosto travagliato, tra il licenziamento per molestie dall'Ajax e l'attacco cardiaco che lo ha colpito a dicembre 2022.

E che gol.

Intermezzo – Lo stadio Agia Sophia

Conosciuto anche come OPAP Arena, è lo stadio in cui l'AEK disputa i suoi incontri a partire dal 2022. Il nome è un rimando a quella che era la Cattedrale di Santa Sofia a Istanbul e il profilo esterno dovrebbe ricordare quello delle mura di Costantinopoli. Un contributo simbolico per la costruzione dello stadio è stato dato addirittura dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli.

All'interno dello stadio, ed è questa la cosa curiosa, troviamo: una piccola chiesa; il museo dell'AEK; il museo dei rifugiati greci; un fabbro; un negozio di calzature tradizionali; un centro scommesse di OPAP; una caffetteria tradizionale; una cigar lounge e, all'ingresso dello stadio, una grossa statua di un'aquila bicefala.

L'aquila bicefala che accoglie gli spettatori allo stadio Agia Sophia di Atene, sede dell'AEK.
(Foto: Tranquill Komnin)

Percorso Piazzate

Il Percorso Piazzate inizia direttamente dal secondo turno di qualificazione e coinvolge in totale dieci squadre. Tra queste troviamo il Servette vice-campione di Svizzera, tornato ai fasti di un tempo. I granata sono una delle squadre più antiche della Svizzera, fondatori nel 1930 della Coppa delle Nazioni, antesignana della Champions League, e probabilmente sono la squadra a cui il Torino deve i suoi colori. Nel secondo turno incroceranno il Genk, che ha perso il titolo belga contro l'Anversa all'ultima giornata e che in rosa ha ben due tanzaniani, Mbwana Samatta e Kelvin John. L'altra sfida di questo turno sarà invece tra il Panathinaikos di Brignoli, Vilhena, Filip Djuricic e Bernard e il Dnipro-1. La squadra ucraina è gestita da Jurij Bereza, comandante del Reggimento Dnipro-1, battaglione della polizia ucraina finanziato fortemente dall’oligarca Ihor Kolomojskyj, ex proprietario di quel Dnipro che arrivò fino alla finale di Europa League. Tuttavia, il Dnipro-1 non prosegue la tradizione sportiva della squadra bianco-blu, nonostante ne abbia acquisito il settore giovanile. Come potrete immaginare, c'è di mezzo una questione di debiti non pagati.

È già al terzo turno il TSC Backa Topola, squadra della minoranza ungherese in Serbia. Nella scorsa stagione è arrivata al culmine della sua fulminea ascesa, finendo seconda in campionato davanti al Partizan, anche grazie agli ingenti investimenti fatti direttamente dal governo ungherese. Li allena Zarko Lazetic, fratello di Nikola Lazetic (ex Lazio e Torino) e zio di Marko Lazetic, attualmente al Milan. Assieme a loro ci sono anche i Rangers, che da quest'anno possono schierare in attacco Sam Lammers e Cyriel Dessers, arrivati rispettivamente da Atalanta e Cremonese. Come i Rangers, c'era anche lo scorso anno il PSV, che ha appena perso Xavi Simons, esploso fragorosamente nella scorsa stagione, ma che lo ha sostituito con altri due giovani interessanti come Noa Lang e Ricardo Pepi.

Torna poi in Champions League anche lo splendido stadio incastonato nelle montagne di Braga. Lo Sporting Braga è allenato da Artur Jorge, che vi ha giocato per diciotto anni, ha allenato tutte le giovanili dalla Under 15, è stato allenatore della Squadra B e delle prima squadra ad interim, oltre ad avere un figlio – che si chiama Artur Jorge, inizia ad essere un'abitudine – che ha giocato pure lui nel Braga. È arrivato terzo in campionato anche l'Olympique Marsiglia, dove giocano Pau Lopez, Lirola, Veretout, Kondogbia, Malinovskyi e Cengiz Under. Infine partirà dal terzo turno anche lo Sturm Graz che, come di consueto, ha la maglia ridotta a cartellone pubblicitario per la birra Puntigamer e che gioca allo Stadion Graz-Liebenau, chiamato Arnold Schwarzenegger Stadion finché l'attore – mentre era governatore della California – non negò la grazia dalla pena di morte a un uomo e il comune di Graz decise di revocare l'intitolazione dello stadio.

l'ex Arnold Schwarzenegger Stadion, sede dello Sturm Graz.

Buona Champions League!

Vi auguriamo una buona Champions League 2023/24 con un video dei tifosi dei Rangers che intonano un coro per Fashion Sakala sulle note di Waka Waka.


  • Classe '99, fervente calciofilo e tifoso dell'Udinese, alla sua prima partita allo stadio vede un gol di Cesare Natali e ne resta irrimediabilmente segnato. Laureato in scienze politiche a Padova e in un corso dal nome lunghissimo che finisce per "media" a Bologna, usa la tastiera per scrivere di calcio e Formula 1 e il mouse per fare grafiche su Canva.

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