Collage copertine album delle canzoni della colonna sonora di FIFA
, 11 Luglio 2023
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Qual è la miglior canzone di FIFA?


Ne abbiamo scelte dieci tra le più iconiche.

Quanto è difficile trovare un appassionato di calcio nato dopo gli anni Ottanta che non abbia preso almeno una volta in mano un joystick per una partita a FIFA? Che fosse per una scintillante carriera in cui ha portato lo Zulte Waregem a vincere tre Champions League di fila, per avere l'ebbrezza di controllare Ronaldo in campo durante una partita tra amici o per giocare la Weekend League, FIFA è stato forse il più grande esempio di esperienza collettiva intergenerazionale. Il prodotto di punta della EA, che negli anni è finita per attirare un certo odio per il modo in cui ha trasformato il suo gioco in una gallina dalle uova d'oro, ha comunque segnato un'epoca durata quasi trent'anni, a cui ogni giocatore ha legato dei ricordi unici.

Ora che la diatriba legale tra la FIFA e la EA ha preso la piega peggiore – con il nome FIFA che dalla prossima edizione scomparirà dal gioco, sostituito da EA Sports FC – possiamo ufficialmente dire che quest'epoca si è conclusa. E per celebrarne la fine abbiamo scelto di concentrarci sull'aspetto forse più identitario di ogni edizione di FIFA: le canzoni della sua colonna sonora. È facile rendersi conto di come queste abbiano effettivamente segnato il tempo delle nostre vite, passando dallo stile techno più spinto degli anni Novanta all'indie rock di inizio millennio, alla house di inizio anni Dieci e infine alla trap.

Per celebrare tutto ciò abbiamo fatto votare a una giuria composta da redattori di Sportellate e non, le loro dieci canzoni preferite della storia di FIFA. Quindi abbiamo messo tutto insieme per produrre una classifica finale. Il risultato è questo qui; buona lettura e buon ascolto.

10. Heat Waves – Glass Animals (FIFA 21)

Ironia della sorte, l'ultimo posto nella nostra top ten lo occupa la canzone più vicina a noi cronologicamente. Heat Waves – brano della band inglese Glass Animals – esce a giugno 2020, ma se vi sembra più recente di tre anni fa, tranquilli, non siete gli unici ad avere questa impressione. Infatti il brano è diventato una hit mondiale tra il 2021 e il 2022, anche grazie alla sua presenza nella colonna sonora di FIFA 21. Il testo nostalgico e il mix tra il sound indie rock dei Glass Animals e le sonorità hip hop e elettroniche scelte per Heat Waves hanno stregato chiunque: primo posto nella Billboard Hot 100, battendo ogni record di longevità in classifica, 15 dischi di platino in Australia, 5 negli Stati Uniti, 4 in Regno Unito, 3 in Italia. Su Spotify la canzone ha più di 2 miliardi di stream.

È la sublimazione di quello che il team che si occupa delle colonne sonore aveva pensato sin dall'inizio: è FIFA a plasmare lo scenario musicale mondiale ancor di più di quanto quest'ultimo plasmi le scelte di EA Sports. Detto questo, ormai il focus si è definitivamente spostato dall'indie rock e dall'elettronica all'hip hop e al rap – con Heat Waves come una delle poche eccezioni – e anche la cover del gioco sposa quell'estetica. La copertina di FIFA 21 è unica per tutto il mondo – nel 2020 è già stata abbandonata l'usanza di avere copertine regionali, come vedremo poi – e raffigura Kylian Mbappé.

Il francese a 22 anni ha già una valutazione di 90 nel gioco, a soli tre punti dal migliore, che in quell'edizione è Messi. Supera di un punto Cristiano Ronaldo, vincendo per quell'anno la versione virtuale dello storico dualismo. Il portoghese quando esce il gioco sta iniziando quella che sarà la sua ultima stagione alla Juventus, o meglio al Piemonte Calcio visto che stiamo parlando della simulazione di EA Sports. Infatti, per il secondo anno di fila la compagnia statunitense non ha i diritti su nome e logo della Juventus, che ha stretto una partnership esclusiva con Konami.

Konami, tra l'altro, nel 2020 fa uscire l'ultimo capitolo del suo celebre Pro Evolution Soccer, ormai in declino da anni. Verrà sostituito - con risultati discutibili - da eFootball. Il crollo verticale del gioco di Konami, consumatosi in pochi anni, ha delle ripercussioni anche su FIFA, che si trova senza un competitor e si "rilassa" un po'. Il gioco è buono, ma non ottimo, e di anno in anno migliora poco. Sembrano lontanissimi i tempi della lotta serrata tra FIFA e PES.

9. Machu Picchu – The Strokes (FIFA 12)

Il primo verso di Machu Picchu, "I'm putting your patience to the test" è uno statement chiaro di Casablancas: vuole mettere alla prova la pazienza dei suoi ascoltatori che hanno aspettato cinque anni per riascoltare un disco dei suoi The Strokes e che, per tutta risposta, si sono trovati un disco trasversalmente riconosciuto come mediocre. Machu Picchu in questo è una piccola eccezione, forse per il suo sound che richiama più le origini di "Is This It?" o forse per il fatto di aver accompagnato FIFA 12.

Proprio quel primo verso sembra quasi messo apposta dagli sviluppatori della EA, creando un gioco che negli anni ha sfidato sempre di più la pazienza dei giocatori. FIFA 12 segna forse la transizione definitiva verso le versioni più contemporanee, mettendo al centro di tutto il gioco online e con l'esplosione definitiva di Ultimate Team, che da questo momento inizia a diventare la modalità predominante del gioco. Ultimate Team è forse il momento in cui la pazienza dei giocatori è diventata il bersaglio di EA, tra script e giocatori buggati sempre più difficili da affrontare.

Sfidare la pazienza dei propri tifosi è probabilmente quello che ha fatto David Luiz, che nel gioco è probabilmente il giocatore buggato - insieme ai vari velocisti come Gervinho, Walcott e Lennon - ma che nella realtà si comincia a rendere famoso per la discrepanza tra la sua qualità tecnica e le sue letture difensive. Poco male, visto che troverà comunque il modo di vincere la Champions League in quell'anno, segnando anche uno dei rigori decisivi.

8. The Nights – Avicii (FIFA 15)

Riascoltando ora The Nights, a quasi nove anni dall’uscita e a più di cinque dal 20 aprile 2018, non si può fare a meno di pensare alla depressione che ha portato al suicidio Avicii a soli 28 anni. The Nights è un vero e proprio inno alla vita e alla spensieratezza. “He said, ‘One day, you'll leave this world behind, so live a life you will remember" è l’esordio del ritornello, che porta a un drop estremamente riconoscibile e in linea con lo stile di Avicii. È una di quelle canzoni che ti rende leggero come una piuma ma allo stesso tempo, ascoltando attentamente il testo, ti mette nostalgia del presente che stai vivendo, come i pomeriggi dopo scuola passati a giocare a FIFA con gli amici.

The Nights finisce nella colonna sonora di FIFA 15 ancora prima del suo lancio come singolo ed è subito il pezzo più famoso e rappresentativo della selezione fatta da EA per quell’anno. Le canzoni scelte per i vari FIFA hanno sempre fornito una fotografia piuttosto accurata dello stato della musica di anno in anno, e le sonorità di Avicii sono quanto di più 2014/2015 si potesse trovare. Che fosse The Nights o per assurdo Wake Me Up, sono canzoni che si incastrano perfettamente con immagini come Neymar con la cresta e la maglia del Barcellona a strisce larghe, Victor Ibarbo e Seydou Doumbia che volano sul campo – più che quello virtuale che quello reale – Hazard inarrestabile in maglia Chelsea e un Southampton di culto assoluto con le maglie autoprodotte.

FIFA 15 è il secondo capitolo della serie a uscire sulle console di (allora) nuova generazione e EA ne sfrutta tutte le potenzialità grafiche e di meccanica di gioco, sembra iniziata un’ascesa verso il meglio inarrestabile. La critica e i videogiocatori premiano ampiamente gli sforzi di EA e valutano molto positivamente il gioco. FIFA 15 si afferma come una monolitica testimonianza della metà degli anni ’10, sia del loro calcio, con maglie fluo, scarpe fluo, un Barcellona fortissimo, una Juventus dominante e tanto altro, sia della loro cultura pop, dalle grafiche alla musica, di cui Avicii è uno degli interpreti più iconici.

7. 19-2000 (Soulchild Remix) – Gorillaz (FIFA 2002)

Le emanazioni di Damon Albarn hanno accompagnato in modo molto chiaro e riconoscibile i primi anni di FIFA. 19-2000 è uscita qualche mese prima di FIFA 2002 ma al suo interno raccoglie tutta l'inquietudine per un futuro incerto, inserita in un beat che assorbe l'ascoltatore, gli entra sotto pelle e sostituisce i suoi pensieri con il suo "Get the cool / Get the cool shoeshine". FIFA 2002 segna un po' una discontinuità a livello musicale, dato che per la prima volta abbiamo una colonna sonora con più di dieci canzoni – tredici per la precisione.

A livello visivo, FIFA 2002 sembra qualcosa di più vicino ai giochi che conosciamo ora. Rispetto all'anno precedente le figure dei giocatori hanno movimenti più naturali, i loro busti sembrano finalmente muoversi coerentemente con il resto del corpo nelle loro corse e il pallone sembra finalmente avere un peso. Per la prima volta, però, la EA introduce il centro creazione, dando finalmente la possibilità a tutti di creare il proprio giocatore da inserire nella sua squadra preferita. Per il resto, rimane un'edizione molto figlia del suo tempo: i giocatori hanno le maglie larghe e infilate nei pantaloni, il giocatore più forte del gioco è Figo, con il suo 97 di valutazione e sotto di lui ci sono Shevchenko, Zidane, Kahn e Totti, che è anche l'uomo copertina della versione italiana. Col senno di poi, quella del capitano romanista rimarrà una scelta non proprio fortunata visto che è raffigurato con la maglia della Nazionale che, pochi mesi dopo, lo renderà protagonista del Mondiale di Corea e Giappone nel modo meno auspicabile possibile.

6. The Rockafeller Skank – Fatboy Slim (FIFA 99)

Escludendo alcune rare eccezioni, gran parte delle colonne sonore dei FIFA di fine anni Novanta è la scelta di abbracciare in pieno il gusto elettronico di quegli anni. Il big beat di The Rockafeller Skank porta il contenuto al minimo possibile, con il solo: "Right about now / The funk soul brother / Check it out now / The funk soul brother" ripetuto ossessivamente e occasionalmente distorto o interrotto dalla miriade di "Rock".

La copertina ci ricorda molto chiaramente come questi siano gli anni dei grandi attaccanti italiani, aprendo una stagione che porterà su di essa prima Bobo Vieri, poi Inzaghi, Montella e Totti. I limiti offerti dall'hardware della PlayStation inevitabilmente danno poco spazio a miglioramenti grafici, per cui questo è forse il primo vero caso di FIFA che si comporta come un semplice aggiornamento delle rose rispetto a quello precedente. Nonostante ciò, finalmente iniziamo a vedere qualche dettaglio in più, che ci fa pensare di star effettivamente controllando degli esseri umani unici e non un modellino con dei valori più alti dell'altro: vediamo giocatori che mostrano qualche espressione, che non sono più tutti alti uguale e che sulle maglie hanno degli stemmi, per quanto non quelli originali.

Siamo appena oltre il mondiale di Francia 98 e qualcuno si aspetterebbe, a ragione, di trovare Ronaldo e Zidane ai primi due posti tra i migliori del gioco; invece, EA, che probabilmente ci è rimasta male perché il Fenomeno non ha concesso i suoi diritti d'immagine, ha dato lo scettro di più forte a Raul, con Zidane appena sotto, disperso in un nugolo di giocatori con 94 di valutazione, in cui sono presenti Del Piero, Bergkamp, Beckham, Owen, Batistuta. Curiosamente, l'uomo copertina, Bobo Vieri, siede subito sotto, con un 92 condiviso con magic box Gianfranco Zola. Sempre a ricordare tutto il talento di cui disponevamo in quegli anni.

5. Stop the Rock - Apollo 440 (FIFA 2000)

La soundtrack di FIFA 2000 è il primo embrione delle colonne sonore di FIFA come le conosciamo oggi. Anche per stessa ammissione di chi le canzoni per FIFA le selezionava, la svolta vera avviene negli anni immediatamente successivi, con il 2004 come esempio lampante, ma FIFA 2000 è il primo capitolo della saga ad avere più di una canzone riconoscibile e iconica. I giochi precedenti avevano una "title track" famosa – vedi The Rockafeller Skank, o l'altra a cui tutti state pensando (non preoccupatevi, arriva) - e varie tracce secondarie, principalmente techno o trance. FIFA 2000 ha sì una title track, It's Only Us di Robbie Williams, ma poi ha altre canzoni diventate famose nel tempo. Una di queste è Stop The Rock degli Apollo 440.

Con Stop The Rock, che esce nell'agosto del 1999, il gruppo britannico irrompe sulla scena musicale mondiale. Magari loro non li avete mai sentiti nominare, ma vi basteranno 5 secondi di Stop The Rock per dire "Ah, sì la conosco". FIFA invece è sulla cresta dell'onda da alcuni anni, il gioco esiste ormai da sei anni e – anche se con qualche inciampo - macina recensioni positive. Per il gioco che inaugura il nuovo millennio EA Sports decide di concentrarsi sulla giocabilità, che effettivamente migliora rispetto al capitolo precedente, ma sacrifica leggermente lo sviluppo grafico, cosa di cui molti si lamentano nelle recensioni dell'epoca. In ogni caso, il gioco viene comunque considerato un successo.

Sulla copertina italiana c'è Vincenzo Montella, che è anche protagonista dell'evento di lancio del gioco assieme ai commentatori di FIFA 2000 Massimo Caputi e Giacomo Bulgarelli. Montella non è però l'unico giocatore della Roma presente su una copertina di FIFA 2000, perché per l'edizione giapponese EA ha scelto Hidetoshi Nakata. Compaiono poi anche, in ordine sparso, Sol Campbell, Pep Guardiola e Eddie Pope, che contribuisce anche alla motion capture per il gioco nell'anno in cui la MLS viene introdotta nella prima volta in FIFA.

Ronaldo è privo del suo vero nome nel gioco (per una questione di diritti), ma è il più forte del gioco con una valutazione di 97, seguito da Rivaldo e Zidane con 96 e dal nuovo acquisto del Milan Shevchenko con 95. Tutte queste stelle hanno però dei degni contendenti nel gioco, visto che EA Sports ha scelto di inserire anche 40 squadre storiche, come il Milan di Sacchi o il Real Madrid di Di Stefano e Gento. Una scelta simbolica nel capitolo che guida la saga nel nuovo millennio, ovviamente sulle note di Stop The Rock.

4. Kids – MGMT (FIFA 09)

Forse è il momento di assegnare la palma per l’intro più riconoscibile nella storia delle colonne sonore di FIFA. Il conto alla rovescia urlato dai bambini fa capire immediatamente di che canzone si tratta e le prime note di synth non fanno che dare la conferma, con la loro melodia impossibile da scollare dalla testa. Kids è il terzo e ultimo singolo tratto da Oracular Spectacular, album d’esordio del duo newyorchese MGMT. L’album viene pubblicato alla fine del 2007, ma Kids esce come singolo solo il 13 ottobre 2008, quando già da un mese è la colonna sonora delle carriere calcistiche virtuali di mezzo mondo.

“You were a child crawling on your knees toward it”. Sono le parole con cui si apre il testo di Kids e ascoltandole non si può fare a meno di pensare a un bambino, a un Niño, che mentre FIFA 09 va a ruba nei negozi si fa strada verso il vertice del calcio mondiale una scivolata sulle ginocchia dopo l’altra: Fernando Torres. Nell’autunno del 2008 Torres è all’inizio della sua seconda stagione al Liverpool e a 24 anni è uno degli attaccanti più forti d’Europa. Anche nel gioco è un’ira di dio: 88 di overall, valori sopra al 90 in velocità, accelerazione e finalizzazione. Sulla copertina del gioco però l’attaccante spagnolo non compare in nessuna edizione. In Inghilterra è stato scelto Wayne Rooney, mentre in Spagna il volto di FIFA 09 è Gonzalo Higuain.

Sulle scatole marchiate PlayStation o Xbox, però, appare in ogni parte del mondo un giocatore della Serie A ad affiancare i vari eroi locali – per dovere di cronaca: quello italiano è Daniele De Rossi – una cosa quasi impossibile al giorno d’oggi. Stiamo parlando di Ronaldinho, che ha appena lasciato il Barcellona per passare al Milan, nel trasferimento più pop dell’estate 2008. In generale, la Serie A è molto ben rappresentata ai piani alti del gioco, con tre presenze tra i primi sei con l’overall più alto, ovvero Kakà, Buffon e Ibrahimovic. Davanti a loro ci sono Cristiano Ronaldo, ancora al Manchester United, Casillas e Messi, che per EA Sports sono dunque i tre migliori calciatori del mondo nel 2008.

Sulle note di Kids, gli appassionati di FIFA possono anche provare per la prima volta una modalità di gioco che cambierà per sempre la serie di videogiochi calcistici più amata al mondo: FIFA Ultimate Team. Le carte sono ancora rettangolari, i meccanismi rudimentali, ma è stata lanciata la rivoluzione, per la prima volta si parla di pacchetti, di intesa, di carte speciali.

In generale il gioco è un successo, sia di vendite che per la critica, e allo stesso modo lo è Kids assieme al suo album Oracular Spectacular, che viene incoronato successivamente diciottesimo album più bello degli anni ’00 e viene inserito alla posizione 494 nella prestigiosa classifica dei 500 album di sempre di Rolling Stone. Dello stesso tenore sarà anche la stagione del Barcellona, che con il nuovo allenatore Pep Guardiola, promosso dalle giovanili, vincerà ogni trofeo a sua disposizione, marchiando in modo indelebile la stagione 2008/09 come la sua stagione.

3. Club Foot – Kasabian (FIFA 13)

Il riff di Club Foot è forse uno dei più riconoscibili degli ultimi vent'anni di musica britannica. Un riff distorto, suonato con un basso come se fosse una chitarra e che ha il magico potere di gasare all'inverosimile i suoi ascoltatori. Il legame di questa canzone con il mondo del calcio si è costruito negli anni ed è molto saldo. Nel 2010 ha accompagnato i giocatori della Spagna negli spogliatoi e, nell'ultima finale dei play-off della Championship, ha accolto in campo i giocatori di Coventry e Luton.

Come in Kids, le prime parole sono perfette per introdurre il gioco: "One, take control of me" canta Tom Meighan ma potrebbe anche farlo Leo Messi, l'uomo-copertina internazionale e giocatore più forte del gioco con un bel 94 di valutazione. Dieci anni dopo, con la carriera europea di Messi verosimilmente conclusa, possiamo dire che quel gioco raccoglie forse il momento migliore della sua carriera. Alla sua uscita, nell'autunno del 2012, la Pulga è in corsa per distruggere il record di Gerd Muller, arrivando all'insensata cifra di 92 gol in un anno solare. Il Barcellona, però, ha vissuto il suo momento più difficile – allegorizzato dal fatto che non è riuscito ad accordarsi con la EA sui diritti del Camp Nou, giocando in uno stadio standard denominato "El Libertador". Il gioco introduce pochissime innovazioni e perlopiù di contorno: nella versione italiana si può sentire la voce di Matteo Barzaghi a bordocampo e finalmente si possono vedere anche le figure degli allenatori che si sbracciano nelle aree tecniche durante le partite.

La poca innovazione è quella che accompagna anche il calcio italiano. Come metafora di un movimento che entra nella sua banter era, ci sono solo tre giocatori di Serie A tra i 20 più forti del gioco: gli juventini Pirlo e Buffon, reduci anche da un europeo fantastico, e il matador Cavani, che un anno prima si era annunciato come uno dei migliori centravanti del mondo. Dieci anni dopo, nessuno è più dove si trovava dieci anni fa: Tom Meighan ha lasciato i Kasabian; Messi e Ronaldo hanno iniziato il loro farewell tour e tutti noi abbiamo delle vite che, probabilmente, sono più noiose di prima.

2. Jerk It Out – Caesars (FIFA 2004)

Ci sono canzoni che superano di gran lunga la fama del cantante o del gruppo che le interpreta. Ci sono poi anche canzoni che sono nettamente più famose per il loro uso in altri media che per la loro esistenza come brano nella scaletta dei concerti di qualcuno. Jerk It Out è entrambe le cose. Pubblicata dai Caesars nel 2002, supera enormemente la fama della band svedese. Ma soprattutto, Jerk It Out è stata usata ovunque. Oltre alla pubblicità della Mini che incontriamo quotidianamente sui nostri schermi, il brano è stato colonna sonora degli spot dell'IPod Shuffle, della Nivea, della Renault, è comparsa all'interno di numerosi film e in altrettanti trailer, in Dawson's Creek, in NCIS, in Ted Lasso, è ballabile in Just Dance e, naturalmente, è nella colonna sonora di FIFA 2004.

Il gioco esce nell'autunno del 2003 e segna un punto di svolta definitivo per le colonne sonore della serie FIFA, che da lì diventano un vero marchio di fabbrica del prodotto di EA Sports. È il culmine del lavoro del nuovo team che si è insediato nel 2001 con il compito di curare la soundtrack di FIFA. Dal 2004 è sempre più EA Sports ad arrivare sui brani e sugli artisti prima del successo mainstream. Assieme ai Caesars e la loro ancora semi-sconosciuta Jerk It Out, ci sono i Kings of Leon al loro primo disco e i Kasabian addirittura con soli singoli alle spalle, i The Dandy Warhols prima che iniziasse Veronica Mars e i Wir Sind Helden prima dell'esplosione definitiva in Germania. Ma c'è anche un brano dei The Stone Roses, quasi in un passaggio di consegne con Kasabian e Kings of Leon, e uno dei Radiohead, che chiedono espressamente di poter fare parte della colonna sonora di FIFA 2004.

È la primavera di FIFA in tutto e per tutto. Il gioco non è cambiato molto da quello dell'anno precedente, ma vende, vende tantissimo. È anche forse il momento in cui è al suo picco massimo dell'essere un gioco arcade, che è quello che i fan vogliono. Chi cerca la simulazione vera e propria a inizio anni 2000 compra PES. In FIFA 2004 puoi prendere Adriano e farlo calciare da ovunque e segnerà. C'è Jan Koller enorme, potentissimo e impossibile da spostare. I giocatori veloci sono difficilissimi da fermare, anche se possono muoversi in sole quattro direzioni, mentre ogni tiro è inevitabilmente una cannonata, ma probabilmente il portiere la parerà mostrando riflessi ultraterreni. Poi ci sono le punizioni, praticamente un gioco nel gioco. Puoi scegliere come colpire il pallone e dove colpirlo, il tutto agendo su una riproduzione virtuale del pallone che compare nell'angolo dello schermo. Ai tempi, il futuro.

La copertina, se dovesse essere ancora necessario, sublima alla grande i primi anni 2000 del calcio: Del Piero in maglia Juventus, Ronaldinho in maglia Brasile e Thierry Henry in maglia Arsenal. Fa poi la sua prima apparizione in FIFA un'icona del calcio anni 2000: Cristiano Ronaldo, che esordisce con una valutazione di 80 a soli 18 anni. Il portoghese è - vista anche la giovane età - una delle gemme della modalità carriera, che fa il suo esordio proprio in FIFA 2004. È ancora in fase piuttosto embrionale e dura al massimo cinque anni, ma dà per la prima volta ai fan di FIFA la possibilità di sentirsi un po' scout e direttori sportivi oltre che allenatori e giocatori. Sta timidamente nascendo il FIFA degli anni successivi.

1. Song 2 – Blur (FIFA 98)

Non credo sia possibile leggere il titolo di questa canzone senza urlare l'ultra-celebre "woo-hoo" di Damon Albarn. Quando, qualche mese fa, è riemerso il video di Albarn che giocava con delle basi preimpostate su una tastiera, di fatto trovando il beat di Clint Eastwood, i social sono semplicemente esplosi forse per la sensazione di aver adorato una canzone il cui sforzo creativo alla base era pressoché inesistente. Questa incredibile tendenza di Albarn alla pigrizia formale è emersa anche nella nascita di Song 2, che nel suo tentativo di irridere la casa discografica ha mantenuto il suo titolo operativo fino alla pubblicazione – per intenderci: è come se questo pezzo si chiamasse ancora solo "Canzoni FIFA".

Siamo tornati al 1997, in un mondo che ormai ci sembra lontano un'eternità perché effettivamente lo è. Lo dimostrano semplicemente le figure che riempiono la copertina del gioco: Ginola, Raul, Maldini, Beckham e Möller. Il mondo del 97 è un mondo che viveva di speranze spixelate, di concetti vuoti come il testo di Song 2 che hanno poi lasciato spazio a una deludente realtà in alta definizione. FIFA 98 però ci porta in un modo di intendere il gioco totalmente diverso: i giocatori possono finalmente prendere il controllo delle loro nazionali in campo - non poco visto che questo è il gioco che anticipa lo spartiacque storico di Francia '98 - e finalmente possono identificare i propri eroi con i nomi veri e qualcosa che rimanda vagamente ai loro veri volti.

Rivedere FIFA 98 venticinque anni non può che suscitare qualche sorriso soprattutto nel vedere gli ingressi in campo di giocatori che sembrano sciamare verso il pallone muovendosi a un palmo da terra. Certo, non si può non rimanere ammaliati dalla portata rivoluzionaria di un gioco in cui, per la prima volta, puoi finalmente prendere il controllo del vero Ronaldo – e del suo 97 di valutazione – o del vero Zidane e dargli la maglia della tua squadra. E se questo non giustifica delle speranze, per quanto spixelate, cosa può farlo?


Si ringraziano per il loro prezioso voto: Francesco Nardi, Fabrizio Gilardi, Michele Serra, Alessandro Giura, Michele Longo, Federico Camilli, Gregorio Parisi, Emanuele Ceschiutti, Jacopo Bagorda, Gabriele Centu, Federico Plantera, Daniele Leuzzi, Damiano Primativo e Matteo Petrera.


  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal, dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

  • Classe '99, fervente calciofilo e tifoso dell'Udinese, alla sua prima partita allo stadio vede un gol di Cesare Natali e ne resta irrimediabilmente segnato. Laureato in scienze politiche a Padova e in un corso dal nome lunghissimo che finisce per "media" a Bologna, usa la tastiera per scrivere di calcio e Formula 1 e il mouse per fare grafiche su Canva.

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