
5 nuovi attaccanti brasiliani pronti a prendersi tutto
Endrick ma non solo.
Il 22 luglio 2022 tutti i maggiori quotidiani e siti sportivi brasiliani aprivano con la stessa notizia in evidenza. Da qualche ora, infatti, il Palmeiras aveva ufficializzato la firma sul primo contratto da professionista di Endrick Felipe Moreira de Sousa, blindandolo per tre anni e inserendo, nell’accordo, una clausola rescissoria da 60 milioni di euro. Tanti? Pochi? Difficile dirlo, soprattutto quando si parla di Brasile, un microcosmo economicamente molto instabile, nel quale procuratori e fondi di investimento posso celermente cambiare le carte in tavola.
E così sembra sia accaduto anche nel caso di Endrick, la cui famiglia – che ne cura direttamente gli interessi – ha chiesto l’ultima parola su tutti i dettagli dell’accordo, ancor prima di sedersi a trattare. Il Palmeiras ha accettato, così come ha dovuto alzare le mani quando il padre del talento verdeoro ha comunicato al club di aver scelto il Real Madrid come futura e prima meta europea del ragazzo. È infatti notizia di poche settimane fa il passaggio di Endrick ai blancos, che non solo pagheranno l’intero importo della clausola rescissoria per sbloccare il trasferimento, ma si accolleranno anche il 20% – pari a 12 milioni di euro – di tasse sul trasferimento.
Un investimento importante, più alto di quelli impostati in passato con gli acquisti di Vinicius Junior, Rodrygo e Reinier. Sperando che il percorso di Endrick possa ricalcare le orme di quelli dei primi due citati, il Palmeiras avrà comunque la fortuna di goderselo per un altro anno, ovvero fino a quando il ragazzo non diventerà maggiorenne e potrà, finalmente, volare verso la Spagna. Classe 2006, ha esordito con la prima squadra ancora quindicenne e, vedendolo in campo, si capiscono subito i motivi per cui il Verdão lo vede già come un calciatore pronto a misurarsi al top. Endrick è fisicamente straripante, talmente ingiocabile con i pari età che il club paulista lo ha sempre utilizzato sotto età, così da abituarlo sin da subito a bruciare le tappe. E lui ha ripagato subito chi gli ha concesso fiducia, segnando il primo gol nel Brasileirão dopo una manciata di presenze e, recentemente, ha avuto anche la possibilità di esordire in Copa Libertadores, diventando uno degli uomini da copertina della nuova generazione di attaccanti brasiliani sbocciati nell’ultimo anno. In coppa è arrivato anche il gol “più giovane” della competizione, segnato recentemente contro il Barcelona di Guayaquil.
Era da un po’, anche se suona strano, che il Brasile faticava a produrre giocatori offensivi potenzialmente generazionali. Anzi, recentemente, prima dell’esplosione di Endrick – che tatticamente, se trovasse l’allenatore giusto, potrà essere modellato a piacere – l’attaccante più interessante nato post 2001 era senz’altro Kaio Jorge, il cui salto in Italia lo ha visto finire un po’ ai margini della Juventus anche per via di un grave infortunio, ammesso e non concesso che avrebbe trovato spazio per esprimersi come ai tempi del Santos. Ora, seppure con cautela, qualcosa sembra muoversi. Proprio il Santos ha recentemente lanciato Marcos Leonardo, titolare del Brasile al Mondiale Under 20. Marcos Leonardo è un classe 2003 che, a livello di caratteristiche, sembrerebbe aver davvero tutto per sfondare. Destro naturale, viene utilizzato come referente centrale di un tridente offensivo molto tecnico e sfruttato sia spalle, fondamentale nel quale però deve ancora migliorare, che fronte alla porta. Prima di partire per la spedizione argentina aveva già battezzato il Brasileirão con un gol, segnato nel match contro l’America Mineiro.
O fim do primeiro tempo foi tenso, mas o que o Marcos Leonardo jogou foi BRINCADEIRA! Dono de um gol e de uma assistência responsáveis pela classificação do Brasil, até o momento, para as quartas de final do #MundialSub20. 🇧🇷 pic.twitter.com/6H79WVJjAo
— TNT Sports BR (@TNTSportsBR) May 31, 2023
I numeri di Marcos Leonardo non sono ovviamente passati inosservati, considerata la lunga lista di club europei interessati all’articolo. Il Barcellona, tanto per dirne uno, potrebbe consolarsi dalla delusione Endrick andando a strappare il centravanti del Peixe alla concorrenza, composta da società importanti come Benfica, Porto, Atletico Madrid e Valencia. Il problema? Ovviamente la clausola rescissoria, fissata a 100 milioni di euro da inizio 2023, quando la dirigenza bianconera gli ha fatto firmare un rinnovo contrattuale fino al 2026. In Italia, ovviamente a cifre estremamente più contenute, si è parlato anche di Lazio: Sarri avrebbe dato l’ok per un eventuale arrivo della punta paulista, che andrebbe inizialmente a posizionarsi nel ruolo di vice Immobile. Meno sponsorizzato dei primi due, ma comunque con grandissimi orizzonti davanti, Vitor Roque è la nuova proposta dell’Athletico Paranaense, uno dei club in ascesa del calcio brasiliano. Classe 2005, ha già una sessantina di presenze e diversi gol pesanti tra i professionisti, tanto che di recente si è parlato di lui per un’eventuale convocazione in nazionale. Inoltre, è stato il grande protagonista del Sudamericano under 20 giocato in inverno, dove ha trascinato il Brasile alla vittoria aggiudicandosi la classifica dei cannonieri.
QUE GOLAÇO DO BRASIL! 🇧🇷
— Tiro de Canto (@tirodicanto) February 3, 2023
Assistência milimétrica de Marlon Gomes e Vitor Roque completa só com um toquinho encobrindo o goleiro. Coisa de quem sabe!
Brasil 1x0 Venezuela, pelo Sul-Americano sub-20
pic.twitter.com/bDhQ7K3IhN
Nato nel cuore del Minas Gerais, Vitor Roque ha una storia calcistica molto particolare. Pur essendo cresciuto in una famiglia tifosissima del Cruzeiro e avendo fatto tutto il percorso giovanile con la Raposa, un anno fa – approfittando dei guai economici del club – è stato acquistato dall’Athletico e, in poco tempo, è diventato un simbolo per la tifoseria del Furacao. Destro naturale, in questi ultimi dodici mesi è stato utilizzato come punta centrale ma anche in coppia con un altro attaccante.
Come si evince dalla sua heatmap, infatti, si tratta di un elemento mobile, capace di svariare su tutto il fronte offensivo, appoggiando l’azione e rinculando nella metà campo difensiva se la circostanza lo richiede. A 18 anni, e con un clausola da 60 milioni di euro, sembrerebbe già pronto per l’Europa. Infatti, è solo questione di ore l’ufficialità del suo passaggio al Barcellona: fonti vicine al club blaugrana ne parlano come di una risposta al colpo Endrick del Real Madrid, una sorta di sfida raccolta andando ad acquistare quello che, in alternativa al numero 9 del Palmeiras, viene considerato come il classico wonderkid dal destino segnato. Il Barcellona ha intenzione di liquidare interamente l’Athletico, superando la cifra della clausola con l’inserimento di bonus vari, aggiungendo un ricco contributo sotto forma di commissioni ad agenti e famiglia del calciatore. Impossibile dire di no, soprattutto se la prospettiva è quella di andare a giocare in una squadra in cui, fin da subito, c’è bisogno di qualcuno in grado di muoversi con efficacia sotto punta.
Dietro questo trio di predestinati, però, si agita un sottobosco di talento altrettanto interessante. Il Fluminense, che davanti si affida a un vecchio centravanti esperto come German Cano, sta modellando con calma John Kennedy de Souza, gioiellino 19enne proveniente dal settore giovanile e con un nome che richiama, visibilmente, le simpatie yankee della famiglia. La sua storia calcistica non parte però da Rio de Janeiro, bensì in un piccolo centro del Minas Gerais nel quale si mette in mostra a suon di gol difendendo i colori del Serrano. Quando il Vasco Da Gama lo precetta per un provino, il responso è tranciate: talentuoso, sicuramente, ma improponibile dal punto di vista fisico. In effetti lo sviluppo muscolare di Kennedy tarda ad arrivare, ma il Fluminense decide ugualmente di scommettere su di lui, permettendogli di spostarsi definitivamente nella metropoli brasiliana. Dove, in poco tempo, brucia le tappe fino a convincere Fernando Diniz – uno degli allenatori più preparati ed esigenti del panorama locale – a dargli un’occasione in prima squadra. In pochi mesi il talento di Petropolis passa da dominare la Copa San Paolo, il torneo giovanile più rinomato del Sudamerica, ad aiutare in maniera concreta il Ferroviaria – club nel quale ha giocato in prestito a inizio anno, mandato lì da Diniz per trovare minuti – a salvare la faccia, segnando 6 gol in poco meno di 980 minuti giocati nel Paulistão. Il resto è venuto da sé, dal primo gol nel Brasileirão all’esordio in Libertadores, corredato da un bell’assist per un compagno.
A livello di caratteristiche, di Kennedy si può parlare come di una punta molto mobile, sempre alla ricerca degli spazi e della profondità, con leve che gli permettono di staccare il diretto avversario in progressione e di essere pungente negli ultimi sedici metri di campo. Diniz lo utilizza in tandem con German Cano, punta d’area che si occupa di aprire spazi e finalizzare, un centravanti vecchio stampo col quale il classe 2002 sta dimostrando di essersi integrato a meraviglia. Recentemente ha prolungato il contratto fino al 2025 e ha in Fred, gloria del club fresca di ritiro dal calcio, il suo idolo. Lo stesso Fred che, nel 2021, in una intervista lo aveva eletto a suo erede.
Il Santos, oltre a Marcos Leonardo, si coccola Angelo Gabriel. Un giocatore differente, o almeno così è stato definito da Globo Esporte all’interno di un interessante focus nel quale si è parlato a fondo di calcio, famiglia e della vita di questo ragazzo cresciuto col peso di alcuni accostamenti abbastanza impegnativi. Infatti, se dici Santos non puoi non pensare a due calciatori sbocciati a Vila Belmiro e capaci di andare a dominare in Europa. Il primo è ovviamente Neymar, col quale Angelo ha recentemente posato per una foto in occasione di una visita al centro sportivo del Peixe. Il campione del PSG rappresenta un po’ un idolo, un modello da imitare, per quanto in campo i due battano posizioni diametralmente opposte a livello tattico. Poi c’è Rodrygo, di tre anni più vecchio e, di fatto, calciatore che con la sua partenza ha fatto sì che Angelo esplodesse.
Il paragone con l’asso del Real Madrid si è proposto spesso nell’ultimo anno. Anche il Santos, sui propri canali social, accomuna a cadenze regolari i due per festeggiare i traguardi di Angelo. Ma di che tipologia di calciatore parliamo? Tanto per cominciare, lui stesso si è definito attaccante, un’etichetta che però rischia di limitarne troppo descrizione, perché il suo svariare sul centro-destra del fronte offensivo lo porta a pestare parecchie zone di campo. Diciamo che, formalmente, si può parlarne come di un esterno destro abile nel dribbling – ha uno dei migliori dati del campionato, a oggi – fisicamente brevilineo, molto rapido sia negli spazi stretti che quando ha campo da aggredire in avanti. Non ama molto ricevere palla sui piedi, piuttosto diventa imprendibile servito sulla corsa, a tal punto che molti difensori, per prendergli le misure, ricorrono forzatamente al fallo sistematico. Contrattualmente è legato al Santos fino al 2024, ha una clausola rescissoria da 60 milioni di euro ma, contrariamente ai colleghi, non intende rinnovare. Da lui partirà la nuova contaminazione brasiliana di talento in Europa. Ovviamente, a suon di milioni.
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