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, 23 Giugno 2023

Liga Portugal 2022/23, la squadra della stagione


La Top XI del campionato portoghese, più i quattro migliori semi-sconosciuti.

In questa stagione, il calcio italiano e quello portoghese si sono intersecati come non mai nelle coppe europee. Anche se, escludendo la figuraccia della Juventus in Champions League, ne siamo sempre usciti vincitori, non si può negare che i club lusitani abbiano lasciato un’ottima impressione, a conferma del momento di grande crescita che stanno vivendo. Negli ultimi anni, una fra Porto e Benfica è stabilmente fra le prime 8 d’Europa e in questa edizione le aguias hanno fatto stropicciare gli occhi a tutti giocando un calcio spettacolare e vincendo meritatamente il proprio girone davanti a PSG e Juventus. Non è, però, solo un periodo particolarmente fortunato.

Il loro modello di calcio si basa su giovanili e scouting, reparti in cui hanno investito e continuano a investire soldi e competenze. Questo consente loro di vendere a prezzi importanti avendo già il ricambio pronto in casa, di fare, cioè, sia trading al proprio interno che all’esterno. Non sono però solo Benfica, Porto e Sporting ad agire in questa maniera, ma anche le squadre più piccole che, con budget ridotti all’osso, riescono sempre a pescare talenti da tutto il mondo, pagandoli pochissimo e valorizzandoli immediatamente. Per questo, la Liga Portugal è un campionato destinato, nei prossimi anni, a veder crescere, se non i propri risultati a livello internazionale, sicuramente l’interesse nei propri confronti.

Visto l’enorme divario che c’è fra le prime quattro e il resto del campionato, diventa molto complicato inserire giocatori di squadre che non siano di Benfica, Porto, Braga e Sporting in una Top XI realistica e veritiera. Abbiamo quindi scelto quattro giocatori, uno per reparto, che hanno disputato una stagione interessante. In porta, Ignacio De Arruabarrena è stato un protagonista indiscusso della stagione dell'Arouca. Il portiere uruguaiano ha chiuso con 13 clean sheets, il 76% di tiri parati e 4 rigori parati su 9 fronteggiati. Se saprà confermarsi nelle prossime stagioni sarà uno dei candidati più forti a raccogliere l’eredità di Muslera e Rochet fra i pali della Celeste.

In difesa, Felipe Relvas è stato una delle poche certezze in questa stagione del Portimonense. È un difensore pulito, alto, forte di testa, bravissimo negli anticipi con tanto campo alle spalle, ma attento e solido anche nel difendere dentro l’area. In stagione ha giocato anche da esterno sinistro, dove ha mostrato una buona qualità di cross al netto del solo assist fornito. Deve migliorare sul piano della sicurezza col pallone ma ha qualità per imporsi anche a livelli superiori, tanto che pare sia stato cercato anche da Napoli e Milan

Tra i centrocampisti abbiamo scelto il nome di Ivan Jaime, sia per la sua abilità di coprire più ruoli del centrocampo che per i numeri offensivi. Da trequartista con il Famalicao ha trovato 4 assist e soprattutto 9 gol in campionato, che lo hanno reso di gran lunga il capocannoniere della squadra. Ha un ottimo dribbling, col pallone sempre attaccato al piede e una gran frequenza di passo. È bravissimo a saltare il primo pressing avversario e creare superiorità numerica nella trequarti offensiva. Per movimenti e l'origine di Malaga, può ricordare Brahim Diaz.

Il nostro attaccante di riferimento è un altro spagnolo: il valenciano Fran Navarro. In questa stagione ha chiuso con 17 gol nel Gil Vicente, confermandosi come il miglior attaccante fuori dalle prime quattro in classifica. Lo scorso anno era stato decisivo per la qualificazione in Europa, anche grazie al supporto di Pedrinho e Samuel Lino, quest'anno ha dovuto segnare per la salvezza del suo club. Dopo due stagioni molto importanti, probabilmente quest’estate arriverà un trasferimento in una realtà più importante rispetto al Gil Vicente. Di solito, difficilmente le big portoghesi si lasciano scappare i talenti esplosi nel loro campionato: infatti ha già un accordo verbale con il Porto.

Partiamo ora con la top XI della Liga Portugal 2022/23. Il modulo che abbiamo scelto è il 4-2-3-1. È il modulo utilizzato dall’allenatore campione di Portogallo, Roger Schmidt, e in diverse occasioni anche dal suo rivale Sérgio Conceição. Vi anticipiamo che la linea difensiva sarà composta in toto dalla miglior difesa del campionato, quella del Benfica. Questo perché è difficile pensarla come un meccanismo disgiunto, ma anche perché, anche singolarmente, sono stati i migliori.

Portiere: Diogo Costa (Porto)

33 partite giocate, 16 reti inviolate, praticamente una ogni due, ma Diogo Costa non è il miglior portiere del campionato solo per questo. Oltre ad essere molto forte fra i pali (forse può migliorare nelle uscite alte), è bravissimo anche a giocare il pallone coi piedi, asset che nel calcio moderno diventa sempre più importante per un portiere, perché dà sicurezza alla squadra in caso di pressione avversaria e permette di uscire dal basso con una rete di passaggi rasoterra di cui è il fulcro, o di pescare compagni liberi con morbidi lanci lunghi, alla Maignan per intenderci. Aspettiamoci di sentir parlare di lui sempre di più nei prossimi anni.

Terzino destro: Alexander Bah (Benfica)

Il suo cognome probabilmente ricorda l’esclamazione del tifoso medio benfiquista alla notizia che il suo club aveva appena speso 8 milioni di euro per comprare un terzino 25enne dallo Slavia Praga, ma Alexander Bah ha stupito tutti fin dal primo momento in cui ha iniziato a solcare la fascia destra del Da Luz.

Bah non ha iniziato la stagione da titolare: ha debuttato in casa subentrando a Gilberto contro l'Arouca, fornendo un assist per il gol del 4-0 di Rafa Silva. Per vederlo stabilmente nell'undici di Schmidt ci sono voluti diversi spezzoni tra campionato e Champions ma da quando si è preso il posto non lo ha più mollato se non per un infortunio tra aprile e maggio. Bah ha chiuso la sua prima stagione in Portogallo con un gol e 5 assist, ma soprattuto con la sensazione di poter diventare un giocatore sempre più importante per il Benfica di Schmidt, con il suo strapotere fisico, la sua facilità di corsa, le sue continue scorribande offensive, ma anche la sua ottima attitudine difensiva.

Difensore centrale destro: António Silva (Benfica)

António Silva è uno dei predestinati del Benfica. A Lisbona lo paragonano già a Rúben Dias per la sua pulizia, per la sua calma apparente nel difendere e per caratteristiche fisiche (tra l’altro, sono esattamente alti uguali).

Non è un centrale che ruba l’occhio per esuberanza o per quantità di interventi difensivi - anche statisticamente si vede che non è eccellente in nessun aspetto in questo senso. Spesso, però, il fatto che un difensore sia poco appariscente in campo non è una cosa del tutto negativa. Antonio Silva è un centrale attento, che fa sempre la cosa giusta e che, se non fosse per quel viso tenero e sbarbato da teenager, nessuno immaginerebbe mai avere 19 anni. In più, ha un ottimo piede, che gli consente di gestire le uscite palla con serenità, ed è già abilissimo a sfruttare i suoi 187 centimetri anche in fase offensiva. Alla sua prima stagione fra i professionisti ha segnato 5 gol, di cui 3 in campionato e 2 in Champions contro Juventus e Inter.

Difensore centrale sinistro: Nicolás Otamendi (Benfica)

Se António Silva è diventato quello che è in così poco tempo, il merito è anche del suo esperto partner difensivo. Prima di tutto perché, se Nicolás Otamendi non si fosse fatto espellere alla seconda giornata di campionato contro il Casa Pia, forse Antonio Silva avrebbe mai esordito. In secondo luogo, avere al suo fianco un compagno di reparto così esperto, carismatico e con caratteristiche che si integrano perfettamente alle sue, certamente deve avergli reso più facile l’impatto con un contesto che protegge i suoi giovani ma che da essi chiede anche un rendimento alto. Tornando a Otamendi, a 35 anni ha vissuto la stagione più importante della sua carriera, sia a livello di risultati che di prestazioni. Ha guidato, da leader difensivo, prima la sua nazionale all’impresa mondiale in Qatar, poi il suo club, da capitano, a un titolo che mancava da quattro anni, battendo al fotofinish proprio la squadra che lo aveva portato in Europa, il Porto. Con il suo ritorno in Portogallo, tre anni fa, era riuscito nel difficile compito di mettere d’accordo le tifoserie di aguias e dragões, entrambe indispettite, per usare un eufemismo. Oggi, lui e il Benfica sono una cosa sola, tanto che, dopo la vittoria del campionato, ha rinnovato per altre due stagioni.

Terzino sinistro: Grimaldo (Benfica)

I 5 gol e 9 assist disegnati con il suo raffinatissimo sinistro lo rendono il difensore più decisivo del campionato, nonché il secondo miglior assistman dietro a Pedro Gonçalves. Ha lasciato il Portogallo con la vittoria del suo quarto campionato in maglia delle vermelha e branca. Prima della fine del campionato, il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso aveva infatti già annunciato il suo acquisto a parametro zero, non senza creare polemiche nel mondo encarnado. Ora si chiude un’era e se ne aprirà un’altra. A Rui Costa e alla sua rete di scout l’arduo compito di non farlo rimpiangere troppo.

Mediano: Mutassim Al Musrati (Braga)

Mutassim Al Musrati è uno dei pochi casi di giocatori che hanno fatto il percorso inverso, partendo dall’Al-Ittihad per arrivare in Europa. Infatti, la squadra dove l’ha pescato il Vitória SC prima di portarlo a Guimarães nel gennaio 2017, non è l’Al-Ittihad di Jeddah, ma quello, molto meno noto, di Tripoli.

Oggi, Al Musrati è un giocatore insostituibile per il Braga di Artur Jorge, che quest’estate tornerà a giocarsi un accesso alla fase a gironi di Champions League che manca da 10 anni. Quella che si è appena conclusa, per il classe ’96 libico è stata la stagione della consacrazione, con 28 partite giocate in campionato, 3 gol e 2 assist. Non è però la parte finale del campo quella in cui Al Musrati è decisivo, bensì la guerra per il governo della zona centrale, e quindi per il controllo del gioco, guerra che spesso e volentieri vince. Impressiona soprattutto per il suo strapotere fisico, ma è un giocatore molto intelligente, abile negli intercetti e nella gestione della palla: senza strafare, ma senza mai nemmeno andare in affanno. È stato, in questa stagione, il miglior mediano del campionato e uno dei due principali protagonisti (l’altro lo vedremo fra poco) di questa ottima stagione dei Guerreiros, conclusa con un terzo posto mai a rischio di assalti da parte dello Sporting.

Regista: Pedro Gonçalves (Sporting)

Ok, forse è un po’ adattato, ma d’altronde in questa stagione Amorim ha spesso preferito Pedro Gonçalves a Morita nei due di centrocampo, al fianco di Ugarte, per aumentare il tasso tecnico e la fantasia del reparto e allo stesso tempo non dover rinunciare a uno fra Trincão ed Edwards sulla trequarti. Lui ovunque lo metti sta e ci sta pure bene. Nonostante il doppio ruolo, con 15 gol e 12 assist è il miglior centrocampista del campionato dal punto di vista realizzativo, nonché l’ultimo rimasto, dal centrocampo in su, della squadra campione nel 2021. In Portogallo è così, si sa: si vince e si vende, e anche se non si vince si vende lo stesso. Allora dopo Nuno Mendes, Pedro Porro, João Palhinha, Matheus Nunes e Manuel Ugarte (che ha da poco annunciato il suo passaggio al PSG), molto probabilmente quest’estate toccherà anche a Pedro Gonçalves.

Trequartista di destra: Joao Mario (Benfica)

Joao Mario non sembrava più capace di tornare quell’ibrido fra trequartista e mezzala che ad Euro 2016 aveva incantato tutti fino a convincere l’Inter a prelevarlo dallo Sporting per 45 milioni di euro. I prestiti al West Ham e alla Lokomotiv Mosca non avevano funzionato e, anche se al suo primo anno della nuova esperienza portoghese, di nuovo allo Sporting, aveva dato segnali di rinascita, vincendo, tra l’altro, il campionato da protagonista, il discussissimo passaggio al Benfica della scorsa stagione aveva avuto l’effetto di una seconda involuzione e sia Jorge Jesus che Veríssimo avevano finito per preferirgli Taarabt in mediana. Poi è arrivato Roger Schmidt e gli ha ridato quel ruolo ibrido di trequartista decentrato, di metronomo avanzato, di catalizzatore di scambi rasoterra. Il resto della storia lo sapete già, vi ricordiamo solo in numeri in campionato: 17 gol e 9 assist.

Trequartista centrale: Rafa Silva (Benfica)

A proposito di Roger Schmidt, ecco un altro dei terribili mutanti che ha saputo creare in questa stagione (ci sarebbero anche Gonçalo Ramos e Frederik Aursnes, che però non trovano posto in questa top XI). Prima dell’arrivo del tedesco, Rafa Silva era sempre stato un ottimo esterno di centrocampo, brevilineo, rapido, dribblatore, ma soprattutto abbastanza prolifico nel segnare o nel mandare in porta i compagni: 58 gol e 50 assist in 6 stagioni, con picco realizzativo nel 18/19 (21 gol in tutte le competizioni) e altruista nel 21/22 (18 assist). Poi è arrivato Roger Schmidt e ha avuto il coraggio, a 29 anni, di cambiargli ruolo. Oggi, Rafa Silva è una meravigliosa seconda punta, l’apice di tecnica e fantasia del terzetto che gioca alle spalle di Gonçalo Ramos. Scambia con i compagni, dribbla, ma soprattutto è molto più al centro della manovra offensiva. Abbiamo trovato anche qualche statistica a supporto (dati Fbref): tocca molto di più il pallone nell’ultimo terzo di campo e in area di rigore (rispettivamente, il 38% e il 61% in più rispetto alla media delle precedenti stagioni in maglia encarnada), fa più tiri (ma non per forza con più precisione) e, necessariamente, sono aumentati i suoi expected goals (16,1 contro una media di 9,3 nelle precedenti stagioni), e con i suoi quelli della squadra. È diventato un giocatore delizioso da vedere, ma soprattutto decisivo: ha segnato lui i due gol pesantissimi che hanno deciso il Clássico d’andata e la  complicatissima sfida col Braga al ritorno, probabilmente le due partite più importanti nella conquista del trentottesimo titolo.

Trequartista di sinistra: Ricardo Horta (Braga)

Se oggi i 60.000 del Da Luz possono ammirare le giocate di Rafa Silva, devono ringraziare anche il Braga che lo ha comprato a 20 anni dal Feirense e lo ha valorizzato, rivendendolo tre anni dopo al Benfica. Il suo sostituto, Ricardo Horta, era stato già preso dal Braga con largo anticipo.

Ricardo Horta ha fatto il percorso inverso rispetto a Rafa Silva: è cresciuto in quella meravigliosa fabbrica di talenti che è il Benfica Campus di Seixal, ma per lui al Da Luz non c’è mai stato posto. Così è passato prima dal Vitória FC di Setúbal, dov’è esploso guadagnandosi anche l’esordio in nazionale, poi dal Málaga, dove invece è sparito un dai radar per un po’. Nel 2017, dopo un anno di prestito, è passato al Braga a titolo definitivo e gratuito. Nel capoluogo del Minho è esploso nella scorsa stagione, con 19 gol e 5 assist, per poi riconfermarsi in questa, con 14 gol e 8 assist, giocando soprattutto da esterno sinistro, ma anche da seconda punta, falso nove ed esterno destro. Il 2 dicembre è arrivato anche l’esordio ai Mondiali, contro la Corea del Sud: gli sono bastati 5 minuti per segnare.

Centravanti: Mehdi Taremi (Porto)

Mehdi Taremi non è solo il capocannoniere del campionato, con 22 gol, davanti a Gonçalo Ramos, ma anche il giocatore che ha partecipato attivamente a più gol, 30, sommando gli assist. Lui, a differenza di Al Musrati, il passaggio dal Medio Oriente all’Europa lo ha fatto davvero e anche relativamente tardi. A 27 anni il Rio Ave lo acquista a zero dai qatarioti dell’Al Gharafa e fin dalla sua prima stagione in Europa è uno dei migliori attaccanti del campionato, venendo sempre inserito nella top XI ufficiale della Liga Portugal. Negli ultimi giorni è uscita la notizia di un possibile interessamento da parte del Milan, in particolare dello stesso Pioli e non è difficile capire perché. Taremi è un finalizzatore, ma ama anche rifinire; si trova a suo agio sia da unica punta che con un altro attaccante di fianco, una versatilità che nel Milan potrebbe essere ben accolta. Sul mercato, Taremi sarebbe comunque un’ottima soluzione low cost per molte altre squadre e il Porto si è cautelato bloccando già il suo eventuale sostituto, Fran Navarro. Chissà che lo spagnolo non lo sostituisca nel ruolo di centravanti anche nella top XI della Liga Portugal dell’anno prossimo.


  • Un altro ragazzo col vizio dell’overthinking e la passione per i mediani intelligenti e i mezzi trequartisti inconcludenti.

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