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Enzo Le Fee durante un partita del Lorient.
, 12 Giugno 2023

Ligue 1 2022/23, la squadra della stagione


La Top XI del campionato francese senza giocatori del Paris Saint-Germain.

L'edizione appena concluso della Ligue 1 rimarrà a suo modo nella storia del calcio francese. Questa, infatti, è stata l'ultima disputata da 20 squadre prima che arrivi la riduzione a 18. Questo ha, ovviamente, portato alla necessità di ricorrere a quattro retrocessioni – Auxerre, Ajaccio, Troyes e Angers – con due sole promozioni – Le Havre, che torna in Ligue 1 per la prima volta in 14 anni, e Metz, ritornato subito dopo la retrocessione del 2022. La scelta di ridurre le squadre porterà i club d’oltralpe ad essere meno oberati di impegni nel corso della stagione – secondo lo stesso principio, tre anni fa, è stata rimossa la Coupe de la Ligue – e anche ad avere un campionato dal livello tecnico mediamente più elevato, idealmente in grado di garantire maggiori introiti commerciali dopo il disastro delle ultime stagioni causato dall’affaire Telefoot.

Fatta questa premessa sul contesto, la Top XI di questa Ligue 1 spiega perfettamente quanto lo slogan “La Ligue des Talents” sia perfettamente calzante per un campionato che mette in mostra ogni anno giocatori poi oggetto dei desideri dei principali club europei. Tuttavia, questo è anche il campionato del PSG che, nonostante le mille avversità, è riuscito a vincere in ciabatte – molto più di quanto dica l’unico punto che la distanzi dal Lens secondo classificato – il titolo senza mai veramente brillare. Sia per questo motivo che per venire incontro alla volontà di esplorare i talenti messi in vetrina dalla Ligue 1, questa Top XI non vedrà figurare giocatori della formazione parigina.

Nel tentativo di ottenere una Top XI che rappresenti quante più squadre possibili e di dare alla squadra anche un possibile senso tattico, abbiamo lasciato fuori alcuni elementi meritevoli di menzione.

Il primo è Johan Gastien del Clermont, che sarebbe stato bello inserire al centro della linea difensiva pur essendo lui un metodista: nel 4-2-3-1 della formazione allenata da suo padre Pascal. Gastien si abbassa tra i centrali a creare la salida lavolpiana da cui il Clermont fa partire la maggior parte delle sue azioni, e la precisione dei lanci del suo capitano rappresentano la miglior fonte di sviluppo di gioco di una squadra che nelle ultime due stagioni ha sorpreso positivamente tutti gli addetti ai lavori.

Spostandoci a centrocampo è opportuno menzionare anche Khéphren Thuram: il figlio di Lilian è l’uomo di equilibrio del centrocampo del Nizza, la squadra difensivamente più solida per qualità di occasioni concesse agli avversari. Thuram rappresenta al meglio il modo in cui la formazione nizzarda difende, ossia attenzione massima alla chiusura delle linee di passaggio e mantenimento della compattezza evitando di rompere le linee; in fase di possesso ha grande qualità in conduzione, da dove partono i pericoli che riesce a generare per i suoi avversari. La scuola francese produce in maniera quasi industriale questo tipo di calciatori, un’ottima base di guadagno per i club, visto che rappresentano elementi ideali per squadre di prima fascia, e Thuram non fa eccezione. Aspettatevi un trasferimento importante per lui quest’estate.

Infine, chiudiamo con la zona d’attacco, dove è opportuno menzionare la stagione di Benjamin Bourigeaud del Rennes che, assieme a Cabella del Lille, è stato il re dei passaggi filtranti (ovviamente limitando la graduatoria agli esseri umani, genere di cui Leo Messi sappiamo non essere parte): partendo da destra tende a coprire tutta la trequarti da dove innesca gli attaccanti con i suoi passaggi filtranti o va sul fondo dove può scaricare la palla sugli inserimenti da dietro. È principalmente questa capacità di integrare i suoi movimenti con quelli dei suoi compagni il punto forte del giocatore del Rennes che, tra l’altro, è la squadra che ha prodotto il maggior numero di expected goals da azione manovrata dopo il PSG, sicuramente un attestato della sua qualità e dei suoi compagni.

Il modulo scelto per schierare questa Top XI è il 3-4-2-1, che riflette anche lo schieramento di base delle principali contender per il titolo del PSG: il Lens di Franck Haise e l’Olympique Marsiglia di Igor Tudor.

Portiere: Yehvann Diouf (Reims)

Quando andiamo a scegliere il miglior portiere in una competizione può capitare di stare a guardare più la parte estetica dei gesti di un estremo difensore che la sua reale capacità di difendere i pali della porta della propria squadra.

Yehvann Diouf non è un portiere molto appariscente nelle sue gesta ma mostra di essere veramente molto solido nella difesa dei pali. Innanzitutto è un portiere che trasmette sicurezza: sui tiri da fuori tenta di bloccare la palla o respingerla con la spinta verso l’esterno non concedendo quindi possibilità di ribattuta agli avversari. Inoltre, a livello statistico ha un differenziale tra post-shot expected goals e gol subiti – che ci dice, all'incirca, la quantità di gol evitati – di +7, che lo rende il terzo miglior portiere della Ligue 1 e il secondo con più clean sheets del campionato, davanti anche a portieri ben più quotati come Donnarumma e Schmeichel. Diouf è un portiere molto autorevole anche nelle uscite: è efficace sia nelle uscite basse – dove riesce a restare in piedi fino all’ultimo, coprendo bene lo specchio della porta – che nelle uscite alte, in cui è il portiere con la più alta percentuale di cross bloccati di tutto il campionato. Sullo stesso livello del portiere del Reims si collocano le prestazioni di Brice Samba del Lens, anche lui decisivo per le fortune della squadra sangue-oro vicecampione di Francia.

Difensore Centrale Destro: Chancel Mbemba (Olympique Marsiglia)

Il Marsiglia ha approfittato della scadenza del contratto di Chancel Mbemba con il Porto per farlo trasferire in Provenza.

Il suo acquisto, inevitabilmente, portava con sé qualche dubbio sull'eventale adattabilità di Mbemba allo stile di gioco di Tudor, diametralmente opposto rispetto a quello di Conçeicao con la formazione portoghese. Il passaggio da una difesa posizionale rigida come quella del Porto a quella basata su duelli aggressivi a tutto campo del tecnico croato, invece, si è rivelato tutt’altro che traumatico. In questa stagione abbiamo visto una versione di Mbemba da braccetto che difende in avanti e che partecipa alle continue rotazioni posizionali della squadra marsigliese in possesso, portandosi non di rado in proiezione offensiva. Ha anche chiuso la stagione con 7 reti complessive tra campionato e Champions League. Una bella rivelazione.

Difensore Centrale: Jean-Clair Todibo (Nizza)

Di Jean-Clair Todibo sentiamo parlare da diversi anni, soprattutto per il clamoroso scippo operato dal Barcellona ai danni della Juventus nell'estate del Barcellona nel 2018. Quando il centrale francese è passato al Barcellona sembrava un prospetto su cui investire per gli anni successivi ma, dopo una serie di prestiti poco fortunati, il Nizza lo ha acquistato dai blaugrana per 12 milioni nel tentativo di restituire il suo talento ai grandi palcoscenici.

Gli stessi palcoscenici a cui ambisce Todibo voleva calcarli anche la proprietà inglese del Nizza, ma i risultati delle ultime due stagioni sono stati alquanto deludenti date le aspettative. Tuttavia, le prestazioni di Todibo al centro della difesa sotto Galtier prima e sotto la gestione Favre-Digard sono salite progressivamente di livello.

Todibo è molto migliorato nel lavorare con la linea ma anche nei duelli individuali, non è un mostro nel gioco aereo nonostante la struttura fisica imponente, mentre è molto lucido e pulito in fase di impostazione. Il Nizza è stata la squadra con il valore più basso di expected goals subiti per tiro – 0,096 secondo Soccerment – anche grazie al lavoro di Digard nel mantenere la squadra molto compatta in fase di difesa posizionale. La presenza di Todibo in questa Top XI è anche un premio per il lavoro svolto dal suo traghettatore in panchina.

Difensore centrale sinistro: Facundo Medina (Lens)

Si torna a parlare di interpretazione della fase difensiva in maniera aggressiva. Facundo Medina del Lens è un’altra perfetta interpretazione di quella categoria di difensori che cercano costantemente il duello e poi si propongono in fase offensiva.

Il difensore argentino ha mostrato di avere davvero pochi rivali tra i difensori della Ligue 1 con la palla tra i piedi. Medina è un difensore formidabile per le sue capacità di conduzione del pallone ma anche per il modo in cui usa il suo sinistro per cambiare il gioco o per creare delle combinazioni sull'esterno. Tutti questi movimenti, però, sono resi possibili dalla sua duttilità, dato che la sua formazione gli consente di giocare, senza problemi, anche da terzino sinistro di una difesa a quattro.

Il Lens ha raggiunto il secondo posto in questo campionato grazie ad uno spirito molto aggressivo, con una fase di non possesso che non ha avuto problemi ad affrontare i rischi di una strategia così aggressiva, i fatti hanno dato ragione alla formazione di Haise e Medina ne è stato il perfetto interprete.

Esterno Destro: Bafodé Diakité (Lille)

Nello scegliere un esterno a tutta fascia puro sarebbe stato più opportuno assegnare questo posto a Przemyslaw Frankowski, compagno di Medina nel Lens, ma il vincolo di due giocatori per squadra ci ha spinto a cercare un giocatore capace anche di fornire equilibrio alla squadra.

A questo identikit risponde Bafodè Diakité, terzino destro del Lille di Paulo Fonseca. Il Lille è un'altra formazione di questa Ligue 1 che ha mostrato di aver messo in piedi un progetto di grande interesse, basato sulle idee di calcio proattive dell’ex tecnico della Roma. Nel 4-2-3-1 del Lille, Diakité è il giocatore chiamato a fornire l’equilibrio, restando bloccato in fase di costruzione per poi unirsi nelle zone offensive solo nelle fasi successive del gioco. Il Lille ha provato ad esprimere un calcio dominante e, quindi, molto aggressivo in fase di non possesso per poter riconquistare immediatamente il pallone e poter quindi continuare ad esercitare il proprio dominio. In quest'ottica, Diakité è stato molto importante per garantire le giuste coperture in difesa preventiva quando la contropressione non raggiungeva gli esiti desiderati.

Esterno Sinistro: Nuno Tavares (Marsiglia)

La presenza di Nuno Tavares in questa Top XI era praticamente scontata. L'esterno portoghese è arrivato a Marsiglia in prestito dall'Arsenal e nel sistema fluido della squadra di Tudor si è trovato particolarmente a suo agio. Da esterno a tutta fascia, Tavares ha potuto sfruttare al meglio le situazioni di isolamento sui cambi di gioco dei suoi compagni in isolamento e ha potuto mostrare tutta la sua vocazione offensiva nel modo in cui ha attaccato il secondo palo sui cross tagliati in area di Under.

Per restituire l'entità della stagione di Nuno Tavares basti pensare che, per una buona metà di stagione, è stato il capocannoniere dell'Olympique in campionato alla fine, ha chiuso con 6 gol. Averlo visto in tutto il suo splendore sotto le luci del Velodrome ha messo da parte i molti dubbi espressi dall'Arsenal e ora, con il prestito in scadenza, sarà sicuramente un giocatore da seguire.

Centrocampista centrale destro: Branco van den Boomen (Toulouse)

La presenza di Branco van den Boomen come centrocampista di questa Top XI è un premio per la proposta di gioco espressa dal Toulouse di Philippe Montanier, vincitrice della Coppa di Francia e che ci ha regalato sprazzi di gioco altamente spettacolare nel corso di questa Ligue 1.

La formazione occitana ha ritrovato la massima serie dopo la retrocessione arrivata nell’anno della pandemia e ha confermato il gruppo di giocatori che ha dominato la scorsa Ligue 2, con particolare riferimento alla coppia centrale di difesa Roualt-Nicolaisen ma soprattutto al triangolo di centrocampo Dejaegere-Spierings-van den Boomen. È in questo triangolo che si celano, probabilmente, i segreti dell’alchimia della formazione di Montanier, con movimenti e rotazioni frutto di un’intesa quasi telepatica tra i tre che, con le dovute proporzioni ed i dovuti caveat, ricorda quella proposta tra Casemiro-Kroos-Modric. Grazie a loro tre, il Toulouse ha mostrato sprazzi di calcio relazionale che hanno esaltato il gusto estetico di tanti appassionati, non è un caso che secondo i dati Soccerment, la squadra bianco-viola è quella che ha effettuato il maggior numero di uno-due, chiaro indizio di una tipologia di calcio basato sulla ricerca della prossimità tra giocatori in zona palla.

Il centrocampista olandese si è distinto con i suoi 5 goal ed 8 assist, numeri importanti per un giocatore che copre zone così grandi di campo e che gestisce 60 palloni in media a partita, inoltre il dato di 3 contrasti effettuati a partita mostra anche la sua centralità nelle fasi di gegenpressing della sua squadra. Van den Boomen è già promesso sposo dell’Ajax per la prossima stagione, giusto a conferma del valore tecnico del giocatore.

Centrocampista centrale sinistro: Seko Fofana (Lens)

La scelta di Seko Fofana di lasciare l'Udinese nell’estate del 2020 per accettare la corte del Lens neopromosso in Ligue 1 aveva lasciato non poche perplessità. Il centrocampista ivoriano, nelle interviste successive al suo addio, aveva però giustificato questa scelta come dovuta, in quanto la chiamata del Lens per lui era da considerare una chiamata di un club prestigioso. Sul momento la sua affermazione aveva procurato un sorriso, ma dopo tre stagioni stiamo qui a commentare un Seko Fofana trascinatore di una squadra che ha mancato la vittoria della Ligue 1 per un solo punto e che, nella prossima stagione, parteciperà alla fase a gironi della Champions League.

L’incastro tra Fofana ed il 3-4-2-1 di Haise non è stato propriamente immediato: nella prima parte di stagione l'ex Udinese è rimasto spesso in panchina ma, una volta ottenuta la titolarità, è diventato il dominatore del centrocampo che intravedevamo alla Dacia Arena. Con Samed al suo fianco che si occupa dei compiti di costruzione, a lui spetta il compito di associarsi con Medina e Machado sul lato sinistro del campo, oppure usare il suo strapotere nel condurre il pallone per mettere a ferro e fuoco i mezzi spazi delle trequarti avversarie. Il manifesto della sua stagione è stato probabilmente il match di inizio anno contro il PSG: una partita in cui ha dominato contro gente del calibro di Verratti e Carlos Soler, confezionando anche l’assist per il goal del 2-1 di Openda.

Trequartista destro: Rayan Cherki (Lione)

Di Rayan Cherki, ormai, si parla da quasi tre anni, ossia dalla stagione in cui lui e Caqueret sotto la guida di Rudi Garcia avevano trascinato il Lione fino alla semifinale di Champions League. Da quel momento le sorti dell'OL non sono state proprio brillanti; tuttavia, il talento dei giocatori formati dall’Olympique ha continuato a fiorire.

In un campionato pieno di giocatori che tentano il dribbling, Cherki si è rivelato tra i più prolifici sotto questo aspetto ma ha unito questa capacità di saltare l’uomo con quella di rifinire al meglio l’azione. Sotto la guida di Laurent Blanc il fantasista del Lione ha trovato maggiore centralità nel sistema di squadra, ripagando la fiducia del tecnico con giocate da urlo, come la ruleta con cui ha messo a sedere Matsima dentro l’area di rigore in occasione del goal del momentaneo 2-1 contro il Monaco alla terzultima giornata di campionato. Il patrimonio di talento di cui gode il Lione è infinito: oltre a quelle di Cherki, in questa stagione, sono riemerse le qualità di Caqueret in mezzo al campo e si sono imposte quelle di Bradley Barcola. Ora vedremo se la nuova proprietà dell'OL deciderà di ripartire da loro per riportare la squadra in Europa o se verrà data loro l’occasione di mettersi in mostra in una squadra di primo livello europeo.

Trequartista sinistro: Enzo Le Fèe (Lorient)

Per buona parte della stagione, il Lorient è stata una delle squadre più sorprendenti del campionato tanto da arrivare al giro di boa con 32 punti dopo aver sostato per diverse giornate addirittura al secondo posto in classifica. L’uomo simbolo dei Les Merlus è stato senza dubbio Enzo le Fée, il suo numero 10.

Il 10 è un numero che, effettivamente, ben si addice alle sue caratteristiche tecniche ma che poi in campo non sono limitate ad una zona di gioco specifica. Le Fèe è stato utilizzato da Le Bris tanto nei due di centrocampo del 4-2-3-1 quanto nella batteria di trequartisti alle spalle della punta, ma senza modificare i suoi compiti sul campo, ossia quello di catalizzare la manovra della squadra, distribuire il gioco e rifinire. Se vogliamo trovare un paragone, il modo in cui si muove in campo e gioca la palla ricorda il Papu Gomez dell’Atalanta di Gasperini. Il giocatore del Lorient, che è un classe 2000, è ovviamente finito nel mirino di diversi club europei; tuttavia, ha deciso di continuare a giocare in Ligue 1 scegliendo di trasferirsi al Rennes nella prossima stagione.

Punta: Alexandre Lacazette (Lione)

La Ligue 1 2022/23 ci ha offerto veramente tanti attaccanti formidabili. I vari Openda, Balogun, Gouiri, Laborde, Diallo, David e Wahi erano altrettanto meritevoli di occupare questa casella, a maggior ragione perché in grado di superare o avvicinarsi alla soglia delle 20 reti in campionato, ma è stato difficile non premiare i 27 goal con cui Alexandre Lacazette ha riscattato le ultime anonime stagioni con la maglia dell’Arsenal.

In una stagione in cui i numeri 9 sono tornati ad essere il punto focale del calcio, Lacazette ne è una perfetta rappresentazione: sotto la gestione Blanc, l'ex Arsenal ha unito alla sua qualità di legare il gioco con il suo lavoro di sponda spalle alla porta con una ritrovata efficacia realizzativa in area di rigore: solo Messi, Mbappè e Balogun hanno aumentato la probabilità di segnatura più di lui in questa stagione in base al dato dei shooting goals added che misura il delta tra gli expected goals in base alla posizione da cui parte il tiro e gli expected goals in base alla direzione del tiro stesso.

A ormai 32 anni, Lacazette ha perso la brillantezza atletica del suo prime, ma in questa stagione ha saputo imporsi al meglio grazie alla sua tecnica e alla sua lettura del gioco. I 30 gol in tutte le competizioni non possono che celebrare la sua capacità di assecondare al meglio il suo fisico.


  • Nicola Lozupone è cresciuto con l'amore per la Samp di Vialli e Mancini e della curva Nord dello stadio San Nicola. Da grande trasforma il suo tifo in passione per lo sport, la tattica e la performance analysis. Giochista convinto.

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