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I giocatori di Miami festeggiano la vittoria in Gara-2
, 5 Giugno 2023

Considerazioni sparse post Miami-Denver, NBA Finals G2


Miami ha riequilibrato la serie vincendo la partita con caparbietà.

- Dopo la deficitaria gara 1, Eric Spoelstra decide di cambiare il suo quintetto reinserendo Kevin Love e facendo partire dalla panchina Caleb Martin, il giocatore più importante di questi playoff per Miami. La speranza dell’allenatore filippino è quella di averlo dominante col secondo quintetto in modo da approfittare dei momenti in cui per Malone entreranno le riserve. Inizialmente la scelta sembra pagare, anche grazie a Max Strus in stato di grazia, in grado di segnare addirittura 4 triple nel primo quarto dopo il terrificante 0 su 10 di gara 1. Spoelstra tenta in ogni modo di far stancare Jokic. Sia col suddetto Love che con l’apporto fisico di Zeller. L’allenatore tenta di mettere un corpo costantemente addosso al genio serbo in modo da costringerlo a pensare e limitare dunque i suoi assist. Inizialmente la scelta sembra pagare, con Jokic che smazza pochi passaggi vincenti e con Miami che vola sulle ali dell’entusiasmo nel primo quarto. Tuttavia dopo un timeout parecchio furente di Malone, Denver aggiusta il tiro in difesa e riesce a rientrare dallo svantaggio di 11 punti che Miami aveva costruito nei primissimi minuti. Il tutto, cosa incredibilmente importante per gli uomini del Colorado, permettendosi di tenere Jokic in panchina per 5 minuti, cosa non propriamente usuale per una superstar nelle Finals NBA. L’imprinting però dato alla partita alla fine pagherà enormi dividendi con The Joker che segna 41 punti ma mette a referto solo 4 assist;

- Le finali NBA, lo sappiamo, spesso girano su inezie, su episodi che cambiano partite e serie. E in questa gara 2 (qui per vedere gli highlights) il fattore X pescato in modo imprevedibile da Mike Malone è sicuramente Christian Braun. Il rookie da Kansas City entra come una furia divina alla fine del primo quarto e sveglia i suoi dal torpore. Segna 2 canestri difficilissimi allo scadere, recupera 2 palloni, si batte ad ogni possesso e risveglia una Ball Arena che si era inizialmente assopita a causa della sassaiola di triple di Strus e a causa di un inizio decisamente poco ispirato di Murray. Braun, sebbene abbia solo 22 anni e sia alla prima stagione NBA, gioca da veterano e scuote i suoi compagni. Non è un caso che il terrificante parziale di Denver di 34 a 11 abbia avuto inizio proprio dal suo primo incredibile canestro. Alla fine dei conti questo immenso sforzo di Braun è servito a poco, ma per il futuro della serie Malone sa di avere una nuova freccia al suo arco;

- Miami ha continuato a sbattere contro il muro gialloblu per tutta la partita. Se Butler è riuscito a portare a casa una prestazione di livello col suo gioco di mid range, così come Adebayo, i biancorossi della Florida sono tuttavia apparsi spesso in difficoltà contro la fisicità massiccia di Gordon e Jokic. In area la squadra di Spoelstra ha faticato a trovare una chiave di volta. L’unica soluzione possibile, utilizzata per portare a casa questa gara 2, è stata quella di continuare a tirare da 3 il più possibile. Tuttavia per poter pensare di giocare alla pari una serie con una squadra attrezzata come Denver, è necessario che tutti alzino l'asticella ed è proprio ciò che è accaduto in questo match per Miami. Come detto, Strus ha risposto presente, Gabe Vincent è apparso in assoluto stato di grazia, Duncan Robinson ha messo un parziale di fuoco a inizio quarto quarto segnando la partita. Male invece Martin, che però ha trovato un canestro di immenso peso specifico sul finale. C’è bisogno di tutti allo stesso tempo per poter giocare così. Gli Heat non possono permettersi di essere così poco efficaci dal pitturato se vogliono avere una chance. Vedremo se nel futuro della serie proseguirà questo trend;

- La chiave che ha portato Denver ad essere la miglior squadra della NBA è stata la capacità di imporre un ritmo infernale, con folate accecanti degne dei miglior Golden State Warriors. Anche questa gara 2, nel primo tempo, non ha fatto eccezione. La folata di inizio secondo quarto aveva incanalato la partita sui giusti binari per gli uomini di Malone. Tuttavia nel terzo parziale di gioco la velocità di esecuzione della squadra del Colorado è drammaticamente scesa, cosa che ha permesso a Miami di gettare la partita nel fango e di tenere a contatto Denver. È evidente che gli Heat non hanno alcuna chance di competere in un ritmo forsennato e per questo hanno fatto di tutto per allungare i possessi al massimo e cercare di rallentare il più possibile gli avversari. C’è da dire che la squadra di Malone ha dato una bella mano ai bianco rossi della Florida accettando un gioco passivo, smettendo di tagliare in modo convinto e lasciando a Jokic l’arduo compito di togliere le castagne dal fuoco ai compagni. Non c’è dubbio che quello sia il più forte giocatore del mondo, ma sperare che possa vincere altre 3 partite totalmente da solo è una visione utopistica. Gordon e Porter Jr sono apparsi abbastanza sulle ginocchia per gran parte del match, con Jeff Green che vista la sua veneranda età ha dovuto utilizzare tutte le sue energie in difesa e Murray che ' apparso pesantemente sottotono sebbene abbia avuto un sussulto da fenomeno a tempo quasi scaduto. Per Miami è evidente che non c'è altro modo di provare a competere che quella di “sporcare” il gioco per mettere qualche granello nel motore dei Nuggets. Tuttavia è difficile pensare che ci saranno altre partite in cui Denver fermerà così pesantemente il ritmo. Questa gara 2 è sembrata essere più un’eccezione della quale Miami è stata brava ad approfittare che una possibile tendenza.

- Infine, sebbene appaia scontato, non si può non parlare di Nikola Jokic. Il due volte MVP ha giocato una partita da fenomeno assoluto. Non solo per i punti realizzati, ma soprattutto per la sua spropositata leadership. Se infatti in un certo momento è sembrato quasi uscire dal campo a causa di alcune discussioni con gli arbitri, nel terzo quarto ha dimostrato il motivo per il quale al momento non c’è nessuno più dominante di lui con 2-3 azioni consecutive fatte di difesa estrema e canestri improbabili. Sebbene Denver sia uscita sconfitta da questa partita, e per quanto Spoelstra abbia preparato questa gara 2 in modo sensazionale, l’ago della bilancia continua a pendere dalla parte del Colorado perché, semplicemente, il più forte in campo veste la maglia gialloblu. In questa partita gli Heat hanno deciso di precludere a Jokic la strada degli assist in modo da arginare il suo genio. Ma quante altre partite capiteranno in cui Murray, Porter Jr e Caldwell-Pope saranno così spenti? A Miami è stato chiesto uno sforzo collettivo incredibile, una performance sopra livello di tutto, anche di veterani gregari come Love e Lowry e hanno dovuto approfittare di una Denver capitata in una giornata totalmente negativa. Nonostante tutto questo, Murray ha avuto la palla dell’overtime. Le prossime due partite in Florida saranno fondamentali, ma Denver resta favorita.


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