
Considerazioni sparse post Juventus-Milan (0-1)
I rossoneri vincono allo "Stadium" e conquistano matematicamente la Champions League.
- I ritmi dei primi venti minuti di partita sono quasi da trofeo estivo, con il pubblico impegnato più a cercare autografi che a tifare (complice anche l'assenza della tifoseria organizzata rossonera per la protesta contro il caro biglietti) e i calciatori che sembrano quasi accontentarsi del pareggio. Ad alzare il ritmo, diversamente da quanto avviene spesso, è la Juventus, che è brava nel tenere a bada la temibile fascia sinistra avversaria (dove Leao è "non pervenuto", ben contenuto da Cuadrado, oltre ad essere cercato poco e male) e va vicina al vantaggio, proprio prima di subire una rete inaspettata nel momento di massimo sforzo, quasi come se avesse la coperta troppo corta per poter equilibrare le due fasi, tanto che a metà ripresa Massimiliano Allegri cambia modulo e prova a dare maggiore densità al centrocampo;
- L'insistenza di Pioli su Messias è ai limiti dell'incomprensibile. La fissazione degli allenatori per alcuni giocatori si vede spesso, ma in questo caso non si capisce cosa veda nel brasiliano il tecnico rossonero, dato che siamo di fronte ad un calciatore che ha le qualità per giocare al massimo in squadre che galleggiano nella parte destra della classifica. Il suo continuo rientrare, che lo rende una specie di "Suso più scarso", è deleterio per qualsiasi centravanti. C'è chi parla di alternative, ma senza nemmeno andare a cercare soluzioni alla De Ketelaere, in panchina siede spesso un certo Saelemaekers che ha dimostrato a più riprese di essere una spanna sopra al compagno di squadra, pur non essendo un fenomeno, con anche delle migliori caratteristiche difensive, figlie della sua esperienza da esterno basso in Belgio;
- Al contrario, nelle file rossonere, gioca pure un campione di nome Olivier Giroud, che proprio non ha voglia di smettere di segnare e di stupire. Costretto spesso e volentieri a sacrificarsi a fare un lavoro non suo, lontanissimo dalla porta, quando ha la possibilità di ricevere palloni in area di rigore è devastante. Il cross di Calabria è più che buono e, certamente, il fatto che il francese sia libero d'impattare il pallone contro tre difensori avversari fa pensare ad un errore della retroguardia bianconera (in particolare Gatti), ma la scelta del tempo e la potenza impressa con la testa dal numero 9 rossonero, capace d'incrociare il pallone là dove Szczesny non può arrivare, sono qualcosa che rendono la sua rete da vedere e rivedere;
- La migliore Juventus è quella che si vede dopo il cambio di modulo, quando i bianconeri riescono ad alzare il baricentro e riprendere il possesso della zona nevralgica del campo, con due punte a riempire maggiormente l'area di rigore e gli esterni che si sganciano su entrambe le fasce per provare a rendere più avvolgente la manovra, sfruttando la freschezza di Iling-Junior, la fisicità di Milik e la (teorica) qualità di Paredes. Tutto questo induce Pioli a cambi difensivi, scegliendo addirittura di sostituire l'evanescente Leao con Ballo-Touré ed inserire Kalulu per provare a contenere l'inglese con la sua velocità. Proprio il francese ha il merito di trovarsi sulla traiettoria della conclusione di Danilo in pieno recupero, salvando Maignan da una rete certa, a riprova che ogni tanto gli episodi e la fortuna sovrastano tutto il resto;
- Vince il Milan, grazie alla rete di Giroud che ha spezzato una partita nel complesso equilibrata, dove le due squadre hanno alternato momenti positivi ad altrettanti negativi. I rossoneri, complice la penalizzazioni degli avversari odierni, possono festeggiare ufficialmente l'approdo alla prossima Champions League, mentre i bianconeri possono consolarsi con una prestazione quantomeno sufficiente, dopo l'imbarcata subita una settimana fa dall'Empoli nell'immediato post-sentenza. Classifica alla mano, ora come ora, alla Juventus non resta che vincere in casa dell'Udinese in attesa di un passo falso di Roma e Atalanta, così da raggiungere la certezza matematica dell'Europa League, in attesa di eventuali mosse da parte della Uefa, che potrebbe decidere di squalificarla per le note vicende giudiziarie.
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