
Considerazioni sparse post Fiorentina-Inter (1-2)
La legge del Re di Coppe Inzaghi sembra non avere tregua: quarto titolo in nerazzurro, al termine di una partita imprecisa e senza equilibrio.
- Senza equilibrio. L'Inter vince la quarta coppa della sua era inzaghiana al termine di una partita senza alcun tipo di equilibrio da ambo le parti. Tantissima imprecisione nei primi 20' nerazzurri, poi è la fase difensiva viola a slegarsi e a non ritrovare mai più compattezza. A ciò si aggiungono due fasi di pressing che hanno fatto acqua in diverse fasi della partita, producendo tantissime azioni box to box da una parte e dall'altra;
- Il campione, Lautaro Martinez. La meraviglia in Supercoppa con il Milan, il gol al Benfica, poi il gol decisivo in semifinale di Champions che lo proietta nella storia del club, ora una doppietta in finale di Coppa Italia. I 27 gol e l'annata staordinaria conferma lo status di uno straordinario attaccante come Lautaro Martinez: che è un centravanti, un numero 9 eccezionale balisticamente ma che sa fare tantissime cose in giro per il campo, quasi come un 10. Insomma, il nueve moderno. Ma soprattutto un top player, come ha dimostrato la prestazione maiuscola di oggi, di nuovo;
- La chiave: la difesa della Fiorentina. Martinez Quarta e Milenkovic hanno fatto acqua da tutte le parti dopo i primi 20', nei quali la stessa difesa nerazzurra - con Darmian in testa - si era dimostrata imprecisa. Questa è una costante della stagione e della gestione straordinaria di Italiano, che mai è riuscito a trovare correttivi difensivi al suo stile di gioco spregiudicato: solo un Dzeko in stato pressochè impresentabile ha vanificato la possibilità di vedere uno score ben più alto per la sponda nerazzurra;
- Verso Istanbul. Le indicazioni sono piuttosto chiare: se attaccata alta - anche per via dell'assenza di Onana e della sua capacità balistica di prim'ordine - l'Inter soffre enormemente, a maggior ragione se Dzeko non riesce a dimostrarsi affidabile, come avvenuto oggi. Aggiungendo le innumerevoli disattenzioni tecniche della prima e ultima mezz'ora, si ottiene un'Inter che oggi ha rischiato in diverse situazioni di gioco, sbilanciandosi in tante fasi della partita. Gli insegnamenti in chiave Manchester City sono palesi: l'importanza di Onana, della precisione tecnica ma soprattutto di Romelu Lukaku, che oggi è entrato e ha inciso molto più del bosniaco. Il momento del cambio gerarchie è arrivato;
- Re di Coppe. A proposito di gerarchie: non è bastato un rosso denso di stupidità e leggerezza per convincere Inzaghi a non inserire Gagliardini, con Correa, nei minuti finali, così come capita da un mese e mezzo a questa parte in tutte le partite di coppa disputate dall'Inter. La logica suggerirebbe qualche scelta differente, ma il Re di Coppe non lo sa e ha apparentemente deciso di vincere tutto seguendo questa scelta. Con buona pace di cosa ne pensino gli altri, per ora è la sua Inter - in tutti i sensi - a vincere.
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