
Considerazioni sparse post Roma-Salernitana (2-2)
Alla Roma non resta che l'Europa League (a meno che…).
- I padroni di casa, in versione sperimentale, escono da Roma - Salernitana con un pareggio che mette fine di fatto a ogni loro velleità in campionato. Testa palesemente all'Europa League per la squadra di Mourinho, infarcita di riserve e di conseguenza ancor meno incisiva del solito. Più che buona, di contro, la prestazione della Salernitana, che senza rubare nulla si porta a casa un ottimo punto, utilizzando le proprie armi migliori. Una prestazione caparbia che è anche il miglior modo per festeggiare sul campo una salvezza raggiunta aritmeticamente dopo la sconfitta del Verona;
- Il primo tempo della Roma si avvicina a quanto di peggio mostrato dai giallorossi in stagione. Test ampiamente fallito dalle seconde linee, lanciate in campo da Mourinho per preservare i giocatori chiave ma mai in grado di lasciare il segno nel corso della partita. L'ingresso di Pellegrini e Matic a inizio ripresa dà subito una sterzata al match, a rimarcare ancora una volta l'abisso qualitativo tra i titolari e le riserve della squadra. Il gigante serbo, insieme ad El Shaarawy, riemette in carreggiata la partita, consegnando ai suoi un punto che serve più per l'orgoglio che per la classifica;
- La Salernitana si conferma squadra pragmatica e ordinata, ben messa in campo da Paulo Sousa e con alcuni interpreti di livello superiore. Dia si conferma una sentenza in area di rigore e sale a 16 reti in campionato: soltanto Osimhen e Lautaro hanno fatto meglio del senegalese. Candreva è dotato di colpi che non tanti altri calciatori in Serie A posseggono, e il sublime tocco al volo con cui sblocca il match ne è la piena dimostrazione. Arrivano conferme anche da Coulibaly e Mazzocchi, con quest'ultimo che al momento del suo ingresso, col suo dinamismo, ha creato più volte apprensione alla fascia sinistra della Roma;
- Per quanto i giocatori si sforzino, e per quanto sia ben visibile la loro totale abnegazione, la Roma continua a fare un'immane fatica nel costruire azioni da rete che siano nitide. I maggiori pericoli costruiti dai giallorossi continuano ad arrivare dai calci da fermo o sugli sviluppi di questi. Il gioco latita, con gli attaccanti lasciati in balìa di sé stessi e ridotti a mere presenze di disturbo della manovra avversaria. Emblematica la prestazione di Belotti che, in due tra le più chiare occasioni da gol dei suoi, blocca la sfera col suo corpo trasformandosi in un difensore aggiunto per la Salernitana;
- Non resta che l'Europa League alla Roma, ormai unica strada realisticamente percorribile per raggiungere la qualificazione alla prossima Champions. Al netto della nuova penalizzazione della Juventus, il quarto posto rimane infatti distante 4 punti, troppi da colmare in sole due partite. L'Europa anche come spartiacque per il giudizio finale della stagione romanista. Senza coppa, infatti, sarà difficile giudicare buona l'annata giallorossa, iniziata con ben altri propositi e che si chiuderà, verosimilmente, con un sesto o settimo posto in campionato.
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