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Lamela esulta dopo il gol decisivo di Siviglia - Juventus 2-1
, 19 Maggio 2023

La follia di Siviglia-Juventus


I migliori momenti di una semifinale che ha dato spettacolo.

Ad aprile l'urna di Nyon aveva inserito Juventus e Siviglia nella stessa parte del tabellone. Sembrava uno scherzo: le due squadre vivevano momenti opposti di una stagione deludente. Se la Juve aveva trovato una forma definitiva in campionato, dove si sarebbe rivelata la più continua delle inseguitrici alla zona Champions, c'erano comunque ancora dubbi legati alla competitività in Europa. A ottobre era uscita nel girone di Champions con Maccabi Haifa, Benfica e PSG, racimolando solo tre punti. Gli infortuni di alcuni titolari si erano cronicizzati e alla fine si era dovuta quadrare intorno ai più giovani. La penalizzazione ha aleggiato su sulla stagione come fosse il gatto di Schrodinger: presente e assente al tempo stesso. Ha costretto i tifosi a riflettere sul significato di una vittoria rispetto a un pareggio o una sconfitta, svuotandoli dell'entusiasmo che di solito associamo alle partite di calcio.

Dall'altro lato il Siviglia viveva forse la stagione più deprimente della sua storia recente. Il ciclo di Julen Lopetegui, reduce da tre quarti posti consecutivi in campionato e una vittoria dell'Europa League nel 2020, si era interrotto alla settima giornata. Non era bastato neanche il ritorno di uno sciamano come Jorge Sampaoli per mettere a posto le cose. Il Siviglia ha a lungo flirtato con le acque basse della classifica in Liga (l'attuale allenatore, José Luis Mendilibar, ha ereditato la squadra al 14esimo posto a inizio aprile), e ha dato ulteriore prova della sua mistica sdoppiandosi in Europa League, dove ha trovato la forza di eliminare PSV, Fenerbahce e Manchester United.

Due squadre bolse, quindi, da cui non ci saremmo potuti aspettare granché. Non è andata così. Per lunghi tratti dei centoventi minuti della semifinale di ritorno, tra Siviglia e Juventus ha governato la legge della follia. Intorno alle parate assurde di Szczesny o alle finte di Gil, il Ramon Sanchez Pizjuan si è trasformato in un teatro onirico, dove sono andati in scena errori grossolani delle difese, polemiche arbitrali e giocate spettacolari. Abbiamo visto Suso fucilare la porta di Szczesny come se nella vita non avesse fatto altro che giocare semifinali europee; Vlahovic toccare il suo primo pallone della partita giusto per metterlo in porta. Ma soprattutto abbiamo visto due squadre fragili riempire il gioco con tutta l'energia (poca) che avevano nel serbatoio. Siviglia-Juventus è stata una partita pazza nel senso più drammatico, una farsa giocata sui nervi e sulla caparbietà.

Vola polacco vola (o dieci minuti di ordinaria follia)

Sono passati 8' e il Siviglia ha già piantato le tende al limite dell'area juventina. Quando i suoi migliori giocatori stanno bene, il palleggio del Siviglia è pieno di variazioni ritmiche. A centrocampo può governare il caos affidandosi al gioco cerebrale di Oliver Torres e Ivan Rakitic, che ieri è stato tra i migliori in campo per palloni toccati (124) e passaggi riusciti (80 su 91). Dopo due minuti proprio Rakitic sradica un pallone a Cuadrado appena dentro l'area e mette un cross rasoterra per En-Nesyri, anticipato però da Gatti. Per un po' gli attacchi del Siviglia vegetano in questa incompletezza, alimentati dalle iniziative estemporanee di Bryan Gil.

Al 23' un'altra azione simile. Pochi minuti prima la Juventus ha sfiorato il gol con un bel colpo di testa di Gatti e da quel momento la partita è entrata in quella che chiamerei la sua prima fase di entropia. Il Siviglia batte una punizione a due sulla destra, all'altezza del centrocampo. La regia stacca in primo piano su Illing Jr. e non sappiamo come né perché, Jesus Navas si ritrova isolato sulla fascia e può crossare indisturbato. È un pallone tagliato, carico di effetto a rientrare, su cui Lucas Ocampos si tuffa caricando in quel gesto tutto il significato dell'esistenza umana. Il tuffo è a tutti gli effetti spettacolare: Ocampos atterra con una specie di piroetta eseguita solo con il busto, schiacciando a terra la schiena.

Non fa in tempo ad alzare lo sguardo che i suoi occhi fissano il corpo di Szczesny finito oltre la linea di porta, mentre il portiere della Juve devia con il piede la palla in calcio d'angolo. Passano pochi minuti e Szczesny torna a strozzare in gola l'urlo del gol ai tifosi del Siviglia, parando un tiro diretto all'incrocio di Marcos Acuna. È il primo momento in cui sulla partita si accende un fuoco incomprensibile. Le cose iniziano a precipitare nel caos indistinto. Nessuna delle due squadre riuscirà più a ordinarsi. La Juventus si arrocca sulle sue certezze, un gioco verticale in transizione dopo aver stremato l'attacco spagnolo difendendo così in basso nel campo da eliminare la profondità.

Il Siviglia consolida il possesso ma appena perde la palla riemergono le sue fragilità. Bastano le conduzioni di Rabiot per mettere a fuoco il sistema di marcature guidato da Fernando, e l'occasione sprecata da Di Maria al 26' ne è l'esempio. Di Maria ha giocato una delle partite meno ispirate della sua stagione - verrà sostituito poco dopo l'ora di gioco - e questo pallonetto sciatto è la fotografia più lucida di quella stanchezza esistenziale che sembra averlo attanagliato dopo il Mondiale.

La partita è così confusa che è difficile capire quando inizia e finisce un attacco. Al 30' il Siviglia sfiora il gol col tiro già citato di Acuna, ma solo un minuto dopo è Kean a dribblare Bade in area e a baciare il palo con un fendente diagonale molto bello. È a questo punto che i tifosi della Juventus iniziano a chiedersi se la filosofia del corto muso non gli si stia ritorcendo contro, viste le tante occasioni sciupate.

Il primo miglior pallone di Dusan Vlahovic

Spesso si è ironizzato sul numero minimo di palloni toccati da Dusan Vlahovic durante le partite. Allegri ai microfoni non ha mai parlato del suo coinvolgimento nell'azione della Juve, e anzi nella sua filosofia non è la squadra a dover servire Vlahovic, metterlo nelle condizioni migliori per segnare, ma il centravanti che deve caricarsi ogni responsabilità di far gol. A Vlahovic non è chiesto insomma di contribuire al sistema in nessun modo, il suo unico compito riguarda il cannibalismo sotto porta.

https://twitter.com/DanieleBibo/status/1659295334957215764

Ogni tocco deve trasformarlo in oro e ieri Vlahovic ha trasformato in realtà la visione onirica di Allegri. Non solo ha segnato un minuto dopo essere entrato in campo, rivelando l'influenza divina che Allegri cita spesso a proposito della scelta dei cambi, ma ha segnato al primo pallone toccato.

Secondo Sofascore, Vlahovic ha chiuso la partita con 24 palloni toccati e 10 passaggi effettuati. Di questi tempi può ritenerlo un lusso.

I giocatori del Siviglia vi riportano nel 2015

Il 2015 è stato un anno importante per la società occidentale. Pensandoci bene è stato importante per motivi non esattamente piacevoli. È stato l'anno degli attentati a Charlie Hebdo e a Parigi, l'anno dell'accordo sul clima firmato da USA e Cina. L'anno in cui Adele ha pubblicato Hello, per intenderci. Però prendiamola alla larga. Sono passati otto anni e so che in voi c'è, come in ogni essere umano, una forte tentazione per la nostalgia. Cosa facevate, nel 2015? Che persone eravate? Forse migliori, forse peggiori. Di certo eravate più entusiasti, come lo ero io.

Il Siviglia è la squadra della delusione nel godimento. Sembra vivere nella prosa di Alessandro Baricco, è composta da giocatori incredibili che forse non sapevate giocassero ancora e soprattutto a grandi livelli. Ne ho scelti tre per immalinconirci insieme, magari cantando Hello riguardando gli highlights del vostro giocatore del Siviglia preferito. (Preferite il sinistro di Lamela o quello di Suso?).

EDIT: In realtà il 2015 in Italia è stato anche l'anno di Roma-Bangkok, ma ai fini del pezzo ignoreremo quest'informazione. Anche perché era una canzone di merda.

1. Ivan Rakitic

Il più nostalgico, o almeno quello che magari ripensa al 2015 con più affezione tra quelli in campo. Oltre a diventare punto fermo della nazionale croata, da una stagione Rakitic era stato acquistato dal Barcellona per sostituire progressivamente Xavi. Di questi tempi, a metà maggio 2015, festeggiava già la Liga e la Copa del Rey vinte da titolare, due settimane prima di giocare la finale di Champions League proprio contro la Juve.

In finale fu un suo gol a sbloccare la partita, dopo una delle storiche conduzioni quantistiche di Andres Iniesta. Rakitic era il cervello del Barcellona, l'apostolo di Luis Enrique in campo. Nel 2020 è tornato al Siviglia, con cui era stato protagonista dell'Europa League vinta nel 2014, e ora sta invecchiando da leggenda nel clima temperato dell'Andalusia. Cosa vorreste di più dalla vita?

2. Erik Lamela

Ok, è una scelta banale, anche perché Lamela ha segnato il gol decisivo per la qualificazione del Siviglia pochi minuti dopo l'inizio dei tempi supplementari. Eppure la sua partita è stata di qualità fin da quando è iniziata, da quando cioè è subentrato a Ocampos nel secondo tempo. Nel tempo che è stato in campo ha galleggiato sulla fascia destra con la consueta grazia, toccato il pallone con il suo classico erotismo.

Qui, ad esempio, arpiona col torace - quanto è sensibile il petto di Lamela al contatto col pallone? Lo è quello di tutti gli attaccanti? - e gestisce il possesso del Siviglia abbassando i ritmi nel momento più caotico della partita.

Delle stagioni di Erik Lamela alla Roma ormai sappiamo tutto e niente. I tiri chirurgici che ruppero la Serie A alle radici della Banter Era sono ormai ricordi lontani. L'immagine più vivida che abbiamo di lui è il gol di rabona nel derby di Londra contro l'Arsenal. Negli ultimi anni i problemi fisici l'hanno reso come gli spiriti di Twin Peaks, che si materializzano ogni tanto, quando meno te l'aspetti.

Ieri è riapparso, ricordandoci della sua classe con un bellissimo colpo di testa che ha deciso la partita e la qualificazione. Questa volta quanto durerà?

3. Jesus Navas

Quanti anni ha Jesus Navas? Quando è tornato al Siviglia? E soprattutto, è sempre stato così forte come terzino destro di una difesa a quattro? Sono domande a cui sarebbe facile rispondere cercando su Google, ma forse così si dissolverebbe tutta l'essenza romantica di Jesus Navas, del suo essere capitano.

Forse dobbiamo arrenderci all'evidenza. Jesus Navas è sempre stato al Siviglia, è capitano da oltre 10 anni, e il suo passaggio al Manchester City è stata un'allucinazione collettiva. Di certo questa teoria del complotto spiegherebbe come fa a correre così tanto un esterno di 38 anni. Jesus Navas non ha età, Jesus Navas è sempre esistito. Jesus Navas esisterà sempre. Con la maglia del Siviglia addosso.

Acuna è campione del mondo ma non ricorda di essere ammonito

Sì, Acuna salterà la finale di Europa League perché ha deciso di perdere tempo su una rimessa laterale al 114' non ricordandosi di essere ammonito. Non è un meme.

Suso e Lamela andrebbero dichiarati illegali

Come se il gol di Vlahovic avesse schiacciato un interruttore, la partita della Juventus si è spenta col passare dei minuti. Mendilibar ha scelto dalla panchina Suso e Lamela per ravvivare una fase offensiva piuttosto sterile, e quelli hanno cambiato il volto della semifinale. Al 71esimo Suso ha provato ad abbattere tutto il Sanchez Pizjuan con una fucilata che non ha dato il tempo a Szczesny di coordinarsi e si è infilata poco sotto la traversa. Il mancino di Suso era posseduto da una volontà aliena. Il giocatore monotono dell'ultima esperienza al Milan ieri è stato irrefrenabile.

All'82esimo, poco dopo una bella azione di Lamela, il Siviglia guadagna una punizione dai 35 metri. Chi può avere il coraggio di calciare da quella distanza? Ieri il tiro di Suso aveva una goccia di splendore francamente inspiegabile, e quindi ha pensato di provarci. La Juventus non ha perso nei tempi regolamentari grazie a questa parata di Szczesny e a un'altra pochi minuti dopo su un colpo di testa di En-Nesyri.

Ai supplementari la follia si è appiattita, per così dire. L'espulsione illogica di Acuna ha fatto il paio con l'assedio finale della Juve, che non ha trovato armi per fronteggiare l'intensità con cui il Siviglia ha attaccato dalla metà del secondo tempo. A fine partita, intervistato da Sky, Massimiliano Allegri si è lamentato della mancanza di esperienza internazionale dei suoi giocatori. Una posizione che sarebbe troppo facile da smentire - basterebbe citare qualche nome dei giocatori in campo: Cuadrado, Paredes, Di Maria, Rabiot. Eppure in un certo senso ha ragione. Dopo una partita assurda, giocata da due squadre con strategie tattiche zoppicanti, ha vinto la squadra più abituata a questa follia. Anche in una stagione disastrosa, in Europa League il Siviglia rimane imbattibile.


  • Nato a Giugliano (NA) nel 2000. Appassionato di film, di tennis e delle cose più disparate. Scrive di calcio perché crede nella santità di Diego Maradona. Nel tempo libero studia per diventare ingegnere.

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