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, 19 Maggio 2023

Considerazioni sparse su “The First Slam Dunk”


Takehiko Inoue con "First Slam Dunk" ci dimostra che oltre ad essere un "mangaka" eccezionale è un regista e sceneggiatore abilissimo, veramente un artista unico e completo. Se vi piace lo sport, un film assolutamente da vedere.


- Il film tratta la storia della partita di Basket fra lo Shohoku - squadra liceale formata da veri e propri "outsider", ovvero ragazzi rissosi, problematici, con storie personali complicate, che per la società per vari motivi sono considerati perdenti - contro la squadra denominata Sannoh che viceversa incarna l'ideale di perfezione e i cui membri sono talentuosi, educati, dediti alla pallacanestro e in due parole vincenti e invincibili.

- Chi ha letto il manga conosce perfettamente la strada che ha portato a questa partita e il passato di ogni giocatore dello Shohoku, tranne uno, Myagi Riota. Quest'ultimo, infatti, nel manga, è il personaggio di cui si conosce meno il passato. Inoue intelligentemente lo rende il protagonista e sfrutta la sua storia (che rivivremo attraverso flashback) per presentare a chi non conosce l'universo Slam Dunk ogni giocatore che compone il quintetto base della squadra, spiegandoci, oltretutto, i motivi che permettono di definire questa come "la partita". Questa tecnica narrativa per il sottoscritto risulta perfetta per rendere il prodotto godibile per tutti, sia per chi ha letto ogni singola tavola sia per tutti coloro i quali non abbiano la minima idea di chi siano i ragazzi dello Shohoku;

- Capitolo animazione: da fan degli Anime la vista del Trailer mi aveva un po' spaventato, l'utilizzo CGI mi aveva fatto storcere il naso. Lo scetticismo svanisce quasi subito, infatti il livello delle animazioni e delle inquadrature è eccelso. Takehiko Inoue riesce a ricreare il suo stile e renderlo animato e non è assolutamente una cosa scontata. Ci sono alcune scene che abbagliano per la cura dei dettagli e la loro complessità;

- "The First Slam Dunk" è un inno al Basket, allo sport, alla rivalsa, a quanto una squadra, dei compagni o una partita possano essere una preziosa ancora di salvezza per chi nella vita per un motivo o per l'altro si sente solo, abbandonato o sconfitto da essa. In ogni frame del film il regista trasmette allo spettatore la sua passione infinita per la pallacanestro e si è quasi trasportati sul parquet a giocare la partita in prima persona, ognuno con la propria voglia di riscatto. "Domani mi porti a comprare una palla da basket?" questa è la frase detta da un bambino seduto a fianco a me al cinema rivolgendosi al proprio nonno e allora, cos'altro aggiungere a questo? Per certi versi per chi è bambino oggi, questo film potrebbe essere quello che per noi 30enni è stato Space Jam.

  • Nato a San Marino nell' aprile del ’91, mezzo sangue italo-sammarinese. Titolare di una gelateria di professione, ma malato di qualsiasi sport per passione, tifoso bianconero e allenatore dilettante Uefa B. La malattia per il calcio nasce da un gol pazzesco in Germania di un ragazzo 21enne nel lontano 1995. La partita era Juventus-Borussia Dortmund: se amo il bianconero è solo per Del Piero.

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