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Vinicius Jr esulta dopo il gol contro il Manchester City in Champions League.
, 10 Maggio 2023

Ai piedi di Vinicius Jr.


Contro il Manchester City, il brasiliano ha mostrato ancora di cosa è capace.

Il Manchester City ha cominciato la partita di andata dei quarti contro il Real Madrid cercando di ottenere subito il controllo territoriale e arrivando spesso nei pressi dell’area avversaria. A seguito di un angolo, il pallone resta nella zona della bandierina. Bernardo Silva prova a sfidare ben 3 madrileni sulla linea di fondo, ma il pallone gli viene sradicato da uno di questi, ovvero Alaba, e finisce sui piedi di Vinicius Jr.

Il brasiliano lo cede a Kroos lì vicino, e comincia la sua corsa sul binario della fascia laterale sinistra. I compagni fanno circolare il pallone lì vicino con scambi stretti, di prima e fluidi. Kroos, Alaba e Benzema triangolano splendidamente e il francese, con il tacco, imbecca proprio la corsa di Vinicius sulla linea laterale. A questo punto il motore di Vini comincia a girare più forte: lascia sul posto Kevin De Bruyne e innesca la prima transizione della partita. Si fa 50 metri di campo palla al piede ai limiti dell'onnipotenza fisica, prima di essere frenato da Walker. A quel punto alza la testa e cerca il passo orizzontale per Benzema che aveva seguito al centro.

Il controllo del Pallone D’Oro, però, è impreciso, impedendo la creazione di un’occasione. La combinazione di velocità e visione messa in mostra da Vinicius non viene dunque premiata. Ma non sono passati neanche tre minuti dal fischio di inizio che Vinicius ha già fatto capire che vuole prendersi il palcoscenico di nuovo.

Questa prima azione è stato solo un prequel della sua ennesima prestazione da funambolo che si aggira per il campo. Vinicius certe serate se le vuole prendere con preotenza e il suo gol è la perfetta immagine di questa affermazione. Un tiro da limite dell’area dove fa esplodere tutta la sua potenza dopo un controllo per nulla banale, mandandosi il pallone sul destro. Lo spazio per trovare una traiettoria vincente, unito alla velocità con cui la sfera sta roteando sul prato, era poco. Per di più, Ruben Dias gli copre lo specchio molto bene. La potenza con cui calcia dritto verso l’incrocio è impressionante. Il tutto senza mai guardare la porta, ne fa solo una questione di potenza sulla quale Ederson non può nulla.

Quello del vantaggio contro il Manchester City è il 23esimo gol stagionale del brasiliano, a cui vanno aggiunti 19 assist. Numeri, questi, che spiegano bene il livello che ha raggiunto. Solo Mbappe e Haaland hanno contribuito a più gol in questa stagione nei 5 principali campionati europei. La sua maturazione ha richiesto tempo, ma ora Vinicius è uno degli uomini di punta dei Blancos. La spina nel fianco – è il caso di dirlo visto il ruolo che occupa in campo – per qualsiasi avversario del Real. In una squadra piena di volti prestigiosi che hanno scritto la storia sportiva dell’ultimo decennio, lui è l’uomo che più rappresenta il lato moderno del Real; quello che già guarda al futuro. Un giocatore veloce e tecnico, dotato di una mentalità forte e che sa entrare nella partita con prepotenza, sia con una giocata estemporanea all’improvviso che partendo a mille dal primo minuto. E per questo è l’appoggio, il perno principale su cui si basa la squadra di Ancelotti per arrivare in porta.

Non è un caso che le occasioni create dal Real Madrid contro il Manchester City siano tutte una serie di combinazioni fluide e cliniche basate sulla tecnica e l’alto QI calcistico dei suoi giocatori. Triangolazioni di prima; dai e vai; movimenti, con la palla e senza, ripetuti in maniera maniacale con una velocità disarmante per i difensori. In queste azioni Vini c’è sempre. A secondo tempo appena iniziato, il Real ha avuto il momento più brillante in questo senso. Dopo una lunga azione il pallone arriva sul fianco sinistro dove Benzema, Vinicius e Camavinga triangolano con pazienza un paio di volte. Quando l'azione sembra iniziare a stagnare, il brasiliano comincia ad accentrarsi palla al piede e la combinazione con Benzema cambia posizione. Vinicius comincia a segnare la traccia con cui arrivare in area. Una volta arrivato lì il pallone, subentra Carvajal. Il terzino è quello che deve chiudere la nuova triangolazione, che avviene al limite dell’area e porta Benzema ad una conclusione potenzialmente pericolosa, ma troppo potente e che finisce sopra la traversa.

Vini è questo per il Real: l’uomo che sceglie la strada migliore per arrivare a tu per tu con il portiere. E non deve essere per forza lui il finalizzatore o il rifinitore, ma è il centro di questa serie di passaggi stretti protratti lungo il campo. Una dote di playmaking meno appariscente e più minimale rispetto a quelle che mettono in mostra Modric e Kroos, ma più cercata ed efficiente del grande gesto individuale. La chiave per attrarre le difese e aprire varchi verso la porta. E con tante soluzioni diverse. Dribbling nello stretto, progressione, controlli sulla linea di fondo, scambi rapidi o visione di gioco sulla media distanza. Tutto quanto vissuto come una sfida individuale con l’avversario diretto e una chimica viscerale con i compagni.

Ormai Vinicius è l’uomo su cui bisogna fare più attenzione se si vuole sopravvivere al Real Madrid, il tema tattico da scardinare. Fa strano pensare che, nonostante tutto, Kyle Walker, uno dei pochi giocatori al mondo in grado di arginare un minimo la pericolosità di Vinicius Jr, sia uscito dal Bernabeu con una prestazione solida. Eppure resta la sensazione che Vinicius sia stato imprendibile. Ha saltato l’uomo 5 volte su 11 tentativi – in una Champions dove, per cinque volte, ha tentato più di 10 dribbling in una partita.

La vena competitiva di Vinicius, la ferocia con cui danza attorno al pallone non è ridotta alla sola fase di possesso, ma anche quando si tratta di riprendersi il pallone. La pressione esercitata in difesa da Vini ha la stessa intensità di quando è lui in controllo della sfera. Un esempio è arrivato al 25esimo minuto, quando ha attaccato Rodri – un giocatore che è solito incutere timore con la sua fisicità – e, come una furia, lo ha costretto all’errore, recuperando il pallone al limite dell’area per poi sfidare Stones e far partire un insidioso cross comodo per Benzema. Solo una giocata da arte della difesa di Dias ha evitato di trasformare in gol.

La prepotenza con cui Vinicius emerge in una squadra ricca di campioni è straordinaria. Se giocatori come Benzema, Modric e Kroos non hanno ancora esaurito la benzina nella tanica di questo ciclo del Real Madrid è merito del salto di livello dell’estero offensivo brasiliano, che ormai è l’uomo che si prende le maggiori responsabilità in campo nella creazione di occasioni. Pur avendo solo 22 anni, ha già deciso con un gol una finale di Champions League e sembra crescere anno dopo anno, partita decisiva dopo partita decisiva.

Vinicius è l’uomo che si prende sulle spalle la squadra di Ancelotti, lo fa tanto con brillantezza e divertimento quanto con tracotanza. In mezzo alla dialettica tra Haaland e Mbappé, Vinicius sembra messo un po' in secondo piano, nonostante sia lui ad aver già ottenuto quella maglia che gli altri due bramano da sempre e a gioirne. Ogni volta che segna, esulta sottolineando la sua appartenenza: ha già realizzato un sogno. Ora sta entrando nell'iconografia del Real Madrid. Cosa può chiedere di più?


  • Classe ’91, è nato a Milano e cresciuto a Torino. È il tipo di persona affascinato da tante cose culturali, forse troppe e guarda caso non sa mai scegliere la preferita. Ama sparire e riapparire tra le luci stroboscopiche e i suoni elettronici dei club. Si crogiola nel ridere e far ridere agli spettacoli di stand up, e resta sempre sorpreso dell’emozione che può regalare un uomo che calcia un pallone. Scrive di sport su Ultimo Uomo, Sportellate e qua e là. Conduce un podcast sul calcio inglese, Britannia. Scrive anche di musica, cinema e tanto altro. Collabora con Seeyousound International Film Festival.

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