, 30 Aprile 2023

Considerazioni sparse post Bologna-Juventus (1-1)


La Juventus completa un mese orribile con un pareggio rocambolesco.


- 2 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte: è questo lo score del mese di aprile della Juventus in tutte le competizioni. Un mese che di buono si porta dietro soltanto una faticosa qualificazione alle semifinali di Europa League e, fuori dal campo, la restituzione di 15 punti che, pian piano, la Juventus sta dissipando sul campo. Il pareggio di Bologna è lo specchio del momento fragile, spaesato e po' sciagurato di una squadra che ha perso ogni certezza, e sembra incastrata in un labirinto costruito da se stessa, dal quale non si intravede il modo per uscire;

- Tutto sommato, questa volta la prestazione è la cosa più incoraggiante per la squadra di Allegri che, reduce da una striscia di risultati così negativa, poteva venire travolta da uno svantaggio maturato dopo appena 10 minuti. Invece la Juventus reagisce: nervosamente, disordinatamente, ma reagisce. Tutto il primo tempo è una scorbutica e irruenta ribellione nei confronti di un declino inaccettabile. La Juve sbatte i pugni e, unita all'atteggiamento di un Bologna spigliato e pieno di entusiasmo, produce una partita nevrotica e sincopata, ma nel complesso piacevole;

- Il grottesco rigore di Milik, con quel saltello incomprensibile, è solo la più grossa delle occasioni fallite da una Juventus che produce più di quanto non abbia fatto in tutte le ultime 3 partite messe insieme. I bianconeri si presentano più volte davanti alla porta, ma al posto della rete vedono i loro fantasmi e finiscono per fallire anche in modo grossolano ottime occasioni. La doppia chance di Fagioli è enorme, ma la più grave è il piattone a porta vuota di Matias Soule, che finisce inspiegabilmente in curva. Difficile non leggere una scarsa tranquillità, trasmessa soprattutto dai ragazzi meno esperti, in errori di questo tipo;

- Al netto delle colpe dei bianconeri in fase di finalizzazione, il principale motivo per cui la Juventus segna un solo gol ha un nome e un cognome: Lukas Skorupski. Il portiere del Bologna è ormai una certezza del nostro campionato e stasera si produce in un paio di interventi mostruosi che fanno sembrare la parata sull'orrendo penalty di Milik quella più banale. In luce, a onor del vero, anche il suo collega e connazionale juventino, che è sollecitato dalla fragilità strutturale della sua squadra ed evita il tracollo in una serata in cui un'altra sconfitta sarebbe stata un macigno per la Juventus. Insomma, in Polonia a portieri sono messi benino;

- Il Bologna però non è soltanto il suo portiere: la squadra di Thiago Motta è protagonista della miglior stagione degli ultimi anni e gioca con la serenità e la convinzione date ormai anche da una classifica più che rassicurante. La prestazione di stasera non è sempre travolgente, ma i rossoblu sono evidentemente una squadra con le idee chiarissime e in ottima condizione fisica, che ha in Jerdy Schouten un irrinunciabile tassello per consentire a Motta di giocare nel modo in cui gioca. Il cambio di Zirkzee, sul pareggio a 20 minuti dalla fine, è la dichiarazione fortissima di una squadra le cui intenzioni sono chiarissime e che nel girone di ritorno ha costituito un problema serio per chiunque la affrontasse.


  • Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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