Il capitano del Wrexham alza il trofeo della National League
, 28 Aprile 2023

A Wrexham è tornato il sole


Dopo 15 anni fuori dal professionismo, la squadra di Ryan Reynolds e Rob McElhenney è stata promossa in League Two.

La gloria e la decadenza del Wrexham AFC seguono le sorti della città di Wrexham, situata nel Nord del Galles, e del suo stadio, il Cae Ras o Racecourse Ground. Costruito nel 1807, ha iniziato ad ospitare partite di calcio nel 1864, anno della fondazione di quello che è il terzo club più antico del mondo. È quindi, ad oggi, il più antico stadio di calcio internazionale ancora in uso.

L’identificazione degli abitanti con questi tre fattori è totale ed il legame che tiene unita questa “trinità” è imprescindibile: la città è la squadra e la squadra è lo stadio. Se viene meno uno dei tre, non c’è possibilità di sopravvivenza per gli altri due. E così, quando ad inizio anni ’80 il settore minerario, che impiegava larga parte della popolazione, è crollato, Wrexham è diventata una città fantasma e la squadra ha iniziato il suo tracollo: dalla seconda divisione (l’odierna Championship) alla quarta, inanellando annate votate alla sopravvivenza, sia dal punto di vista economico che da quello sportivo.

E lo stadio? Il Racecourse Ground, da palcoscenico delle velleità europee del Wrexham, protagonista di un paio di memorabili cavalcate fino ai quarti di finale di Coppa delle Coppe, era diventato come la Fortezza Bastiani del Deserto dei Tartari, romanzo di Dino Buzzati: decadente, lontana, inospitale.

Il passo verso la tragedia è breve e silenzioso. Nel 2002 Alex Hamilton, imprenditore del settore immobiliare con una certa predilezione per lo sciacallaggio, rileva il club. Il suo piano era di sfrattare la squadra (facendola fallire) dallo stadio e farne terreno edificabile. Il piano riesce solo a metà visto che, vendutosi lo stadio da solo tramite il presidente-prestanome Mark Guterman, deve fronteggiare la furia dei tifosi, che lo porteranno in tribunale costringendolo, nel 2006, a dimettersi.

Hamilton lascia la carica ma anche una mole enorme di debiti, che costringe la società ad entrare in amministrazione controllata e a subire pesanti penalizzazioni in campionato che, inevitabilmente, la portano alla retrocessione in Conference Premier al termine della stagione 2007/08 abbandonando, dopo 87 anni, il professionismo.

Ma, nel momento peggiore della sua più che centenaria storia, sono i tifosi a restituire il favore al club. Quando, nel 2011, l’Her Majesty's Revenue and Customs (Dipartimento statale per la riscossione dei tributi) notifica al club quasi 200mila sterline di tasse arretrate, i tifosi si mostrano pronti a tutto per salvare il Wrexham dalla bancarotta. In un solo giorno mettono case in ipoteca e annullano matrimoni, raccogliendo più di 100mila sterline al grido di “Up the Town!”.

A seguito di ciò, il club viene rilevato definitivamente dal Wrexham Supporters Trust, tornando finalmente in mano ai tifosi dopo un decennio di mala gestione.

“Wrexham è una città che lotta costantemente contro i pronostici”. Questa è una delle frasi che sentirete se deciderete di vedere Welcome to Wrexham, serie tv prodotta da FX nel 2022 che parla del celeberrimo e chiacchieratissimo acquisto del club da parte delle star di Hollywood, Ryan Reynolds e Rob McElhenney. Non vi è definizione più azzeccata.

L’interesse dei due attori aveva inizialmente suscitato soprattutto diffidenza da parte dei membri del Trust, scottati dai trascorsi con Hamilton. I due, però, riescono a conquistarsi la fiducia sei tifosi e, nel febbraio 2021, acquistano il Wrexham per 2 milioni di sterline.

Nonostante non avessero mai messo piede in Galles, Reynolds e McElhenney mostrano fin da subito di aver capito quali corde toccare: non è nella squadra l’investimento più importante da fare, ma nella comunità.

Scendono tra i tifosi, partecipano agli eventi, assumono a tempo pieno quelli che prima erano solo volontari. Fanno leva sulla loro celebrità per riportare l’attenzione mediatica sul Wrexham e rimetterlo sulla mappa geografica prima ancora che su quella calcistica. Si pongono un obiettivo, fondamentale per ricreare il sacro trinomio stadio-città-squadra: riportare il Wrexham nei professionisti.

Ma la tendenza ad essere sempre dal lato sbagliato della corrente è più forte anche dei superpoteri di Deadpool. Nonostante i massicci investimenti nella rosa e in panchina, il Wrexham perde la semifinale dei playoff di National League per 4-5 ai supplementari nel 2021/22 e si trova a lottare testa a testa con un Notts County da più di 100 punti in campionato nel 2022/23 perdendo, per giunta, il proprio portiere titolare Rob Lainton (soprannominato The Bolton Buffon), a un mese dal termine della stagione, quando aveva soli 3 punti di vantaggio sulle Magpies seconde.

Come si può battere la Storia, se non grazie a qualcuno che ha un conto in sospeso con lei? Diciotto anni fa, nel 2005, il Wrexham aveva dovuto affrontare un finale di stagione con una partita importante da giocare (la finale di LDV Vans Trophy, la coppa di lega per le squadre di League One e Two) schierando il portiere di riserva per via di un grave infortunio al titolare, la leggenda Andy Dibble.

Quel secondo portiere, di nome Ben Foster, non solo aveva mantenuto la porta inviolata nel match del Millennium Stadium, ma aveva giocato talmente bene che Sir Alex Ferguson, presente sugli spalti per vedere il figlio Darren (capitano dei Red Dragons), aveva deciso di acquistarlo per il Manchester United.

https://twitter.com/Wrexham_AFC/status/1359122475687301127

Ben Foster si era poi ritirato nel 2022 e nel corso della stagione attuale aveva già rifiutato due squadre di Premier League che avevano bussato alla sua porta dopo infortunio del portiere titolare: Newcastle e Tottenham. Aveva deciso che la sua carriera era finita e che, a quasi 40 anni, voleva dedicarsi a tempo pieno a YouTube e ai podcast. Poi però a bussare è stato il Wrexham e il richiamo della Storia è stato troppo forte: se 18 anni prima era stato Foster ad avere bisogno del club per iniziare la sua carriera ad alto livello, oggi ha l’occasione di restituire il favore e consentire alla squadra di ricominciare la scalata del professionismo.

E allora Ben torna, mette i guantoni e scende in campo. Un mese, otto partite, tra cui lo scontro diretto col Notts County, giocato il pomeriggio di pasquetta in un Cae Ras con 10500 tifosi – per una partita di dilettanti – e le due contendenti appaiate al primo posto con 100 punti ciascuna. Il Wrexham va sotto, rimonta, viene ripreso, si riporta in vantaggio. Ma poi il vento gira e, in un attimo, si ritrova nuovamente controcorrente, quando Eoghan O’Connell, al 95’ commette fallo di mano e regala agli ospiti un rigore che può valere un pareggio dal sapore di amara sconfitta.

Cedwyn Scott va sul dischetto con la faccia di chi quel rigore, nella sua testa, lo sta già tirando centinaia di volte: non lo segnerà mai. È la faccia di un rassegnato all’agonia. Foster vola come se avesse 20 anni di meno e la respinge, regalando di fatto ai Red Dragons la vittoria del campionato, anche se diventerà ufficiale solo due settimane dopo, con il 3-1 casalingo sul Boreham Wood, sotto una pioggia che sembra lavare via tutta la tristezza di 15 anni di National League e 20 dall’ultima gioia di una promozione.

Adesso si che, come dice la canzone del gruppo locale Declan Swans, It’s always sunny in Wrexham.


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