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, 27 Aprile 2023

Considerazioni sparse post Fiorentina-Cremonese (0-0)


La Fiorentina torna in finale di Coppa Italia dopo nove anni.


- Alla Cremonese serviva un'impresa o forse qualcosa in più per ribaltare questa gara, nonostante la Fiorentina non si fosse fatta mancare qualche sbandata nelle ultime settimane. Ai viola, forti del doppio vantaggio e di una schiacciante superiorità tecnica, sarebbe bastata una gestione tranquilla e senza rischi della partita. Andrà secondo quest'ultimo spartito, una partita con rari lampi che placidamente permette ai gigliati di raggiungere l'Inter in finale;

- Troppo il tempo impiegato dai grigiorossi per innescarsi, alzare i ritmi, mettere qualche apprensione all'avversario. Sul momento, nemmeno l'ingresso di Dessers all'intervallo scuote una Cremonese estremamente passiva, attenta a non lasciare margini ma ridotta nell'attesa di un errore dei toscani che non arriva mai. Al netto del divario tecnico, può aver pesato nella testa degli uomini di Ballardini la prossima sfida contro il Verona, che sa molto di ultimo treno per provare a restare in Serie A;

- Ben diverse le motivazioni della Fiorentina, per la quale il fronte coppe è una priorità assoluta e c'è voglia di cogliere l'opportunità di portare a casa un trofeo dopo oltre vent'anni. Italiano non a caso prende un rischio calcolato e "risparmia" i diffidati Amrabat e Quarta, per presentarsi tirato a lucido alla finale di Roma. La sua squadra fa una gara di gestione, spingendo senza esagerare, contenendo senza rischi. Una prova non esaltante sul piano del ritmo ma di discreta lucidità, rassicurante soprattutto dopo la rimonta subita dal Monza e lo psicodramma sfiorato contro il Lech Poznan;

- Splendida la cornice di pubblico del Franchi, il cui tutto esaurito forse poteva permettere di lasciare aperta la curva Ferrovia, settore rimasto chiuso per questioni logistiche. Se la partita non è stata delle più godibili, lo è stato il tifo di casa, che sente odor di finali ed è affamato di vittorie. I viola, l'anno scorso fermati in semifinale dalla Juventus, non raggiungono la finale di Coppa Italia dal 2014, quella dell'omicidio di Ciro Esposito poi vinta dal Napoli. Il trofeo manca dalla bacheca gigliata dal 2001: la alzò capitan Rui Costa, in panchina c'era Mancini e in difesa Lele Adani;

- Una menzione a livello di prestazione individuale la merita Dodô: il terzino brasiliano è forse davvero l'unico a non adagiarsi sui ritmi compassati della partita, tenendo sempre il piede sul gas e risultando una spina nel fianco per i meccanismi di pressione della Cremonese. In una gara dove l'unico vero rischio per la Fiorentina poteva essere quello di abbassarsi troppo e spegnersi, l'ex Shakhtar ha messo quantità e qualità nel tenere svegli i suoi compagni, dando le giuste soluzioni in molteplici zone del campo.

  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

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