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, 23 Aprile 2023

Considerazioni sparse post Empoli-Inter (0-3)


Un Lukaku che sembra un parente meno lontano di quello che fu trascina l’Inter contro l’Empoli.


- Piacere, Romelu Lukaku. Una rondine non fa primavera, e in questo davvero non ce n’è più di una. Ma il secondo gol racchiude molto di quello che era Lukaku, della distanza che c’è dal Lukaku che si è visto in questa stagione, dell’impatto che potrebbe avere nelle dieci partite che restano al termine della stagione dell’Inter. Nel primo tempo, non facendo praticamente nulla aveva comunque aperto un paio di sponde interessanti per i compagni. Lukaku is back?;

- Non è cambiato molto in termini di atteggiamento, lentezza e proposta di gioco dell’Inter rispetto alle ultime uscite di campionato, ma se non altro l’Empoli non ha quasi mai impensierito la retroguardia nerazzurra e soprattutto è servito sbloccare - a differenza di tutte le scorse partite o quasi - il tabellino. Un fattore che nel calcio incide, non solo per vincere le partite ma anche per indirizzarle cammin facendo;

- Lo specchio Brozovic. A dimostrazione di come non debba essere un rotondo e meritato 0-3 a far cantare vittoria, e ci mancherebbe, basta guardare la partita di Brozovic. Svagato, svogliato, estremamente impreciso come quasi mai gli succede. E non è un caso che sia lui uno di quelli che vede il proprio futuro sempre più incerto, andando a pensare alle solite situazioni societarie;

- L’Empoli si è fermato in questo girone di ritorno, come successo spesso negli ultimi anni. Complice una lotta salvezza scadente e una prima parte di stagione ottima, la squadra di Zanetti è già al sicuro, ma le ultime uscite sono state poco appariscenti. Oggi la squadra ha fatto veramente poco per uscire dal match con almeno un punto in cascina;

- Il turnover. Tra chi ha giocato meno rispetto ai titolari, da sottolineare la buona prestazione di D’Ambrosio e di nuovo quella di un Correa che sembra ritrovato: giustamente non se ne parlava più, ma la sua capacità di rendere dinamica e associativa la proposta offensiva di una squadra assolutamente non dinamica non deve passare in secondo piano.

  • 26 anni a base di fùtbol, racchette e capitali del mondo. Contro gli anglicismi inutili.

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