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Rodrygo esulta baciando lo stemma del Real Madrid
, 19 Aprile 2023

L'importanza nascosta di Rodrygo


Il brasiliano è diventato decisivo in tanti modi diversi.

Avevamo lasciato Chelsea e Real Madrid ai quarti di finale della scorsa Champions League. Era stato un doppio confronto al cardiopalma: dopo aver perso 3-1 a Londra, i blues avevano ribaltato il risultato al Bernabeu ma sul 3-0 Modric era entrato in scena come solo lui sa fare: con l'esterno aveva messo una palla perfetta sui piedi di Rodrygo, portando al 3-1 e ai supplementari in cui il Real aveva conquistato il passaggio del turno.

Un anno più tardi sembra tutto uguale, ma niente è uguale: Chelsea e Real Madrid si sono ritrovate ancora ai quarti di Champions League e Rodrygo ha deciso ancora la partita di ritorno, ma stavolta il Chelsea non ha avuto strumenti da opporre agli spagnoli che hanno vinto entrambe le partite comodamente per 2-0, né Rodrygo è più lo stesso giocatore che sedeva in panchina per la maggior parte delle partite e poi veniva chiamato per scombinare le carte, un coltellino svizzero da tirare fuori nel momento del bisogno. Oggi l’esterno brasiliano è diventato un pezzo insostituibile nello scacchiere di Ancelotti. Una pedina capace con la sua versatilità e la sua intelligenza tattica di fornire alla squadra molte alternative offensive delle quali beneficiano soprattutto i suoi compagni.

La centralità tattica di Rodrygo

Si è abituati a dire che esiste un Real senza Benzema e uno con Benzema. Lo stesso esempio si potrebbe fare anche con Vinicius, Modric, Kroos, Militao e Courtois ma bisognerebbe iniziare a soffermarsi anche sulle differenze dei Blancos quando Rodrygo è in campo e quando invece siede in panchina. Se l’anno scorso si era affermato soprattutto come arma a partita in corso, quest’anno il brasiliano è imprescindibile per Ancelotti dal primo minuto. La sua innata capacità di leggere il gioco lo pone sempre al posto giusto al momento giusto e fornisce un ventaglio di soluzioni molto vario al Real Madrid. Sia nelle occasioni in cui è chiamato a fare da equilibratore del tridente offensivo, sia quando deve partecipare alle rotazioni e ai movimenti con cui il Madrid costruisce sulla fascia destra.

Giocando al fianco di due mostri sacri come Benzema e Vinicius, il primo compito richiesto a Rodrygo è quello di facilitare loro la vita. Un compito che gli riesce piuttosto bene. Il Real Madrid cerca spesso di avvicinare Rodrygo ai due compagni di reparto così da poter sfruttare le fantastiche qualità nello stretto dei tre e creare connessioni tecniche che fanno mettere le mani nei capelli alla difesa avversaria. Nella gara d’andata il Real ha cercato spesso questo tipo di associazioni e in questo modo ha messo costantemente in crisi la difesa del Chelsea. Viste le qualità tecniche dei tre giocatori, la loro capacità di creare occasioni per la semplice associazione del loro talento non è da sottovalutare, soprattutto per l'avversario a cui spetta trovare delle contromisure. Nella foto in basso, ad esempio, è Benzema a innescare le rotazioni: con un movimento incontro porta fuori posizione il marcatore, in questo caso Kovacic, e crea lo spazio per l'accentramento di Rodrygo.

Benzema viene incontro aprendo lo spazio centrale per il taglio di Rodrygo.

Da non sottovalutare è anche la posizione di Camavinga. Infatti, quando Rodrygo è in possesso cerca subito il passaggio al giocatore francese, così da permettere a Benzema di iniziare il movimento di smarcamento per tornare in posizione. Camavinga allarga verso Vinicius che inizia ad attivarsi solo in questo momento. La scarica a Modric, il quale nel frattempo aveva preso la posizione di Camavinga, e si allarga ancora di più. Si torna quindi al centro da Kroos. In questo modo Benzema è riuscito a tornare alla sua posizione di partenza ma, come evidenziato dalla foto, Rodrygo è infinitamente più libero rispetto a prima.

Benzema recupera la posizione centrale ma grazie al lavoro di Rodrygo è meno schermato dai giocatori del Chelsea.

Kroos è libero di servirlo e il brasiliano può mettere in mostra le sue abilità nel fraseggio stretto, aspetto del suo gioco molto sottovalutato – è nel 99esimo percentile tra gli attaccanti esterni per percentuale di passaggi completati in 90 minuti: l’86.5%. Dialoga con Benzema attirando a sé Fofana e lasciando così spazio all’inserimento di Vinicius, servito con i tempi giusti. La pericolosità di questa situazione è data dall’imprevedibilità di un tridente offensivo in grado di fare praticamente tutto nell’ultimo terzo di campo. Il continuo movimento nella zona centrale costringe a continue rotazioni sia la linea difensiva che quella di centrocampo complicando non poco la vita. In questo caso, come si vede nella clip, Thiago Silva si posiziona molto bene, impedendo a Vinicius di servire Benzema e, al tempo stesso, concedendogli un tiro difficile, neutralizzato da Kepa.

Ma le soluzioni dove diventano ancora più evidenti le capacità di lettura del gioco di Rodrygo sono le costruzioni sulla corsia di destra. Il triangolo che si innesca con il laterale di difesa e il centrocampista più vicino crea continui scompensi nella fase difensiva avversaria. Come si vede in queste foto la situazione di partenza è quella standard del primo possesso: Carvajal sulla linea della difesa, Modric al centro del campo e Rodrygo più alto. Appena quest’ultimo tocca il pallone, Carvajal si alza fornendogli una linea di passaggio sicura mentre Modric resta ancora in posizione. Rodrygo scarica al laterale spagnolo e va a prendere la posizione lasciata vacante facendo spazio all’inserimento di Modric che si lancia in profondità pronto ad essere servito. Non serve ricordare quanto possa essere letale il centrocampista croato, figuriamoci in una situazione dove ha più libertà del solito e può ragionare sullo sviluppo finale dell’azione.

Sviluppo del triangolo Rodrygo - Modric - Carvajal

Dal tridente con Valverde a quello con Rodrygo

La struttura tattica del Real Madrid ha dovuto adattarsi ad una delle cessioni più imprevedibili della scorsa sessione estiva di calciomercato. Quando Casemiro è partito direzione Manchester tutti si chiedevano in che modo Ancelotti avrebbe sostituito una figura così centrale tatticamente. L’allenatore italiano non l’ha sostituita ha completamente cambiato il modo di giocare della sua squadra. Camavinga è stato definitivamente spostato a sinistra offrendo ancora più soluzioni rispetto al già ottimo pacchetto offerto da Mendy. Agli intramontabili Kroos e Modric è stato avvicinato Valverde ricomponendo sì un centrocampo a tre ma molto differente rispetto alla versione con Casemiro. Le qualità in fase di inserimento dell’uruguaiano sono note a tutti così come le sue capacità balistiche e la conseguenza naturale è stata quella di spostare più avanti il baricentro della squadra, aiutati da un reparto difensivo meraviglioso che si è dimostrato in grado di concedere anche più spazio dietro di sé per favorire le soluzioni offensive.

In questo contesto si inserisce Rodrygo, un giocatore molto diverso rispetto a Valverde ma altrettanto importante. Se la tendenza dell’uruguaiano anche quando giocava più largo era quella di accentrarsi per calciare, il brasiliano porta con sé tutte quelle soluzioni differenti di cui si è trattato precedentemente. La prima peculiarità che salta all’occhio, dunque, è la capacità di occupare ancora di più il campo in ampiezza.

Se lo scorso anno la tendenza era quella di sfruttare le doti nel palleggio di Carvajal per fare densità a destra e lasciare libero Vinicius, in questa stagione il Real può fare lo stesso anche a sinistra. Camavinga è più adatto di Mendy a questo ruolo, ma soprattutto avere sulla fascia un giocatore come Rodrygo crea preoccupazioni diverse rispetto a quelle di Valverde. La sua capacità nel dribbling è già di per sé formidabile, se a questo si aggiunge la possibilità di avere ampie zone di campo dove puntare l’uomo entra in gioco anche un’accelerazione e una progressione palla al piede proprie di giocatori di livello altissimo. Se ne ricorderà Chalobah che ne ha fatto le spese in occasione del primo gol del Real Madrid, come si vede nel video sottostante.

Un’altra grossa differenza tra i due è dettata dalla presenza in area di rigore. Nonostante Valverde cerchi molto l’inserimento ma più per concludere direttamente, Rodrygo occupa con costanza l’area. I suoi 7.07 tocchi a partita in questa zona del campo lo mettono al 98esimo percentile tra gli esterni offensivi. La conseguenza di questa sua maggiore presenza è un numero più elevato di tiri (3.30 per 90 minuti, 92esimo percentile) e di non penalty expected goals (0.47 a partita, 97esimo percentile). La versione madridista senza Casemiro ma con un Rodrygo in più, dunque, è inevitabilmente più offensiva e con una ricerca costante del fraseggio in avanti. Per arrivarci però i Blancos hanno attraversato anche parecchi passaggi a vuoto che li hanno portanti ad un distacco notevole in Liga ma ora che l’ingranaggio sembra girare così bene si aprono prospettive molto interessanti soprattutto in ottica europea.

L’uomo-Champions

Sarà che l’inno fa sempre venire la pelle d’oca ma nei martedì e mercoledì di coppa Rodrygo è sempre particolarmente ispirato. Il Chelsea ne aveva fatto le spese già lo scorso anno quando un suo gol all’80’ aveva impedito un’incredibile ribaltone dei Blues al Bernabeu, poi chiuso dal 2-3 di Benzema nei supplementari. A ricordarselo anche meglio è il Manchester City, che con estrema probabilità anche in questa edizione dovrà sfidare il Real in semifinale. I due gol nel recupero di Rodrygo portarono nuovamente la partita ai tempi supplementari dove ancora Benzema realizzò la rete che trascinò i Blancos in finale. In quell’edizione giocò una media di 45 minuti nelle undici partite disputate segnando 5 gol e trovando 2 assist. Quest’anno le cose vanno ancora meglio.

È sceso in campo in tutte e 10 le sfide del Real e la media è di 67 minuti di gioco, ma fortemente penalizzata dai 10 minuti giocati all’esordio contro il Celtic e dagli 8 giocati al ritorno contro il Liverpool, in una partita fortemente indirizzata. Il bottino è già lo stesso della passata stagione ma le possibilità che nella doppia sfida in semifinale possa venire ritoccato sono molto alte. Ora che ha legittimato il suo status all’interno della formazione titolare il futuro sembra sempre più sorridere ad un giocatore capace di abbinare ad un talento scintillante una comprensione del gioco assolutamente non banale. Se a questo si aggiunge una tendenza ad essere decisivo nelle partite che più contano, si inizia a idealizzare l’identikit quasi perfetto di un giocatore che è destinato ad illuminare il Santiago Bernabeu per ancora tante stagioni. Perché questo è diventato Rodrygo, un giocatore decisivo nelle partite cruciali e la sensazione è che ancora una volta a Valdebebas abbiano fatto un lavoro straordinario.


  • Nato nella torrida estate romana del 1996, studente di Storia contemporanea e appassionato di cinema. Crede che stoppare il pallone con la suola sia il requisito minimo per giocare ad alti livelli.

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