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, 18 Aprile 2023

Considerazioni sparse post Napoli-Milan (1-1)


I rossoneri tornano tra le prime quattro squadre d'Europa.


- L'approccio alla partita del Napoli è quello che ci si poteva attendere, alla luce dell'attitudine della squadra di Spalletti e del risultato. Il problema, per gli azzurri, è che ad attenderselo c'è anche il Milan, che furbescamente sceglie di proteggersi nella propria area e provare a ripetere la partita dell'andata, vista la verve sprecona degli avversari nel periodo, con un Osimhen che non poteva logicamente essere al top della forma dopo l’infortunio. Una scelta che ha pagato, alla luce del risultato finale, ma i padroni di casa si devono mangiare le mani anche questa volta, per non essere riusciti a concretizzare la mole di gioco e le molte occasioni create, salvo poi farsi bucare nuovamente in ripartenza;

- Le gerarchie sui calci di rigore sono sacre e lo sappiamo. Anche la statistica non è un'opinione e, se un calciatore ha trasformato diciassette rigori di fila, di sicuro li sa calciare. Ancora più importante, però, per un qualsiasi atleta, è stare bene fisicamente allora la domanda nasce spontanea: perché Giroud, in un momento di difficoltà, ha calciato un penalty che sarebbe potuto risultare decisivo? Con Theo Hernandez in campo, forse la scelta migliore stasera sarebbe stata lasciarglielo a lui? A margine di questo, senza che sia una scusante per l'errore, il rigore sarebbe stato da ripetere a causa della presenza di Juan Jesus in area, calciatore che tra l'altro è arrivato per primo sulla respinta di Meret;

- Il francese deve ringraziare Leao perché, dopo essersi mangiato un altro goal da posizione più che favorevole, il portoghese gli ha fornito l'occasione di riscattarsi mettendo in rete il frutto delle sue fatiche. Una cavalcata di settanta metri con cui l'esterno sinistro mostra tutto il suo repertorio, saltando ben tre giocatori avversari (poco avveduti nel non spendere un giallo per fermarlo) e, scelta non banale, avere l'intelligenza di non cercare la rete personale da posizione difficile, ma servire il compagno di squadra libero davanti alla porta vuota, concedendogli di prendersi un'enorme iniezione di fiducia dopo l'avvio mostruoso, che dopo il rigore sbagliato l'aveva visto fallire anche un goal da posizione più che favorevole;

- A proposito dei giocatori più attesi, è quasi superfluo dire che questa sera la sfida tra Leao e Kvaratskhelia è stata vinta decisamente dal primo che, rispetto all'andata, non si è limitato ad accendersi una o due volte, ma con le sue accelerazioni ha tenuto in perenne scacco la difesa avversaria, mettendo grande pressione psicologica ai calciatori del Napoli anche in fase di costruzione, non potendosi permettere di lasciare troppi spazi. Più difficile il compito del georgiano, perennemente raddoppiato, col gravoso compito di aprire la retroguardia rossonera e troppo spesso egoista nel cercare la conclusione invece di passare la palla, ma pure troppo impreciso per dimostrare di avere ragione. Il rigore che si fa parare a dieci minuti dalla fine da Maignan è la croce definitiva sulla sua partita;

- Il Milan si è confermato quindi la bestia nera dei futuri Campioni d'Italia e non si può considerare un caso, con due vittorie e un pareggio nelle ultime tre partite, dopo una sconfitta tutt'altro che meritata nella prima delle due sfide di campionato. In una serata dove i grandi protagonisti sono i portieri, con un rigore neutralizzato a testa e altrettanti interventi importanti su azioni pericolose, ha prevalso il cinismo di rossoneri contro il gioco arrembante degli azzurri, un po' sfortunati e un po' preda delle proprie paure, figlie soprattutto della partita di San Siro. Alla luce di questo, forse, Spalletti avrebbe potuto pensare ad un "plan B" per sorprendere gli avversari e ha peccato di esagerata fiducia nei suoi uomini.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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