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, 16 Aprile 2023

Considerazioni sparse post MotoGP di Austin


Bagnaia cade di nuovo, la gara la vince Álex Rins. Sul podio Marini ed uno splendido Quartararo.


- Bagnaia ha mandato in fumo un vantaggio capitale. Due cadute in tre gare, mentre era in seconda e prima posizione sono errori che pesano. Chiudere una gara su tre quando i tuoi principali competitor non si schierano neanche in griglia (ci riferiamo a Bastianini e Marquez) è un peccato originale. Peggio ancora se si pensa che i due zeri sono dovuti da errori da rookie. Il danno si stima in 45 punti potenziali in più, che avrebbero creato già il primo vuoto in classifica. Distacco che, appena alla terza gara, sarebbe potuto essere già incolmabile. Dopo lo scorso finale di stagione, incredibile soprattutto in termini di affidabilità e maturità, non ci aspettavamo che Bagnaia potesse ricaderci. Ma tant’è. Bisogna rialzarsi ed in fretta;

- La gara di Austin, quindi, ci lascia in eredità un Bagnaia “umano”. Ieri, in parco chiuso dopo la sprint race, Pecco era sembrato quasi fastidiosamente fresco, mentre i suoi avversari, Martin in primis, sembravano demoliti dalla fatica. La caduta di Austin, dopo lo scivolone sul bagnato dell’Argentina, invece, ci lasciano un pilota ancora incompleto con le sue fragilità. Quello che sembrava essere il binomio perfetto di inizio campionato è, in realtà, tutt’altro che inscalfibile, considerando gli errori di Pecco ed il non totalitarismo Ducati durante questo weekend;

- Avesse vinto Bagnaia saremmo stati pronti a scrivere che la sprint race ammazza il Mondiale. Non fosse stato per la sua indisciplina, Bagnaia stasera avrebbe potuto avere qualcosa come 100 punti di vantaggio su Bastianini, 80 su Marquez e 50 su Quartararo e Vinales. Alla vigilia delle gare europee, un distacco quasi incolmabile. Troppo penalizzati i piloti costretti a non prendere parte per infortuni, troppo avvantaggiati i piloti già forti. Sarebbe interessante pensare ad un sistema punti che ricordi quello del 1976, dove non “facevano classifica” le quattro gare peggiori su dieci. Forse un po’ estremo, ma lasciare un paio di gare jolly ai piloti permetterebbe loro di poter recuperare senza patemi da particolari infortuni e consentirebbe probabilmente di avere una classifica finale più equilibrata;

- La gara di Álex Rins è stato uno spettacolo. Il sorriso stampato sul volto di Lucio Cecchinello è lì a testimoniare quanto insperata fosse la vittoria del pilota spagnolo. Vittoria meritatissima, peraltro, da parte dell’ex centauro Suzuki, che ha vinto anche grazie alla pressione messa a Bagnaia da subito, costringendolo a commettere l’errore decisivo. La gara in Texas è la sua preferita, questo è il suo secondo successo dopo quello di due anni fa in sella alla Suzuki. A bordo della Honda LCR, però, nessuno si sarebbe aspettato questo successo, soprattutto considerando quanto inaffidabile si era mostrata la moto giapponese fino ad oggi. Lui ha scelto un telaio diverso da quello sviluppato da Marquez ed ha vinto. Che sia il pilota giusto su cui puntare per il futuro per Honda?

- Bene, anzi benissimo Fabio Quartararo. Il suo grande talento e la sua esperienza gli hanno consentito di limitare i danni in queste tre gare in cui la sua Yamaha si è dimostrata notevolmente inferiore alle case concorrenti. Vederlo lottare come un leone è uno spettacolo per gli amanti di questo sport. Bravi anche i piloti della Mooney  VR46, con Marini che è stato autore di un ottimo secondo posto (primo podio per lui il top class) e Bezzecchi che, grazie anche ad una serie di circostanze fortunate, è riuscito ad allungare in classifica piloti. Male KTM ed Aprilia, da cui sinceramente ci aspettavamo un inizio di campionato migliore.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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