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, 15 Aprile 2023

Guida ai Playoff NBA 2023: Eastern Conference


Milwaukee e Boston partono ancora davanti a tutti.

La prima parte della stagione della Eastern Conference ha avuto come padroni indiscussi i Boston Celtics: sospeso l'allenatore che, da esordiente, li aveva condotti sino alle Finals 2022 a un paio di settimane dall'inizio della Regular Season NBA, la macchina del Massachusetts non ha subito particolari scossoni nonostante il volante sia passato nelle mani dell'ex assistente Mazzulla. Complice un calo drastico nelle percentuali da tre a cavallo della pausa dell'All Star Game, i Leprecauni sono stati scavalcati dall'altra contender più accreditata, Milwaukee, e avvicinata dal terzo incomodo che pare ave trovato la quadra dopo una stagione di assestamento: Philadelphia. Bucks e 76ers hanno dato l'impressione di aver inserito il pilota automatico nell'ultimo quarto di stagione, arrivando in gas ai play-off. La difesa dei Cavs, l'impatto di Brunson a New York, l'energia dei rinvigoriti Nets, il talento incomprensibile e incompreso di Trae Young: di motivi per dare un'occhiata ai primi turni della Eastern Conference non mancano. In questa guida abbiamo raccolto le otto sfide del primo turno, scegliendo per ogni squadra un aspetto del gioco e un giocatore da seguire.

Milwaukee Bucks vs Miami Heat

I Bucks hanno difficoltà a recuperare i tanti palloni persi

Con 14.6 turnovers a partita e 6.4 steals, i Bucks si collocano rispettivamente al 22° e 27° posto in questa regular season. Numeri sorprendenti in negativo, dato che si parla della squadra col miglior record della lega. A maggior ragione nel clutch – gli ultimi 5’ di partita iniziati con uno scarto inferiore ai 5 punti – dove le cifre sono ancor peggiori con 1.2 perse e 0.3 recuperate, rispettivamente 27° e 30° dato NBA. Uno dei possibili freni alle ambizioni di titolo per Milwaukee è la disabitudine a uscire dal canovaccio e dallo spartito nei momenti più concitati. Nulla di troppo grave ma, di sicuro, Budenholzer e il suo staff avranno già predisposto accorgimenti.

Il giocatore da seguire: Khris Middleton

Come considerare un giocatore con appena 33 partite disputate sulle 82 di regular season il fattore determinante per il cammino di Milwaukee a Est, in una squadra con Giannis Antetokounmpo a pieno regime? La risposta è da cercarsi nelle ultime due post-season dei Bucks: Khris Middleton sano, o almeno arruolabile, è fondamentale per le speranze a lungo termine (come nelle NBA Finals del 2021); Khris Middleton indisponibile, invece, rischia di rappresentare una coperta troppo corta anche per un Antetokounmpo su livelli siderali (come nelle Conference Finals del 2022). Le cifre di quest’anno sono relative: 15.1 punti, 4.9 assist e 4.2 rimbalzi con percentuali al tiro non eccezionali (44/32/90) nei 24.3 minuti di media non rendono giustizia alle qualità di Middleton. “L’importante è la salute” è il mantra recitato dallo staff di Milwaukee: togliere attenzioni e apprensioni da Giannis nella metà campo offensiva sarà fondamentale per i Bucks.

Quanta fame di rivivere questi momenti alimenterà Giannis e i Bucks?

Contro gli Heat bisogna faticare fino all'ultimo possesso

34,4% di media da tre punti, che si abbassa al 31,9% nel clutch. Il personale, anche a causa di lacune difensive nei tiratori teoricamente più affidabili – Herro, Robinson e Strus – non è dei più attrezzati, ma nella singola partita il talento di base è comunque tale per tenere gli Heat a galla anche contro quintetti più strutturati. Miami è maestra nel portare le altre squadre nel pantano e a doversi sudare ogni vittoria – 54 gare clutch in stagione, secondi solo a Dallas; 6° miglior record della lega con 32-22. Dovesse entrare quella tripla in più del solito, ecco che le serie potrebbero contare qualche episodio in più del previsto.

Il giocatore da seguire: Tyler Herro

Nelle ultime 10 uscite (cameo contro Orlando incluso), la guardia da Kentucky ha girato a 20.6/4.2/3.3 di media, il 40% da tre punti e una fiducia completamente ritrovata dopo un paio di mesi difficoltosi. Se ritornerà a essere il Tyler Herro della bolla di Orlando per Miami sarà possibile dare filo da torcere anche alle contender a Est. Se sarà almeno il Tyler Herro di inizio stagione, gli Heat saranno comunque una gatta da pelare non troppo facilmente. La presenza sui due lati del campo di Jimmy Butler e Bam Adebayo è fuori discussione: Herro è la variabile impazzita, in grado di generare quell’imprevedibilità altrimenti assente nel roster del Sunshine State.

Senza questo Tyler Herro, Miami non può andare da nessuna parte, nonostante Playoff Jimmy.

Boston Celtics vs Atlanta Hawks

Il paradosso dei liberi di Boston

Una delle pochissime statistiche in cui Boston rende peggio nelle sconfitte che nelle vittorie sono i tiri liberi per partita. Nelle 25 sconfitte in regular season sono stati 22.5 (19° in NBA), nelle vittorie appena 21.2 (29° in NBA). La capacità di caricare di falli le lineups avversarie, la possibilità di respirare e sfruttare conclusioni più efficienti a cronometro fermo e l’occasione di non dover dipendere esclusivamente dalle percentuali da fuori sono dettagli che possono fare la differenza tra un secondo turno deludente, il primo titolo del nuovo ciclo o tutto ciò che può avvenire nel mezzo.

Il giocatore da seguire: Robert Williams III

Non dedicare il paragrafo a Derrick White è forse scorretto. La guardia forse più importante negli equilibri del perimetro di Mazzulla, anche più dei più chiacchierati Smart e Brogdon, sarà un ingranaggio sì fondamentale nel meccanismo di Boston, ma la scelta è caduta su Time Lord. Come per Middleton, esiste una Boston con Williams e una Boston senza Williams: il suo 11.4 è il miglior NetRtg individuale dei Celtics. La sua presenza in roaming nei pressi del ferro e come vertical threat per le spaziature offensive lo colloca nell’élite della lega, ma le ginocchia non lo hanno risparmiato. 35 gare disputate nel 2022/2023: della ventina che Boston spera di disputare da aprile a giugno, quante vedranno Williams a referto? Da lui passeranno le legittime ambizioni di titolo di Boston. Rob permette ai Celtics di avere un’identità difensiva diversa: più fisica, più pronta a far a botte, più abile a tenere colpi contro i centri avversari. Horford, qualora si dovesse occupare in prima persona del centro avversario (Embiid/Giannis), soffrirebbe dal punto di vista fisico e atletico. Sarà interessante e determinante vedere come e quanto Mazzulla metterà in campo Time Lord.

Tenete un occhio fisso sul movimento di Time Lord nei pressi del ferro: è ovunque.

Atlanta ha un'arma con i rimbalzi offensivi

Considerato il siluramento di McMillan durante la pausa dell’All Star Game e l’arrivo in Georgia di Quin Snyder, non di certo l’ultimo arrivato e che ha storicamente impresso un marchio ben preciso ai propri roster, è quasi disturbante vedere come i dati di Atlanta siano rimasti praticamente inalterati sotto ogni aspetto. Unica eccezione, i rimbalzi offensivi. La media stagionale è 11.2 – 9° in NBA – ma a marzo sono, però, diventati 13.7, meno solo di Houston. Essendo le percentuali al tiro sostanzialmente immutate, essere un pericolo costante sotto le plance avversarie potrebbe essere un'arma in più a disposizione degli Hawks.

Il giocatore da seguire: Trae Young

Volendo fare i fichi e gli hipster del caso si potrebbero menzionare Dejounte Murray, la sottovalutata switch defense di Onyeka Okongwu o il ruolo nella rotazione di John Collins. Siamo seri, però: Atlanta è legata mani e piedi alle lune del proprio play. Trae Young è un tiratore e un passatore pazzesco, o meglio: sarebbe un tiratore pazzesco. Il problema, suo e degli Hawks, è che lo si sta sovrautilizzando con la palla in mano, ignorando che i 10.2 assist di media stagionali potrebbero arrivare anche se gli si facesse toccare la palla la metà del tempo. Le ultime tre partite di regular season di Atlanta recitano le seguenti percentuali da tre punti: 0, 0, 25, 16.7. Così Atlanta non può andare da nessuna parte. O meglio: potrà rimanere nel limbo mediocre che la sta accogliendo da gennaio a questa parte.

Sembra passata un'era, ma sono trascorsi solo 7 anni dall'ultimo Celtics-Hawks ai Playoffs.

Philadelphia 76ers vs Brooklyn Nets

I rimbalzi sono la chiave per i Sixers

8.7, 32.2, 40.9. Non sono le temperature medie in Finlandia, Egitto e Australia, ma i numeri di rimbalzi offensivi, difensivi e totali di Philadelphia. Nessun sopracciglio alzato né bocca spalancata: il rendimento dopo un tiro sbagliato di Philly è la perfetta descrizione di average. La composizione del roster di Doc Rivers è caratterizzata per lo più da chi, tagliando fuori, è più propenso a far raccoglierli ad altri – Embiid, Tucker – o da chi non pare troppo interessato per natura alla faccenda – Harris, Maxey, Harden. Aumentare il controllo della battaglia a rimbalzo potrebbe giovare ulteriormente al già eccellente gioco a metà campo di Philadelphia, facendo scalare ai 76ers l’ultimo gradino per allungare la post-season.

Il giocatore da seguire: James Harden

Zach Lowe ha contagiato un po’ tutti gli appassionati NBA: Harden è fortissimo, ma per il Barba vale il detto “voglio rivederlo ai Playoff”. La prima run in maglia 76ers non è stata all’altezza ma, dopo una stagione regolare in cui l’attacco di Philly è letteralmente passato dalle sue mani – 43,9% di Assist Percentage – i tifosi del Process e non solo sono curiosissimi di vedere quale forma di Harden e in che forma Harden si vedrà da qui in avanti. Non il microwave dalla panchina dei tempi di OKC, non l’attaccante più efficiente della NBA in maglia Rockets né, sicuramente, l’infortunato e menomato che si è visto a Brooklyn. Harden ha tutto per regalare a Embiid e Phila l’anello. La squadra non è la sua – il 37% di Usg% di Embiid lo dimostra – ma dalle sue letture dal pick&roll dipenderanno le sorti dei 76ers.

La spiegazione dell'unicità di Joel Embiid, da parte di un canale must follow per l'approfondimento NBA.

Brooklyn deve fare attenzione ai liberi

Philadelphia è la seconda in NBA dietro ai Lakers per tiri liberi a partita e li converte con la miglior percentuale della Lega. Soprattutto nel reparto lunghi, Brooklyn è corta a livello di rotazioni, col solo Claxton sicuro di un minutaggio consistente. Andare in bonus molto presto con Embiid, Harden e la rim pressure di Philadelphia potrebbe essere fatale. Se si uniscono i 53.7 punti di media concessi nel pitturato da marzo a oggi, la combo potrebbe suggerire un rebus senza soluzione. A meno di invenzioni o aggiustamenti al momento impronosticabili, a maggior ragione se si considera che Vaughn ha esordito da head coach ad aprile.

Il giocatore da seguire: Spencer Dinwiddie

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano al Barclays Center. La carriera di Spencer Dinwiddie parla chiarissimo: i momenti migliori del suo basket si sono visti vicino all’Atlantic Avenue. Dopo la partenza di Irving e Durant verso fine febbraio, i Nets sono tornati a una versione operaia che non si vedeva dai tempi della banda Atkinson. Il pallino è nelle mani del figliol prodigo Spencer. Dopo gli infortuni a Washington e il deludente impatto con i play-off a Dallas, Dinwiddie potrà prendersi le luci della ribalta, sgravato dalla pressione del dover vincere a tutti i costi. Da inizio marzo ha raccolto 9.8 assist con solo il 21.7% di Usage. Siamo di fronte a un Dinwiddie finalmente consapevole del proprio ruolo? Alla lettura dei mismatch creati contro la difesa 76ers l’ardua sentenza.

A distanza di quattro anni, i Nets (e l'NBA intera) non ha ancora trovato il modo di fermare Joel.

Cleveland Cavaliers vs New York Knicks

I Cavs devono trovare un quinto uomo

Nell’NBA del 2023 i Cavs sono l’anomalia di un sistema che, al massimo livello, non prevede quintetti con due non-tiratori contemporaneamente sul parquet. Il passing game di Allen e Mobley permette di sostenere quintetti eccezionalmente propensi all’attacco del ferro ma, nel corso dei play-off, coach Bickerstaff è chiamato a trovare una stabilità anche grazie a gerarchie definite. Garland-Mitchell-Mobley-Allen e…? Chi sarà tra LeVert, Stevens, Osman e Okoro a chiudere le gare? Nessuno ha mai dimostrato con continuità di essere chiaramente una spanna sopra agli altri, chi per una predisposizione eccessiva a giocare on ball (LeVert), chi per uno skillset difensivo non di prim’ordine (Osman), chi per la remissività a realizzare dalla lunga distanza (Okoro e Stevens). La soluzione a questo problema potrebbe fare la differenza.

Il giocatore da seguire: Evan Mobley

Nei 4 incontri stagionali coi Knicks, Evan Mobley è sembrato quello più in ambasce a causa degli accoppiamenti con i quintetti di New York. Eccezionale difensore on e off ball, paradossalmente Brunson risulta il prototipo di giocatore in grado di metterlo più in difficoltà. Sicuramente Thibodeau continuerà a volerlo coinvolgere direttamente nel pick&roll per evitare di far esercitare al sophomore da USC le già finissime letture in aiuto. Sempre per assurdo, non è da escludere che Mobley possa avere un ruolo più centrale del solito nell’altra metà campo: le mai abbastanza sottolineate capacità di creation saranno un tassello fondamentale, ma senza un minimo di spaziature garantite da un tiro dal medio-lungo raggio in cui non sempre ha dimostrato di credere – 0/4 da 3 nei precedenti incontri coi Knicks – i Cavs rischiano di consegnarsi alla morsa difensiva di Thibs.

Un piccolo assaggio di quello che gusteremo da qui a un paio di settimane.

I Knicks devono fare attenzione alle triple

Solo 4 squadre, tutte eliminate dalla post-season, concedono più triple a partita dei Knicks. Delle 36.5 conclusioni da 3, i rivali stagionali di New York ne hanno convertite il 35.7%, 10° valore dell’NBA. Da quanto Cleveland riuscirà ad aprire la scatola dei Knicks dipenderanno le sorti della serie. È dai tempi di Carmelo Anthony che il Madison non approccia una serie play-off con queste speranze di avere almeno una voce in capitolo. Chissà che l’aura magica del Garden possa sortire sui ferri difesi da New York l’effetto che i tifosi invocano ormai da un decennio.

Il giocatore da seguire: Julius Randle

Il sorriso mostrato in panchina contro i Pacers ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti i tifosi dei Knicks: la distorsione alla caviglia sinistra subita da Julius Randle contro gli Heat dovrebbe essere meno grave del previsto e non impedirgli di rientrare in tempo per l’inizio della serie. La squadra, dopo la trade di Brunson della scorsa off-season, è chiaramente in mano a quest'ultimo. Il rischio, tuttavia, era che Randle accusasse una crisi di rigetto al ridursi delle responsabilità. Non sono tanto le 40 doppie doppie a sorprendere, quanto il body language nei momenti cruciali delle gare e della stagione. Col talento e il telaio a disposizione, un Randle più maturo e concentrato è un lusso che in pochi si possono permettere.

(Si ringrazia @andrea_snaddy, al secolo Andrea Snaidero, per la collaborazione)

  • (Bergamo, 1999) Calcio e pallacanestro mi hanno salvato la vita, ma anche il resto degli sport non è male. Laurea in Lettere, per ora, solo un pezzo di carta.

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