
Il Real Madrid si è preso gioco delle fragilità del Chelsea
Gli spagnoli hanno gestito la partita e affondato nei momenti opportuni, come al solito.
Un Real Madrid preciso e puntuale ha avuto facilmente la meglio sul solito Chelsea di questa stagione: sprecone, caotico e disordinato. Agli uomini di Ancelotti per vincere è bastato attenersi al piano di gioco e attendere il puntuale errore della difesa dei Blues, uscita con le ossa rotte dal confronto. Fofana ha vissuto una notte da incubo e probabilmente sarà tormentato da Vinicius che proverà a dribblarlo anche in sogno. Chilwell si è trovato in un limbo perenne tra Carvajal e Rodrygo che ha permesso loro di avere troppa libertà. Che l’idea di sostituire il tecnico poco prima di una sfida decisiva non fosse geniale lo si capiva subito, ora però si ha anche la prova concreta. Non è da puntare il dito contro Lampard ma verso chi ha pensato che questo cambio potesse giovare alla squadra.
Staticità vs dinamismo
La confusione del Chelsea si è trasformata subito nella totale incapacità di prendere contromisure efficaci contro il solito piano gara sornione ma velenoso del Real Madrid. Il piano tattico di Lampard si è dimostrato (poco) chiaro fin dai primi minuti. Un 3-5-2/5-3-2 molto statico con le linee distaccate tra loro, senza raccordo e con pochi collegamenti. Mai come in questo caso è facile identificare un modulo attraverso i numeri, dal momento che i Blues sono rimasti per tutto il primo tempo con un assetto particolarmente statico. Nei piani del tecnico inglese c’era l’idea di trovare un gol in contropiede per poi abbassare ancora di più la linea dei centrocampisti ma un grande recupero di Militao su Felix al 2’ e un errore di Kante in fase di ripartenza al 4’ hanno impedito agli ospiti di andare subito in vantaggio.

Se si decide di impostare una partita reattiva di questo tipo, è importante per lo meno non concedere vantaggi evidenti in attacco a una squadra potenzialmente straripante come il Madrid. Invece il Chelsea ha lasciato praterie illimitate ai Blancos. Come si vede nel tweet qui sotto, ad Ancelotti è bastato abbassare Kroos sulla linea dei difensori per mandare completamente in bambola i già scarsi tentativi di pressing dei Blues. Se sotto di un gol la tua idea è quella di concedere così tanto spazio ad una formazione con quella qualità, la partita rischia di trasformarsi in un gioco al massacro. A Felix e Sterling è stato chiesto di pressare i due centrali, Kovacic controllava Valverde e Kanté Modric. Enzo Fernandez gravitava in un’area dove non aveva alcun giocatore avversario vicino, risultando totalmente impotente. Il tentativo di alzare l’esterno su Carvajal o Camavinga era talmente timido che inevitabilmente costringeva Koulibaly o Fofana a raddoppiare e pregare di non essere saltati da Vinicius e Rodrygo.
Eppure il Real non ha mai dato l’impressione di voler strafare. Agli uomini di Ancelotti è bastata la fluidità posizionale dei propri interpreti per avere meglio sulla staticità del Chelsea. Superato il primo “pressing” dei Blues, il Real ha recitato un copione ormai noto. Se si costruiva sulla destra, come nell’azione che si vede nella foto in basso, sull’altro lato del campo Camavinga si metteva sulla linea dei centrocampisti e lasciava l’ampiezza a Vinicius; lo stesso accadeva quando l’azione partiva da sinistra, con il terzino destro Carvajal che stringeva dentro e Rodrygo che restava aperto.

La capacità dei sei giocatori impiegati nei due triangoli esterni di cambiare costantemente posizione ha reso impossibile la vita ai Blues: Modric-Vinicius-Camavinga da una parte, e Valverde-Rodrygo-Carvajal dall’altra hanno dato un’ulteriore dimostrazione di come nel calcio moderno non esistano le posizioni, ma le funzioni nel contesto della squadra. Con Benzema che veniva a scalare da un lato o dall’altro si formavano dei rombi nei quali chiunque dei quattro interpreti poteva recitare il ruolo del vertice basso o alto, giocare più esterno o rimanere all’interno. Per una formazione con quella caratura tecnica potrà anche sembrare facile, ma è da diverso tempo che il meccanismo di far ruotare costantemente le posizioni in fase di costruzione sta risultando vincente a tutti i livelli (un esempio, in Serie A, è il Bologna). Per il resto ai Blancos è bastato poco: un pressing normale in fase di prima costruzione avversaria, come si vede in foto, e la costante ricerca dell’applicazione del piano tattico.

Nel secondo tempo il Chelsea ha provato qualcosa di diverso cambiando inizialmente la linea di difesa a 4 per poi tornare a 5, generando ulteriore confusione. L’infortunio di Koulibaly ha tolto ancora più certezze e il suo sotituto, Cucurella, non è entrato nel miglior modo possibile. Nell’occasione del cartellino rosso a Chilwell il difensore spagnolo consente a Rodrygo di arrivare davanti alla porta partendo da una situazione di costruzione molto tranquilla per il Real. Come si vede nella clip in basso, all’esterno brasiliano basta accorciare e ripartire per far perdere completamente i giri a Cucurella e costringere l’esterno inglese al fallo che costa mezz’ora di inferiorità numerica ai Blues. In 10 il Chelsea è tornato a quattro dietro e, a dirla tutta, ha anche mostrato una certa solidità che non si era vista fino a quel momento. Ma il 2-0 del Real arrivato su un’ottima trama da calcio da fermo ha fatto crollare anche le ultime certezze degli uomini di Lampard.
Duelli da film western
Al Santiago Bernabeu è andato in scena un film già visto: Eder Militao contro chiunque e, neanche a dirlo, a vincere è stato sempre il brasiliano. Pochi giorni fa in conferenza stampa Ancelotti lo ha definito il miglior centrale difensivo al mondo, forse si è tenuto un po’ stretto. Eppure il cliente era anche particolarmente scomodo, quel Joao Felix che se è in serata può saltare l’uomo con una facilità ridicola. Eppure, la serata del portoghese è stata piena più di ombre che di luci a causa di un Militao dominante nei duelli individuali: negli anticipi, nei recuperi, nella lettura di ogni pallone che gravitasse anche solo vicino a Joao Felix. Il brasiliano chiuderà la partita con 5 duelli vinti e 3 spazzate. Quando il portoghese a inizio partita ha la possibilità di portare in vantaggio i suoi su una transizione lunghissima, Militao lo recupera e lo divora con ferocia. La facilità con cui riprende tutti quei metri in così poco tempo è impressionante, e l’attaccante è costretto a decentrarsi e accontentarsi di una conclusione poco efficace.
L’altro duello decisivo si gioca a parti invertite: Fofana-Vinicius Jr. Non servono neanche trecento secondi al brasiliano per procurare un cartellino giallo al difensore. Un’ammonizione che condizionerà e parecchio la partita di Fofana. Avere a che fare con l’esterno offensivo dei Blancos è impresa ardua per chiunque, se poi non lo si può limitare con qualche fallo per il rischio pendente dell’espulsione diventa praticamente impossibile. Ad accorgersene subito è proprio Ancelotti che ordina a Vini Jr. di tagliare costantemente in profondità per sfruttare questo vantaggio. Il primo gol del Real nasce proprio così: Carvajal pesca deliziosamente il taglio del brasiliano che riesce a superare Fofana e appoggiare in spaccata a Benzema il pallone dell’1-0.
Il Real, dunque, ha vinto una partita in cui non ha avuto bisogno di cercare trame molto complesse (che novità). Ogni volta che metteva il piede sull’acceleratore lacerava la struttura difensiva di un Chelsea che non è mai stato in grado di trovare contromisure adeguate allo strapotere degli spagnoli. Il risultato di 2-0 va più che bene ai Blues per mantenere acceso un lumicino di speranza in vista della gara di ritorno. A Stamford Bridge, però, ci sarà bisogno di una prova completamente diversa per evitare che gli uomini di Ancelotti giochino un’altra partita di controllo.
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