
Considerazioni sparse post Real Madrid-Chelsea (2-0)
Il Real è la solita macchina perfetta, per il Chelsea ogni partita è un passo indietro.
- "Vinceremo 3-0!". Così si era espresso Todd Boehly, presidente del Chelsea, intervistato da Sky Sport Uk prima della gara. Sulle ali di questo nefasto auspicio, i blues si sono presentati al Bernabeu per raddrizzare in qualche modo un'annata fin qui disastrosa. E non poteva finire diversamente, cioè con la 16ª sconfitta stagionale, vista l'ormai certificata abilità del suo boss di non azzeccare una scelta - e da stasera, una previsione - neanche per sbaglio. Un 2-0 che lascia comunque flebili speranze in vista del ritorno, e che paradossalmente è forse l'unica buona notizia della notte dei londinesi. E vedremo poi che Chelsea sarà, quello del ritorno appunto. I blues in questa stagione hanno cambiato quasi più moduli che allenatori, e anche al Bernabeu si sono presentati con l'ennesimo vestito diverso di una stagione davvero travagliata;
- Sabato a Birmingham si era rivista la difesa a 4, con il centrocampo tornato a 3 e Havertz perno offensivo centrale. Neanche il tempo di digerire il cambiamento, ed ecco stasera il ritorno della linea difensiva a 3 - a dire il vero quasi più a 5 - con il rientrante Thiago Silva al centro, Kanté insieme a Enzo e Kovacic a metà campo e la coppia Sterling-Joao Felix davanti, con Havertz escluso a sorpresa dopo essere stato una delle poche certezze della stagione dei blues. Il piano era chiaro: soffrire, attendere e ripartire. Nonostante il baricentro molto basso, gli ampi spazi tra i reparti e gli 1vs1 regalati agli esterni avversari hanno però fatto rapidamente saltare il banco. Se la stagione in corso ci aveva raccontato di un Chelsea tremendamente in difficoltà nel trovare la porta avversaria, la serata di stasera ha sentenziato che a questi livelli i blues hanno anche enormi problemi nel sapersi difendere di squadra;
- Il Real invece è una macchina quasi perfetta, collaudata negli anni e forgiata dai tanti successi recenti. Seppur con un Modric al di sotto del suo abituale standard, la palla dei blancos gira che è una meraviglia, grazie agli ormai abituali movimenti di Benzema ad uscire e alla classe ancora immutata di un enorme Toni Kroos. Se a tutto questo aggiungiamo il solito Courtois, decisivo su Sterling nel primo tempo, e un Vinicius imprendibile - chiedere a Fofana per conferma - ecco che la disparità di livello tra le due squadre si svela con più chiarezza. I due gol sono stati una naturale conseguenza del dominio blancos. Sul primo un Carvajal travestito da Modric ha messo davanti alla porta Vinicius, sul cui tiro ribattuto poi è arrivato Benzema a mettere dentro l'1-0. Il secondo, nato da calcio d'angolo, ha visto protagonista Asensio il cui sinistro dal limite dell'area ha sistemato il punteggio su contorni più realistici;
- Se ancora c'è qualcuno che pensa ad Ancelotti solo come un grande gestore di uomini, la partita di stasera è l'ennesima dimostrazione di come l'allenatore emiliano in realtà sia molto di più. Il Real in fase offensiva ha occupato gli spazi alla perfezione, con gli esterni offensivi larghissimi per permettere gli inserimenti interni di Carvajal da una parte e Modric dall'altra. Il Chelsea non è praticamente poi mai riuscito a ripartire, complice sicuramente una scarsa prestazione a livello tecnico ma anche e soprattutto di un'asfissiante pressione alta avversaria, con la linea difensiva dei blancos ben oltre la metà campo e il lavoro instancabile di Valverde e Rodrigo nell'alzare il ritmo del pressing. Ancelotti ha poi la grande capacità di riconoscere i giocatori forti. Camavinga è uno di questi, e sarebbe un delitto doversene privare. Il tecnico italiano lo sta usando da terzino sinistro, per sfruttarne la tecnica in impostazione e un fisico che si presta alla lotta e alla corsa. Un esperimento riuscito, l'ennesimo della sua carriera;
- Tra le scelte sbagliate di Boehly di cui parlavamo all'inizio l'aver iper-valutato parecchi dei suoi acquisti è forse la più grave. Cucurella è in assoluto l'esempio più significativo in questo senso. Entrato ad inizio ripresa al posto di un acciaccato Koulibaly, il riccioluto spagnolo ci ha messo meno di dieci minuti per rovinare la partita dei suoi. Da braccetto sinistro di una difesa a 3, a dire il vero, aveva già dimostrato di saper causare danni incalcolabili, e la partita di due settimane fa contro l'Aston Villa era li per dimostrarcelo. Una partita che però Lampard presumiamo si sia perso, per motivi misteriosi. Schierato in quella posizione anche stasera, una sua uscita in avanti totalmente fuori tempo ha causato l'espulsione di Chilwell, reo di aver commesso un fallo da ultimo uomo proprio sull'attaccante scappato al difensore spagnolo. Una mazzata per le velleità di rimonta del suo Chelsea, l'ennesima gaffe in una stagione sciagurata. Insufficiente anche la prova di Enzo Fernandez, a proposito di valutazione spropositate. Chissà se Boehly si lancerà in un pronostico anche per la gara di ritorno. Ma fossero solo queste le sue colpe...
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