
Considerazioni sparse post Lech Poznan-Fiorentina (1-4)
Quasi tutto troppo facile per la banda di Italiano, che a Poznan fa il bello e il cattivo tempo.
- Che la Fiorentina fosse una delle candidate quantomeno per la finale lo si sapeva. Non poteva quindi non avere i favori del pronostico contro il Lech Poznan, terzo in Ekstraklasa, la massima divisione polacca, che nell'eliminare il Bodo Glimt negli spareggi Conference di febbraio aveva già compiuto una piccola impresa. Ma l'aspetto ambientale (un Miejski bollente e tutto esaurito), la lunga striscia positiva dei polacchi tra campionato e coppe, e una nomea di squadra conservativa, molto attenta in fase difensiva e abile nelle ripartenze, potevano costituire delle insidie per la Viola. Non è stato così;
- Con la fiammata dopo un appena un minuto di Nico Gonzalez (conclusione a giro sul palo, carambola sul portiere e tap-in di Cabral) la Fiorentina ha subito messo in chiaro come sarebbe stata la partita, e quali sarebbero stati i rapporti di forza tra le due compagini. La sempiterna pressione alta, la riaggressione continua, i tanti uomini portati sopra la linea della palla: è la solita Fiorentina, con un undici in campo che cambia per uomini ma non per quell'atteggiamento ossessivo su cui è difficile ribattere. Quella della squadra di Italiano è oramai un'identità definita, sempre riproponibile e ora di nuovo efficace;
- Se la Fiorentina, nonostante il passetto falso con lo Spezia, ha da tempo messo in soffitta ruggini e problemi, nella Conference sembra aver trovato il suo terreno prediletto. Forse è l'aria d'Europa, forse è aver messo seriamente nel mirino un obiettivo ritenuto alla portata, forse è solo una superiorità tecnica che in certe partite è stata abissale. 9 vittorie consecutive e 32 gol fatti in 13 partite sono un ruolino di marcia notevole. E il torneo per i viola potrebbe essere ancora lungo;
- Non è mancato il momento di sbandamento, con il Lech Poznan che era stato capace di pareggiare al 20' grazie a Velde, a chiusura di una delle poche azioni ben manovrate dai polacchi. Il Lech ha colpito riuscendo a scoprire la palla e obbligare alla scappata la difesa gigliata, che nelle fasi posizionali continua ad avere il suo tallone d'Achille. Ma i viola, bravi a rimettersi in carreggiata, spaccano la partita con il gol di Gonzalez poco prima dell'intervallo;
- L'argentino gioca poco più di un tempo di altissimo livello, prendendo per mano la squadra e lasciandola al sicuro nel momento dell'uscita precauzionale dal campo. Il resto (la botta da fuori di Bonaventura e la progressione di Ikoné) è servito soprattutto a blindare il risultato, e a ribadire quanto Fiorentina e Lech Poznan stiano su due piano diversi.
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