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, 12 Aprile 2023

Considerazioni sparse post Manchester City-Bayern Monaco (3-0)


Il Manchester City sembra finalmente pronto per prendersi tutto.


- Pioggia, vento e il City più bello della storia recente. Nella gita a Manchester di metà settimana, il nuovo Bayern Monaco di Thomas Tuchel ha potuto godere delle più famose attrazioni cittadine, tutte insieme, tutte in una volta sola. Un viaggio che molto probabilmente sarà anche l'ultimo in Europa, per quest'anno, a meno di clamorosi colpi di scena. Due settimane fa, stupendo un po' tutti, il club bavarese decideva di dare una svolta alla sua stagione, separandosi dal tecnico con cui si era immaginato un futuro lungo e prosperoso. Oggi, eliminato dalla Coppa nazionale per mano del non irresistibile Friburgo e con un piede e mezzo fuori anche dalla Champions League, quella scelta, se possibile, appare ancora più scellerata di quanto lo fosse già a suo tempo;

- C'è un filo sottile che separa un atteggiamento consapevole da uno presuntuoso. Il City europeo del passato si è dimostrato spesso arrogante, per poi trovarsi a fare i conti con delusioni difficili da superare. La squadra vista stasera è invece l'emblema della consapevolezza, una squadra che sa aspettare il momento giusto, che vuole fare le cose bene e che sa di poterle fare meglio di chiunque altro. Il City è poi una squadra di campioni che riescono ad alzare il livello quando il momento lo richiede. Ruben Dias, leader fuori e dentro il campo. Bernardo Silva, un giocatore unico che quando celebreremo a dovere sarà sempre troppo tardi. Rodri, semplicemente il miglior mediano del mondo. Giocatori che stanno elevando le loro prestazioni, e che stasera hanno dato l'ennesima dimostrazione di classe pura;

- Il risultato finale è netto, e poteva addirittura assumere contorni ancora più rotondi. Dopo un inizio con le marce basse, alla metà del primo tempo Rodri stappa la partita con un sinistro stupendo all’incrocio opposto. Da lì in poi sarà un dominio blues, con il Bayern che solo nei primi dieci minuti della ripresa mette un po' di paura grazie alla vivacità di Sanè, l'unico al di sopra della sufficienza nella serata disgraziata dei bavaresi. Nella ripresa ci pensano poi Bernardo di testa e Haaland con il gol numero 45 della sua stagione a fissare il punteggio sul 3-0, con Sommer bravo ad evitare guai ancora peggiori salvando su un paio di situazioni pericolose. È la serata perfetta del City di Guardiola, la serata europea che serviva per caricarsi in vista di un finale di stagione che si preannuncia a dir poco affascinante. Tra una settimana all'Allianz Arena per chiudere i conti, poi Wembley per la FA Cup e infine lo scontro diretto contro l'Arsenal di fine aprile. Il City visto stasera non può non deve avere limiti;

- Il Bayern Monaco si è invece sciolto nel momento meno opportuno. Fino al gol di Bernardo, quello del 2-0, la squadra di Tuchel era in qualche modo riuscita a rimanere a galla, spegnendosi però poi troppo facilmente una volta incassato il colpo. Male Upamecano, protagonista in negativo sul gol del portoghese e troppo incerto con la palla tra i piedi. Male Musiala, purtroppo. Spiace vedere giocare così un ragazzo di cui siamo sempre entusiasti. E male anche Tuchel, sconfitto nettamente nella sfida a distanza con Guardiola e poco lucido nelle scelte di formazione. Alla luce di quanto visto, schierare Gnabry al centro dell’attacco preferendolo al rientrante Manè si è rivelata una mossa decisamente senza senso. Il tecnico tedesco ci ha ancora capito poco, e probabilmente è anche normale che sia così. Ma il suo Bayern, al netto delle attenuanti, oggi è una squadra peggiore di quella di un mese fa. Una squadra che difende male, che ha il baricentro più basso e che segna di meno. E contro questo City sono tutti difetti che si pagano subito;

- Il ritorno, incastrato in un calendario così denso, causerà però al City molti più patemi di quanto si potrebbe immaginare. Servirà sicuramente un altro Bayern, e Tuchel dovrà dimostrare più intraprendenza anche nella scelta dei suoi uomini. Non pare ancora il momento di poter rinunciare a Tomas Muller, ad esempio, soprattutto se la versione di Gnabry è quella vista stasera. Mané poi, anche a mezzo servizio, è uno a cui in queste partite un posto in campo lo si deve trovare, e anche l'imprevedibilità di Cancelo potrà essere utile alla causa. Servirà un miracolo sportivo, ma la Champions League degli ultimi anni è piena di esempi del genere. Il Bayern per storia e qualità della sua rosa è obbligato a provarci. Se poi fallirà, allora torneremo a chiederci per quale strano motivo una società famosa per le sue scelte ponderate abbia invece rimesso tutto in discussione pochi giorni dopo aver dominato il PSG di Messi e Mbappé.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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