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Paulo Dybala esulta dopo il gol segnato al Torino dell'8 aprile 2023.
, 11 Aprile 2023

Dybala è il faro della Roma


L'argentino ha cambiato faccia alla squadra di Mourinho.

È un venerdì sera di quattro anni fa, per la precisione il 15 febbraio 2019. Siamo alla 24esima giornata di campionato, l'anticipo di una giornata che a riguardarla oggi fa rabbrividire. Il Milan vince a Bergamo con una doppietta di Krzysztof Piatek. Su un altro campo l’Empoli si concede il lusso di schierare Krunic, Bennacer e Di Lorenzo nello stesso undici titolare. La partita che interessa a noi, però, è un anonimo Juventus–Frosinone e ciò che rimane impresso di quella serata accade dopo pochi minuti. Rodrigo Bentancur serve Cristiano Ronaldo appena fuori l'area di rigore. Il portoghese carica il tiro ma è schermato da un difensore e rientra sul sinistro con un tacco. Per abitudine o forse per incertezza, decide di non controllare il pallone con il suo piede debole: lo fa con il destro. Qualcosa, però, va storto e la palla per un attimo gli sfugge via. Proprio in quel momento alza lo sguardo e si accorge di avere vicino, e soprattutto libero, Paulo Dybala. Lo serve.

Quello che succede dopo avviene in maniera tanto rapida quanto folgorante: Dybala controlla la palla con il mancino e scarica un tiro secco ma potente che va a infilarsi in rete nell’angolo in alto a destra, interrompendo un digiuno che durava da oltre due mesi. «Chi non ama il mancino di Dybala ha qualche problema con i sentimenti, […] non si può non amare un mancino così» commenta in telecronaca Daniele Adani subito dopo il gol. Da quella sera sono cambiate tante cose – dopo pochi mesi quella Juventus inizia a dare i primi segni di decadenza, subendo un'inaspettata eliminazione in Champions dall'Ajax di ten Hag – ma tra quelle che sono rimaste come allora c’è Paulo Dybala, il suo mancino, l'imprevedibilità dei suoi colpi lussuriosi che ancora ci fanno innamorare.

Che il mancino di Dybala sia strettamente legato alla capacità di provare sentimenti lo stanno capendo adesso i tifosi della Roma. Dopo il triste addio alla Juventus corredato da giro di campo pieno di lacrime e rimpianti, è bastata una lunga telefonata con José Mourinho a convincere Dybala a sposare il progetto giallorosso. Abbiamo ancora negli occhi la super presentazione ai piedi del Colosseo quadrato, nel quartiere dell’EUR, davanti a diecimila tifosi in estasi. Raramente abbiamo visto scene così sfarzose per la presentazione di un giocatore in Italia. Forti della vittoria della Conference League, il primo trofeo dopo quindici anni, i tifosi della Roma credevano fosse arrivato il momento del definitivo salto di qualità e ambizioni. In questo senso, la possibilità di veder giocare insieme Abraham, Dybala, Zaniolo e Pellegrini era senz’altro allettante per i tifosi ma anche particolarmente complessa da realizzare per Mourinho.

Non è un caso, quindi, se secondo i dati di Understat nella Serie A 22/23 José Mourinho ha utilizzato ben 11 formazioni diverse. Con il passaggio di Mkhitaryan all’Inter si era liberato un posto nella trequarti, ma con l’arrivo di Dybala la situazione è tornata ad essere affollata. Nel campionato tutt’ora in corso, il modulo più utilizzato dai giallorossi è il 3-4-2-1 con Dybala e Pellegrini alle spalle di Abraham o Belotti, vista anche la cessione a gennaio di Zaniolo al Galatasaray. Dybala è il punto di riferimento offensivo della Roma a livello tecnico, ma non possiamo trascurare anche il suo apporto in zona gol. Dopo 29 giornate di Serie A l’argentino – che ne ha saltate 7 per infortunio – ha segnato 11 goal e fornito 6 assist. Insomma, da solo Dybala si è reso protagonista del 42% dei gol in campionato della Roma.

Questa sorta di dipendenza da Dybala, oltre che dal numero di gol, è evidenziata anche dalla percentuale di vittorie. Con lui in campo dal primo minuto, la Roma ha vinto il 69% delle volte, senza Dybala titolare questa percentuale scende al 40%.

Secondo i dati Opta, è il giocatore della Roma che tenta più conclusioni – 3.05 ogni 90 minuti – e il secondo per occasioni create – 1.29 a partita – tra quelli con almeno 900’. Nella manovra opaca della Roma di Mourinho, una squadra iper-reattiva che vede il pallone più come un rischio che come un'opportunità, Paulo Dybala assume il ruolo di faro per i compagni. La luce del suo mancino è rara e infatti i giocatori della Roma fanno affidamento su di lui per evadere dal pressing avversario.

Quello che stiamo vedendo a Roma è un Dybala diverso, sicuramente più responsabile e centrale. Rispetto all'ultimo anno alla Juventus ha ridotto il numero di palloni toccati, quello dei passaggi effettuati e delle azioni difensive. Nella Juve i compiti di Dybala non si limitavano alla fase di possesso. Allegri gli chiedeva spesso di aiutare la squadra a recuperare il pallone, ripiegando fino alla propria trequarti difensiva. Mourinho ha scelto invece di preservare il talento di Dybala dai rientri lunghi della Roma nelle transizioni negative, di fatto rendendo chiaro a tutti il diverso status della Joya. Questa scelta si riflette anche in zona offensiva, dove Dybala arriva con maggiore lucidità, accentrando il possesso della Roma su di sé. Spesso l'argentino riceve la palla sul centro-destra, zona da cui può cercare l'esterno opposto – Zalewski o Spinazzola – o tentare la combinazione con l'altro trequartista.

Pur avendo ridotto il numero di passaggi totali, Dybala ha aumentato il numero di passaggi chiave ogni novanta minuti – passati da 1.66 a 2.90 – e quello degli Expected Assist: da 0.17 a 0.25. Sono dati che hanno a che fare con la sua qualità sui calci piazzati, che la Roma sfrutta come arma principale del proprio gioco, ma che si spiegano anche per i compiti diversi che gli sono richiesti. Se nella Juventus era il regista offensivo, l'organizzatore della manovra una volta che il pallone arrivava nella metà campo avversaria, in questa Roma Dybala ha superiori compiti nella rifinitura e questa maggiore attenzione al passaggio decisivo lo porta a tentare anche meno conclusioni rispetto alla passata stagione.

Un’azione che ben descrive l’efficienza e la velocità con la quale la Roma riesce a giocare quando Dybala è in campo è quella del goal del vantaggio nella partita di campionato in casa dello Spezia.

Rui Patricio deve rinviare dal fondo e serve corto Smalling, che ha il compito di impostare l’azione. Dybala allora viene incontro a centrocampo per offrire una linea di passaggio e Smalling, vedendolo, lancia lungo nel tentativo di servirlo. Nel frattempo, però, l’argentino si accorge che c’è Abraham alle sue spalle e sceglie di lasciar controllare a lui il lancio scattando in avanti. Abraham con un colpo di testa anticipa i due avversari giunti a ostacolarlo e serve alle sue spalle El Shaarawy. L’esterno italiano rivolge di prima intenzione il pallone verso Dybala che sta proseguendo la sua corsa verso la porta, ma al limite dell’area quest’ultimo viene raggiunto da un difensore e di conseguenza rioffre la sfera al compagno chiudendo l’uno-due e permettendogli di concludere a rete senza troppa fatica. Attaccante che riempie la trequarti, trequartisti che attaccano lo spazio.

Un'altra azione sulla quale vale la pena soffermarsi è quella del goal del momentaneo pareggio che Dybala ha segnato contro l'Inter a San Siro. L'azione della Roma ricalca la comfort zone delle squadre di Mourinho. Approfitta dell'errore in palleggio dell'avversario per recuperare palla e contrattaccare – in quella partita la Roma ha concluso con meno conclusioni e meno possesso di palla rispetto all'Inter. Intorno al 40', Calhanoglu tenta di servire Barella con cambio gioco poco preciso che Spinazzola riesce a intercettare. La difesa nerazzurra è posizionata male e l'esterno italiano ha molto spazio a disposizione da attaccare.

Sul versante destro, nel frattempo, Paulo Dybala fa il suo ingresso in area di rigore approfittando del fatto che Bastoni si sia completamente dimenticato di lui e viene servito dal compagno. La conclusione non è delle migliori ma si rivela efficace. All'impatto Dybala schiaccia il pallone, che rimbalza subito a terra e schizza verso la porta di Handanovic in modo piuttosto velenoso. È una giocata che solo un giocatore del suo talento – capace di intrattenere con la palla un rapporto diverso, unico, forse magico – avrebbe provato. Una sforbiciata stilosa e mortifera.

Esistono giocatori che si sacrificano per la squadra e quelli per cui la squadra si sacrifica. Ecco, finora la storia tra Paulo Dybala e la Roma ha assunto questa reciprocità. Quale altro giocatore della rosa avrebbe segnato quel gol?

Se da un lato Dybala riesce ad essere il catalizzatore della squadra, dall’altro deve esserci qualcuno che glielo permette, o meglio, che gli ha ceduto il posto: Lorenzo Pellegrini. Per sua stessa ammissione, Pellegrini sta vivendo uno dei momenti più difficili da quando è a Roma. Anche a causa dell’arrivo di Dybala, Pellegrini ha perso centralità nella formazione giallorossa e in più di un’occasione è stato schierato come interno di centrocampo anziché trequartista.

Tuttavia, anche quando gioca in coppia con Dybala alle spalle di Abraham, il suo apporto alla fase offensiva risulta insufficiente: rispetto alla scorsa stagione Pellegrini ha dimezzato i tiri in porta e ne ha ridotto la pericolosità – da 0.15 a 0.25 Expected Goals ogni 90 minuti – e gli unici due gol segnati in questo campionato sono arrivati su calcio di rigore. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dal fatto che Pellegrini tocchi molti più palloni in zone di campo meno pericolose, come la trequarti difensiva, e compia più interventi difensivi. Non è necessariamente peggiorato, ha cambiato il focus delle sue azioni, ma se a ciò aggiungiamo errori tecnici e scelte sbagliate ecco che le critiche diventano difficili da respingere.

Come abbiamo potuto constatare, fin qui è esistita una Roma con Dybala capace di esprimere un calcio rapido fatto di connessioni e movimenti vorticosi, e una Roma senza Dybala incapace di imporsi sull’avversario e con enormi difficoltà nella creazione offensiva. Il contratto firmato fino al 2025 prevede una clausola rescissoria per i club italiani, pari a 20 milioni, e una per i club esteri, pari a 12 milioni.

La Roma si è riservata la possibilità di annullare la clausola italiana offrendo un aumento dell’ingaggio, ma in caso di offerta proveniente dall’estero l’ultima parola spetterebbe al giocatore. Di recente Dybala è stato accostato al Real Madrid, e l'unica cosa che sembra certa è che la sua permanenza a Roma è legata alla presenza o meno di José Mourinho. Anche a causa del mancato apporto di Zaniolo, poi messo alla porta in inverno, il tecnico portoghese ha fatto quasi totale affidamento al numero ventuno, instaurando un rapporto di reciproca fiducia che non può che far continuare a sognare i tifosi della Roma. Che in ogni caso potranno dire di aver visto da vicino uno dei calciatori più eccitanti degli ultimi anni in Serie A.


  • Classe 2003. Napoletano con la passione per i numeri e il calcio. Dicono che sono un vecchio.

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