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Leao esulta dopo il gol del Milan contro il Napoli.
, 3 Aprile 2023

Abbiamo rivisto il miglior Milan


Contro il Napoli la squadra di Pioli ha stravinto sorprendentemente.

Lo stato di forma e psicologico in cui Napoli e Milan si presentavano alla prima partita di queste tre settimane di fuoco non poteva essere più diverso. La squadra di Spalletti: forte di 23 punti di vantaggio, un campionato dominato senza possibilità di appello, lo scudetto quasi cucito sul petto e immerso in un clima di febbrile attesa, con la possibilità molto concreta di centrare la finale di Champions.

Dall’altra parte, in casa Milan la situazione era decisamente più drammatica: un anno difficile, pieno di incognite tattiche e sui giocatori, con cambi di modulo in corsa, un gennaio da film thriller e i consueti problemi con gli infortuni e con l’unica gioia del percorso in Europa. Rispetto all’andata c’è Leao - che a settembre era squalificato per l’ingenua espulsione rimediata contro la Sampdoria.

Direttamente dalla naftalina, Pioli rispolvera il 4-3-3. A destra ritorna Calabria, al centro Kjaer per l'assenza di Kalulu. Davanti, Pioli propone un tridente con Leao, Giroud e Brahim Diaz, togliendo Saelemaekers dalla destra in favore dello spagnolo e inserendo Krunic nei tre di centrocampo.

La formazione del Napoli ha molte meno sorprese. L'unico problema per Spalletti è rappresentato dalla pesante assenza di Osimhen davanti che, congiuntamente alla scarsa condizione di Raspadori, porta al debutto da titolare di Simeone - mattatore della gara d’andata con uno splendido colpo di testa in torsione in anticipo su Tomori. Anche in quell’occasione sostituiva l’attaccante nigeriano assente per infortunio

Il primo tempo scorre, come da copione, sul binario previsto: il Napoli che palleggia e il Milan attento nei movimenti in pressing e nelle coperture. L’arma tattica vincente di Pioli è Ismael Bennacer, avanzatissimo e a uomo su Lobotka, con Krunic e Tonali che si appaiavano su Anguissa e Zielinski. Inoltre, è evidente che Leao si trova molto più a sua agio come esterno a sinistra piuttosto che come seconda punta, anche se il primo goal del portoghese arriva con un inserimento centrale da prima punta pura. In occasione della prima rete, la giocata decisiva è quella di Brahim Diaz, che salta Lobotka sulla linea laterale, e imbuca per Leao accentratosi tra Kim e Rrahmani.

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Il secondo goal arriva in transizione, con Bennacer liberissimo di crossare nel cuore dell’area di rigore. Dopo la spizzata di Giroud, Brahim controlla di coscia, manda fuori tempo con una finta Mario Rui e infila Meret, complice anche una leggera deviazione di Kim.

Dopo i due cazzotti nei primi 25 minuti dei rossoneri, il Napoli prova a riprendere il bandolo della matassa e sul finire del primo tempo la pressione azzurra è cresciuta, prolungandosi anche nei primi venti minuti del secondo tempo. Nonostante l’altissima pressione, il Napoli ha prodotto solo qualche calcio d’angolo, tanti cross in area e l’enorme occasione di Kim che tira (o forse crossa) impegnando Maignan in una parata di istinto sulla linea di porta. Come spesso accade, nel momento di maggior difficoltà, il Milan, arroccato in difesa, trova il goal del 3 a 0. Qui la partita sembra finita.

Un immenso Tonali strappa a metà campo il pallone a Zielinski, lancia in campo aperto Leao che, memore della serpentina contro l’Inter di settembre, salta Rrahmani e torna al suo caro vecchio sinistro all’incrocio invece di cercare lo sterile tiro a giro degli ultimi mesi. Da lì il Napoli si spegne e il Milan riesce a controllare meglio il campo. C’è tempo anche per un impensabile quarto goal del Milan, con lo slalom kvaratskheliano quanto improbabile di Saelemaekers che si infila nella difesa del Napoli come il proverbiale coltello nel burro.

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Migliore in campo per il Milan, Rafa Leao ha stravinto il confronto con Kvaratskhelia - nell'intervista a fine partita ha anche ammesso di essere un suo grande fan. Che il portoghese sia mentalmente della partita lo si capisce dopo pochi minuti, quando rientra in difesa e interviene in scivolata su Politano. Per tutto il primo tempo tiene in costante apprensione Di Lorenzo e la difesa azzurra mentre nel secondo tempo, in campo aperto semina il panico in più occasioni, prima del secondo goal. Tra i migliori in campo Bennacer, che sovrasta Lobotka, e Tonali, autore di una grandissima prestazione da box-to-box.

Il Napoli, soprattutto nel primo tempo, ha cercato di fare la sua tradizionale partita con ritmi altissimi, ma paga enormemente le disattenzioni in difesa, con Rrahmani e Kim tra i peggiori in campo e con enormi responsabilità su tre goal. Di Lorenzo ha sofferto tanto la coppia Theo-Leao, ma è stato anche mal supportato da Politano. Tra quelli che si salvano c'è Mario Rui, che regge in difesa ed è uno dei più pericolosi del Napoli anche in avanti. Davanti Simeone resiste appena dieci minuti mentre, per la prima volta, si è visto un Kvaratskhelia molto nervoso, e più volte invitato alla calma da Spalletti.

Il 4-0 finale è un risultato impensabile e pesantissimo per il Napoli, poco abituato a perdere e soprattutto a farlo con un passivo così pesante. Fino a oggi, in campionato, la squadra di Spalletti aveva subito più di un gol solo in due occasioni: contro l’Udinese e contro il Bologna ed entrambe le volte il Napoli aveva comunque centrato la vittoria. Gli strascichi di questa sconfitta possono però solo essere di natura psicologica più che di risultato o di classifica, con lo scudetto già ormai certo. Spalletti dovrà essere abile a cancellare presto dalla testa dei giocatori la prestazione e i quattro goal, per affrontare al meglio la doppia sfida di Champions.

Il Milan, dopo questa sera, vede crescere le quotazioni per la sfida dei quarti, anche se resta sfavorito nel doppio confronto: ci arriva con qualche certezza in più e ingarbuglia ancora di più la corsa per l’Europa. Prossimo appuntamento il 12 aprile, con l’andata dei quarti di Champions League a San Siro.


  • Chiara Finulli, milanese, classe 1992. Nutro una passione smodata per Tadej Pogačar e per il calcio in ogni sua forma: ogni volta che posso sono allo stadio o sulle strade di qualche corsa. Nel tempo libero lavoro sommersa tra i libri in una casa editrice.

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