
Considerazioni sparse post Napoli-Milan (0-4)
I rossoneri lanciano il guanto di sfida alla capolista, in vista dello scontro di Champions League.
- Pur con quasi tre mesi di ritardo, Stefano Pioli ha sfruttato la pausa per riportare il suo Milan nelle condizioni di rendere al 100%, riportandolo a quel 4-3-3 invocato a gran voce dai tifosi, ma soprattutto efficace nel cancellare il grave problema d'inferiorità numerica a centrocampo che aveva impedito alla propria squadra di giocare uomo contro uomo, come faceva lo scorso anno, e liberando Tonali e Bennacer dal peso di dover correre a vuoto per provare a tenere uniti gli altri due reparti. A giovarne sono stati tutti i giocatori che si sono alternati nell'attacco rossonero, messi nelle condizioni di giocare più vicini alla porta e quindi rendersi maggiormente pericolosi;
- Proprio lo spagnolo ha vissuto una delle sue migliori serate della stagione, riuscendo finalmente a concretizzare quanto di buono era riuscito comunque a fare nelle ultime partite, nelle quali aveva dato l'idea di fare le pentole, ma non i coperchi. La giocata con cui si libera di Lobotka a centrocampo, per poi piazzare Leao davanti al portiere, è sublime, mentre la rete del raddoppio è il giusto premio alla sua partita, arrivato alla conclusione di un'azione che coinvolge metà degli effettivi, premiando il preciso cross di Bennacer dalla sinistra. Il suo apporto alla causa in fase difensiva, per concludere, è la fotografia perfetta dello stato di grazia di questo calciatore, costretto a uscire nella ripresa soltanto per infortunio;
- Il risultato finale costringe ad insistere sulle prestazioni dei calciatori rossoneri, con Leao che torna alla rete siglando una doppietta, non a caso nella serata in cui viene riportato nella sua posizione preferita, largo sulla sinistra, dalla quale può svariare e dare sfogo alle sue accelerate devastanti, come avviene in occasione della sua seconda rete, quando umilia Rrahmani con una finta in velocità e trafigge Meret con una conclusione potente sotto la traversa. Data l'assenza di Osimhen, la partita era stata presentata un po' come la sfida tra lui e Kvaratskhelia e i fatti dicono che sia stata vinta nettamente dal portoghese, nonostante il georgiano sia stato comunque uno dei pochi pericolosi della squadra partenopea;
- A proposito di scontri e centrocampo, è ben evidente come una delle chiavi della partita sia stato quello tra Bennacer e Lobotka, giocatore chiave del Napoli di Spalletti, questa sera stravinto dall'algerino. Senza l'apporto dello slovacco, anche Zambo Anguissa vive una delle peggiori serate della sua stagione e Zielinski è costretto agli straordinari, cercando in un paio di occasioni anche la soluzione personale, senza troppa fortuna. Dall'altra parte, lo strapotere di Tonali in termini di palloni recuperati chiude il cerchio nell'analisi della prestazione dei centrocampisti delle due squadre, senza dimenticare l'apporto di Krunic nella sua migliore veste di "sarto" con cui cuce alla perfezione lo spazio tra difesa e attacco;
- Il risultato finale premia la prestazione dominante del Milan, che si riprende anche un po' quello che aveva lasciato per strada nella partita d'andata, dove il Napoli vinse a San Siro portandosi a casa il massimo facendo il minimo. Un vero e proprio grido di battaglia, in vista della doppia sfida di Champions League, che ora sembra molto più equilibrata rispetto a quanto non fosse tre ore fa. Troppo brutta per essere vera la squadra di Spalletti, che si appella alla serata storta e all'assenza di uno dei suoi giocatori più importanti, Osimhen, per mettersi subito alle spalle un risultato pesante e pensare già al match di venerdì a Lecce. Tra i rossoneri, da sottolineare la prova di Saelemaekers, subentrato a Diaz in versione extralusso e autore di una rete in slalom che indubbiamente merita di entrare nel meglio della partita.
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