
Considerazioni sparse post Inter-Fiorentina (0-1)
Uno spettro viola si aggira per San Siro.
- La Fiorentina vince, ancora. L'Inter perde, ancora. La continuità di rendimento (in positivo e in negativo) è il leitmotiv di questa gara, che conferma tanto lo stato di grazia di una Fiorentina cinica e in grande fiducia, quanto i fantasmi che annebbiamo cuori e menti degli attaccanti nerazzurri;
- Inzaghi barcamenandosi tra infortuni e assenze non prepara male la gara, sapendo che i viola possono esser colpiti sugli spazi alle spalle attirando il pressing avversario. Ma quello della preparazione tattica non è certo il punto debole dell'Inter: i nerazzurri sono una squadra fragile sul piano mentale, che faticano a colpire e facilmente vengono colpiti. E se da un lato Inzaghi a questo non riesce a trovare soluzione, forse è anche tempo che i giocatori si guardino seriamente allo specchio. Dieci sconfitte senza nessuno che riesca a prendere i compagni per mano nei momenti difficili sono un dato inquietante, per una squadra come quella nerazzurra;
- Le turnazioni levano riferimenti importanti alla Fiorentina, soprattutto a centrocampo. Italiano, che rinuncia ad Amrabat dall'inizio lanciando Castrovilli, adotta una soluzione particolare in costruzione: la viola si dispone a tre dietro, alza un difensore centrale in posizione di play e scagliona in avanti i tre centrocampisti a ricercare una costante superiorità numerica in avanti. Mossa che aiuta i viola ad esser pericolosi in avanti, ma li espone alle rapide, e pericolose, verticali dell'Inter;
- La soluzione di appoggiarsi a Lukaku con l'arrivo a rimorchio di Dumfries fa saltare sistematicamente le preventive dei gigliati, al solito sempre disposti a concedere tanto campo alle spalle ma in difficoltà nel gestire il notevole mismatch sul piano fisico e atletico. Tuttavia, le troppe imprecisioni tecniche e le scelte sbagliate negli ultimi 20 metri dell'Inter risulteranno compromettenti, in una curiosa sfida nella sfida tra due reparti avanzati spesso spreconi durante quest'annata. Emblematico il raffronto tra i palloni mancati sottoporta da Lukaku da un lato e Ikoné dall'altro;
- Non è sul piano tattico che la Fiorentina si porta a casa la partita, dove anzi è l'Inter che sembra riuscire per larghi tratti ad avere il controllo. Ma i viola stanno bene, i nerazzurri no. L'inefficienza offensiva della squadra di Inzaghi, capace di divorarsi occasioni a ripetizione più per colpe proprie che per sfortuna, si è sommata con una Viola che ha ritrovato sempre più la capacità di colpire al momento giusto e di saper soffrire. Dopo il vantaggio la Fiorentina ha subito ma ha anche progressivamente spostato a suo favore l'ago della bilancia della partita, di fronte a un'Inter sommersa da ansie e preoccupazioni. Forse non è un caso che la partita la decida una marcatura di Jack Bonaventura, forse non il migliore in campo per prestazione o per qualità assoluta, ma sicuramente uno dei giocatori più intelligenti nel rettangolo di gioco, spesso uno dei più capaci di restar sempre appeso al filo della partita.
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