Logo Sportellate

Considerazioni sparse sul lavoro di Adrian Newey in Red Bull


Conosciamo meglio l'ingegnere britannico che progetta le inarrestabili Red Bull di Max Verstappen.


- Ovunque sia passato, ha seminato vittorie, creato capolavori, aperto cicli tecnici di prim’ordine: parliamo, con una doverosa nota di merito, di colui che partendo da un foglio bianco, avvalendosi ancora di un classico tecnigrafo, realizza le super macchine che stanno dominando questo avvio di mondiale, ovvero Adrian Newey. Definito come il vero purista in fatto di progettazione aerodinamica - suo punto forte sin dagli inizi dopo la laurea in ingegneria aerospaziale all’ università di Southampton - è il tecnico considerato da tutti come il migliore interprete di ogni cambio regolamentare, colui capace di estrarre il famoso coniglio dal cilindro, l’asso nella manica, quel componente che di fatto pone i suoi progetti come pietre di paragone per ogni altro tecnico avversario. Va dato sicuramente atto che la superiorità di Max Verstappen è in gran parte dovuta alla lungimiranza tecnica del progettista inglese, che, grazie al suo ingegno e intelligenza progettuale, ha saputo portare al top assoluto la Red Bull, in primis, nei primi anni del 2010, e poi ha saputo ribaltare il dominio tecnico Mercedes, che sembrava invincibile a stabilità regolamentare. Nonostante la effimera limitazione causa sforamento del budget cap 2021, le ore perse in galleria del vento, che avrebbero avuto come intento di limitare lo sviluppo della vettura 2023, non hanno però bloccato o limitato la capacità di Newey di migliorare la già super RB18, facendo un ulteriore step evolutivo con la nuova RB19;

- Proveniente dalla super scuola britannica dei progettisti di F.1, quali Colin Chapman, Gordon Murray e John Barnard su tutti, Newey inizia la sua avventura nei primi anni 80, con Fittipaldi, contribuendo poi, alla crescita di uno dei grandi marchi di vetture sportive, la March, che fa faville in America, con le Indycar, andando a scontrarsi contro i colossi yankees e andando clamorosamente a vincere nella storica Indianapolis. Risultati che lo riporteranno gradualmente in Europa, dando risalto alla carriera di Ivan Capelli con la giapponese Leython House, che con le sue linee estreme e aerodinamicamente ricercate, faranno da carta carbone ai grandi e vittoriosi progetti futuri degli anni avvenire. Poi, con più soldi in saccoccia e con piloti maggiormente spessorati, fa vincere prima Mansell e Prost con la Williams per poi andare alla rivale McLaren, mettendo sugli scudi Hakkinen e per anni, facendo della squadra di Woking, la più consistente rivale della Ferrari nella leggendaria bolla Schumacheriana. Arrivando ai giorni nostri, trasforma una fabbrica di bibitari, entrata in F.1 come semplice impegno di marketing e immagine, nella più schiacciante e terrificante fortezza tecnologica della nuova era turbo ibrida, capace, spesso e volentieri grazie proprio aI suoi progetti, di attirare case automobilistiche ufficiali come partner motoristici, dalla Renault prima, alla Honda poi per arrivare alla Ford domani. Potendosi anche dilettare nel disegno, in una pausa dalla F.1 nel 2017 e alla realizzazione del catamarano per la Coppa America di vela di Ben Ainslie, per arrivare, alla stupenda Aston Martin Valkyrie;

- Una grande intelligenza, come detto, che ha sempre anticipato e interpretato i vari buchi regolamentari, dando luce alle maggiori e importanti evoluzioni tecniche degli ultimi anni, dalla Leyton di fine anni 80, stretta e filante, alle sospensioni attive delle imbattibili Williams Renault di inizio 1991, alle McLaren che disponevano tutte di concetti costruttivi futuristici, come l’impiego di materiali mai usati prima (il berillio su tutti), per arrivare alle Red Bull, con scarichi che soffiano aria calda sugli estrattori, di fatto, schiacciando le macchine a terra quando le altre veleggiano a metri dal suolo, sono solo alcune delle perle del suo fantastico repertorio. Ma non mancano anche i nefasti e tragici fallimenti, a macchiare un curriculum stellare. La ricerca estrema della prestazione, dell’efficienza aerodinamica, a discapito di meccanica e pilota, figura secondaria nel concetto più totale di massima perfezione. Perché, come risultati alla mano dicono da sempre e diranno, le grandi vittorie, le grandi egemonie sportive, vengono da secoli scritte dal mezzo meccanico e poi, sottolineate dai piloti che hanno avuto e che avranno, la fortuna o il destino di poterli o non averli, a disposizione;

- Fu sua la Williams di Ayrton Senna che, modificata la sede del piantone dello sterzo, lo condusse al tragico e fatale incidente a Imola. Una specifica richiesta del campione brasiliano, che trovava grosse difficoltà a guidare una macchina strettissima e angusta, fatta seguendo rigidissimi canoni aerodinamici per sopperire alla perdita degli aiuti elettronici alla guida. Seguì un processo in Italia, dove Newey poi ammise la responsabilità della morte di Senna non sentendosi, tuttavia, colpevole per quanto accaduto. La condotta dell’iter, manifestò scetticismo intorno al tecnico inglese, che sentendosi come protagonista di una gogna mediatica, troverà in esso un fattore negativo al suo arrivo in Ferrari, che non ha mai fatto mistero di varie trattative per portarlo a Maranello, ma che di fatto, anche per altre motivazioni, non ultima quella familiare, non è mai riuscita a portarle a buon fine. Qualche anno dopo, anno 2003, la McLaren, disposta a ogni mezzo per fermare la coppia Schumacher/Ferrari che da tempo piazza record su record, allestisce un progetto stellare, sulla carta annichilente per tutti. Dopo vari test in pista (allora consentiti e che permettevano da subito di mostrare pregi e difetti con tempi annessi e connessi per le modifiche del caso), si capisce che la MP4-18 è un razzo terra terra, ma fragilissima e incapace di reggere un crash test, segnale di un telaio concettualmente fallito e fallato, riducendola a pezzo da museo, spalancando così le porte ad un altro alloro Rosso-Germanico. Un buco nell’acqua stratosferico, considerando budget, tempi e aspettative che rimane una delle poche, ma al quanto significative note dolenti di un curriculum unico;

- Riconosciuto unanimemente come il miglior progettista, Newey ha saputo ulteriormente interpretare al meglio l’ennesimo cambio regolamentare, regalando a Verstappen l’arma totale per vincere i suoi primi mondiali in F.1 e con ogni probabilità, di candidarsi come pretendente assoluto in questa stagione. Un capolavoro di tecnica che sta regalando anche a Perez, i risultati che inseguiva da anni e che ora lo pongono come il più concreto rivale dell’olandese nel campionato 2023. La supremazia tecnica vista nei primi due gran premi, mai si era abbattuta così prepotentemente su un avvio di un mondiale e andando a ritroso nel tempo, le migliori macchine che hanno saputo imporre un dominio tecnico così importante sin dai primi gran premi - Mercedes prima turbo ibrida a parte - sono state tutte concepite dal mago di Stratford. Dopo di lui come DT, blasoni del motorsport quali Williams e McLaren, non sono stati più in grado di trovare una quadra tecnica, una guida al livello top che li riportasse a rivincere nuovamente un mondiale, di fatto facendoli scivolare sempre di più in un abisso tecnico senza apparente possibilità di crescita o miglioramento, se non comprando componenti da altre scuderie. Tutto ciò accresce il valore e la valenza che Newey da sempre, riesce a dare ai propri progetti, che poi, di conseguenza danno fortuna e gloria a chi ha fortuna a privilegio di sfruttarli. Spesso, poco lustro e attributi vengono dati a chi, dietro le quinte, riesce a spostare gli equilibri in gioco, contribuendo alla realizzazione del mezzo meccanico, fattore dominante per vincere nel motorsport. Newey, ne è l’esempio più illuminante.

  • Nato il 3 agosto 1982 in un luogo sperduto ma bellissimo dell'Appennino Tosco Emiliano, Camugnano. Mi appassiono a 9 anni di quelle auto particolari chiamate Formula, guidate da quei caschi coloratissimi che mi folgorano l'esistenza. Imola e il suo Autodromo diventano la mia Mecca e le testate settimanali da corsa la mia Bibbia. Ogni veicolo da gara con 4 ruote mi contagia di interesse e mi cattura lo sguardo con il desiderio perpetuo di poterlo vedere dal vivo, ascoltare il suo urlo lacerante. Metto finalmente al servizio comune la mia passione.

Ti potrebbe interessare

Nel nome di Fernando Alonso 

Imprese e controversie di uno dei piloti più iconici degli ultimi 20 anni di Formula 1.

Siamo nell'era di Max Verstappen

L'olandese della Red Bull ha vinto il terzo titolo mondiale consecutivo dominando.

Carlos Sainz è salito di livello

La vittoria di Singapore è stata un capolavoro strategico e di coraggio.

Cosa aspettarsi dalla nuova stagione di Formula 1

Tutti a caccia di Verstappen e della Red Bull.

Dallo stesso autore

Ricordando Villeneuve

Oggi ricorre il quarantennale della morte di uno dei piloti […]

In memoria di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger

Ieri è intercorso il ricordo del più macabro weekend della […]
Newsletter
Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu