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, 23 Marzo 2023

Considerazioni sparse sulla classifica di Serie A


Facciamo un attimo il punto tra un Napoli che domina, una Milano che delude, mentre in basso regna la noia.


- Molti allenatori sottolineano quanto la primavera sia il momento giusto per iniziare a trarre conclusioni sulla classifica e, mai come quest’anno, questa cosa è vera. Il Napoli è ormai virtualmente Campione d’Italia, con buona pace della matematica e della scaramanzia, e lo è con grande merito. Un merito che, purtroppo per il nostro movimento, non è dettato da una crescita complessiva della Serie A, ma una gestione pluriennale tanto oculata quanto (ingiustamente) criticata, che ha raggiunto il massimo risultato anche grazie alle intuizioni del DS Giuntoli, capace di scommettere una cifra altissima su Osimhen in piena crisi Covid, vincendola, ma anche di trovare a cifre contenute dei veri e propri crack del campionato (e non solo) come Kim e Kvaratskhelia;

- Dove finiscono i meriti del Napoli, iniziano i demeriti delle altre, a partire dalle due milanesi: l’anno scorso impegnate in una lunga lotta, dove prevalse il Milan, e quest’anno incapaci di mantenere la continuità necessaria per rimanere quantomeno in corsa per lo Scudetto il più a lungo possibile. Senza entrare nel merito dei problemi delle due squadre, che per essere sviscerati meriterebbero ben altro spazio, è importante sottolineare come il raggiungimento dei quarti di finale di Champions League non sia minimamente sufficiente a giustificare una stagione tutt’altro che positiva, dato che la componente di calendario, episodi e fortuna può incidere in maniera determinante, quando si parla dei primi turni delle competizioni a eliminazione diretta;

- Con Roma e Atalanta rimaste più o meno sui livelli dell’anno scorso, così come la Fiorentina che sta recuperando al galoppo dopo un girone d’andata disastroso in termini di risultati, meritano la lente d’ingrandimento le stagioni di Lazio e Juventus. La squadra di Sarri è una sorpresa, ma nemmeno troppo, perché è noto come il tecnico napoletano riesca a tirare fuori il massimo dalle proprie rose, se gli si vengono dati tempo e calciatori adatti al suo sistema di gioco, a patto che non gli si chieda di competere su due fronti con una sola punta di ruolo e riserve non all’altezza dei titolari. La stagione dei bianconeri, viziata da un inizio difficile dentro e fuori dal cambio, sembra avere cambiato marcia e trovato gioco e risultati che potrebbero permetterle di lottare per un posto in Champions non soltanto cercando di vincere l’Europa League, ma anche nella stessa Serie A;

- Tra le squadre che gravitano subito sotto la zona-Europa, oltre ai già citati “viola”, meritano una menzione Udinese, Sassuolo e Monza. I friulani, dopo anni balbettanti, sembrano aver trovato una squadra che potrebbe permettere loro di aprire un ciclo di buon livello, a patto di non puntare in estate a fare cassa con tutti i giovani in rampa di lancio. Stesso discorso per gli emiliani, che con quattro vittorie ha confermato coi risultati il buon lavoro di Dionisi e sembra destinato ad un finale di stagione in crescendo. Ultimi, ma non per importanza, i lombardi, che nella stagione del ritorno in Serie A stanno facendo una media superiore al punto e mezzo a partita da quando in panchina siede Palladino che, proiettata ipoteticamente sulle ventisette gare finora disputate, significherebbe stazionare al settimo posto;

- Anche nelle zone basse della classifica, i verdetti sono già quasi tutti più o meno scritti, con Cremonese e Sampdoria con un piede e mezzo in Serie B e il solo Verona che, nonostante un ruolino di marcia peggiore delle inseguitrici nelle ultime due giornate, sembra avere i mezzi per stare incollato a chi lo precede, sperando in un (difficile) passo falso. Anche quest’anno, insomma, la quota salvezza è destinata a scendere ulteriormente e non sarà mai troppo tardi, per le nostre istituzioni calcistiche, trovare il coraggio di riportare la nostra massima serie a 18 squadre, perdendo qualche “partita (inutile) da trasmettere in televisione”, ma aumentando la qualità media delle altre e, conseguentemente, l’interesse di chi potrebbe acquistarle, in Italia e all’estero.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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