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Rafael Leao con la maglia del Milan
, 22 Marzo 2023

È giusto criticare così tanto Leao?


Nonostante un periodo difficile, le ambizioni del Milan passano da lui.


Avere a che fare, e nello specifico giudicare, un giocatore come Rafael Leao non è semplice eppure pare riuscire a molti senza particolari difficoltà. Nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, a Londra contro il Tottenham, Leao ha offerto una prestazione che potremmo definire insolita. È stato poco incisivo sotto porta – zero tiri nello specchio – ma si è mosso molto in mezzo al campo e ha creato diverse occasioni per i compagni – 3 passaggi chiave. Già in passato Stefano Pioli, che da inizio febbraio schiera Leao nel mezzo spazio di sinistra del nuovo 3-4-2-1 rossonero, ha parlato di lui come «l’unico giocatore del Milan che ha ampio spazio di libertà». In un contesto storicamente difensivista come quello del calcio italiano, però, la libertà in campo spesso non è ben vista e proprio durante Tottenham-Milan Sandro Piccinini in telecronaca ha sottolineato con un tono a metà tra il rimprovero e l'asperità critica che da Leao «ci aspettiamo di più». Anche in una giornata buona, in cui è l'unico giocatore del Milan capace di addossarsi responsabilità offensive, il gioco di Leao non ci sazia.

Qualche settimana prima, nella partita di campionato contro l’Atalanta, Leao aveva fornito un'altra grande prestazione in fase di rifinitura, come testimonia l'imbucata da enganche servita a Messias per il gol del 2-0. Eppure il giorno dopo La Gazzetta dello Sport aveva scelto Leao come peggiore in campo per le troppe «occasioni sprecate».

Rafael Leao è stato uno dei protagonisti della cavalcata che ha portato il Milan a vincere lo Scudetto nella scorsa stagione. Questo gli è valso il premio come miglior giocatore della stagione ma soprattutto il 14° posto nella classifica finale del Pallone d’Oro – il primo portoghese a superare Cristiano Ronaldo dal 2006. Gli 11 goal e 10 assist realizzati lo hanno giustamente consacrato come il calciatore più incisivo in Serie A eppure quest'anno nonostante a marzo sia già vicino a quei numeri, con 8 gol e 7 assist realizzati, le sue prestazioni sono oggetto di critiche.

Dopo aver disputato una sola stagione con la maglia del Lille in Francia, Leao è arrivato al Milan nel 2019 per una cifra vicina ai trenta milioni di euro. In questi quattro anni abbiamo avuto modo di conoscerne pregi e difetti e, analizzando i numeri dell’attuale campionato, è facile notare come Leao sia un giocatore imprescindibile per il Milan. La realtà spesso è estranea alle percezioni collettive e se per molti Leao rimane indolente, uno di quei calciatori che tendono a specchiarsi e non utili alla squadra, è da lui che spesso nascono le migliori occasioni del Milan. Secondo i dati di Opta è secondo solo a Brahim Diaz per numero di passaggi chiave ogni 90 minuti (1,91) e tra i migliori anche in fase di definizione: è secondo per conclusioni tentate (3,51) e primo per goal segnati (0,43).

Leao è un giocatore in grado di catturare l’attenzione di chi lo guarda grazie all'abilità nel condurre palla e nell’uno contro uno, fondamentali nei quali eccelle anche per l'uso che fa della sua potenza atletica in associazione a una sensibilità tecnica unica. Non a caso Leao è primo in campionato – tra i giocatori con almeno 900 minuti disputati – per numero di tiri e passaggi chiave effettuati a seguito di una progressione palla al piede (48) e per dribbling riusciti (42).

Pur occupando sulla carta una posizione di campo defilata, Leao riesce ad essere pericoloso anche in area di rigore: con i suoi tagli profondi partendo da sinistra è tra i migliori del campionato nel suo ruolo per tocchi in area avversaria: 5,84. Insomma, nella stagione in cui è più criticato da media e tifosi, Leao rimane il giocatore più influente del Milan, quello che sposta di più gli equilibri. Nelle partite in cui non è sceso il campo dal primo minuto, il Milan è riuscito a ottenere solo 4 punti su 24 disponibili, vincendo una volta su 6. Con Leao titolare, invece, i rossoneri hanno vinto 13 partite su 20. Qualità degli avversari e condizioni della partita possono influenzare l’attendibilità di questo dato, ma è comunque una testimonianza dell’importanza di Leao nella rosa.

Lo stesso sistema di gioco del Milan pare essere adattato alle caratteristiche dell’esterno portoghese: la maggior parte dei possessi avviene nel lato destro del campo in maniera tale da dare la possibilità a Leao di isolarsi sul lato debole e puntare la porta sfruttando tutta la sua rapidità, ingestibile per qualsiasi terzino. Non è quindi un caso se Leao è il giocatore del Milan che ha ricevuto il maggior numero di passaggi progressivi: 155.

Il momento forse più alto, fino a questo momento, della stagione di Leao avviene agli inizi di settembre, in una partita non esattamente banale: il Derby. Milan e Inter sono separate da un solo punto in classifica; il campionato è cominciato solo da quattro giornate e il mondiale è ancora lontano, ma il Derby non perde mai il suo fascino. Leao ne sarà il protagonista assoluto segnando due goal e fornendo un assist. La seconda rete, quella del momentaneo 3-1, può candidarsi senza troppa fatica a manifesto del suo gioco. Tonali gestisce palla nella parte sinistra della propria metà campo e, libero da avversari, serve in profondità Giroud, che nel frattempo aveva attaccato l’area di rigore seguito proprio da Leao. Il francese dimostra di avere una sensibilità con il pallone fuori dal comune e serve Leao con un tacco di prima intenzione, prendendo contro tempo Bastoni e Skriniar che erano andati a raddoppiarlo. A questo punto Leao temporeggia nel controllo per far sì che Giroud gli liberi lo spazio per entrare in area. Con un cambio di direzione, tanto prevedibile quanto rapido, Leao si infila in area lasciandosi alle spalle tre difensori e trova la rete con un destro rasoterra sul secondo palo. Paradossalmente, l’eccezionalità del goal non sta in un gesto di Leao, ma nel mancato intervento dei difensori. Sia Bastoni che Skriniar sono infatti presi in controtempo, e non riescono a interrompere la corsa del portoghese. Skriniar, che nel frattempo è sopraggiunto alle sue spalle, non riesce a stargli dietro e così Leao può avere lo spazio per concludere a rete quasi indisturbato. È un momento di onnipotenza fisica e tecnica in cui Leao sembra semplicemente imprendibile.

Se Leao è questo, perché viene tanto criticato? Come detto all'inizio, spesso l'accusa che gli viene mossa è quella di sembrare a volte presuntuoso e di non giocare sempre al massimo delle sue possibilità. Va detto che Leao ci mette del suo per farlo credere: è un giocatore che sbaglia tanto durante le partite. Come contro il Tottenham, quando nel primo tempo riceve una palla al limite dell'area da Brahim e decide di calciare di prima, ma già all'impatto con il pallone si capisce che la sua conclusione è debole oltre che imprecisa. Oppure contro l'Atalanta, dove dopo aver ricevuto nella parte sinistra dell'area tenta la conclusione a giro, ma il pallone schizza diretto al terzo anello di San Siro.

L'errore di valutazione che viene commesso da chi critica le prestazioni di Leao sta nella mancata valutazione del contesto. Nella partita contro l'Inter, oltre ad essere stato il migliore in campo, è stato anche il giocatore che ha toccato il minor numero di palloni (34) e ha completato un solo dribbling su 4. Al fine di sfruttare i suoi punti di forza nell'uno contro uno, Leao tende a isolarsi durante la partita e la sua partecipazione al gioco, sebbene nell'ultimo periodo la situazione pare stia cambiando, è minima. Questo lo costringe a compiere sempre giocate dall'alto grado di difficoltà e quindi ad assumersi rischi per aiutare il Milan in fase di possesso. Se Giroud è l'uomo su cui il Milan fa affidamento nei momenti decisivi, è solo tra i piedi di Rafael Leao che la manovra rossonera può velocizzarsi e rendersi pericolosa.

Leao però non è Messi e neanche Neymar, non sempre riesce a fare ciò che vorrebbe e se a questo aggiungiamo il suo gusto per il divertimento in campo, ecco che quando sbaglia il pubblico si fa di lui l'impressione di un giocatore svogliato, superficiale, presuntuoso. Che passa di lì per caso. Nel primo tempo della partita contro l'Atalanta c'è un'azione in cui Leao conduce palla e si dirige verso l'interno del campo ma viene raddoppiato ed è costretto a rivolgere la corsa verso la propria metà campo. In quel momento gli viene incontro Hojlund, che ha fiutato la possibilità di recuperare palla, e si trova quindi chiuso su due fronti. Un attimo prima di perdere il possesso, vede libero Kalulu alla sua sinistra e lo serve con un passaggio di tacco che può sembrare posticcio, ma che in realtà è utile a prendere di sorpresa Hojlund ed eludere così la sua pressione. Se il passaggio non fosse arrivato a destinazione, Leao sarebbe stato accusato di leziosità e l'Atalanta avrebbe potuto dar vita a un contropiede potenzialmente pericoloso. Leao è quel tipo di giocatore in grado di stupire con una giocata ma contro il quale viene subito puntato il dito quando sbaglia.

Il bello di Leao è anche in questi tocchi suadenti.

Anche nell'ultima sconfitta del Milan a Udine, Leao è stato l'unico appiglio per l'attacco dei rossoneri – in quell'occasione orfano anche di Giroud – e pure senza offrire una prestazione eccezionale si è conquistato il rigore del momentaneo pareggio.

Le ultime vicende di mercato raccontano di un continuo tira e molla tra la dirigenza del Milan e gli agenti di Leao, il cui contratto scade nel 2024. Sembra che in ballo ci sia un contratto che lo renderebbe il giocatore più pagato della rosa. Se il Milan è disposto anche solo a prendere in considerazione un'offerta del genere, vuol dire che è consapevole dell'importanza di Leao e del suo potenziale inesplorato. Anche nel caso in cui Leao dovesse attirare una grossa offerta da una squadra più ricca e lasciare Milano, sarebbe comunque una prova della sua eccezionalità, che supera anche le critiche che gli vengono mosse ogni settimana per un colpo di tacco fine a se stesso o per un tiro a giro finito altissimo.


  • Classe 2003. Napoletano con la passione per i numeri e il calcio. Dicono che sono un vecchio.

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