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- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Fiorentina-Lecce (1-0)


Prova di maturità della Fiorentina: la squadra di Italiano ha imparato a gestire le partite.


- Basta poco alla Fiorentina per prendersi la quarta vittoria consecutiva in campionato, ovvero l'ottava nelle ultime nove gare coppe comprese. L'autorete di Gallo piega la partita a favore dei viola, che non si prendono rischi e non si concedono distrazioni. Grandi segnali di salute per i toscani, che sembrano essersi lasciati alle spalle tanti problemi e tante paure;

- Ci si sarebbe potuti aspettare una gara più brillante e divertente, viste le premesse e soprattutto le idee predicate dai due allenatori. Ma il percorso di maturazione dei gigliati passa anche da partite così, dove non si soffre veramente e si portano a casa i tre punti. Non in maniera così episodica, beninteso: la Fiorentina ha sempre condotto il match, accompagnandolo placidamente verso il risultato voluto;

- I viola infatti non forzano mai veramente i ritmi, ma forti di una chiara superiorità tecnica dosano bene la manopola del gas. La situazione ideale per il compassato talento di Riccardo Saponara, che propizia il gol-partita con un'elegante rifinitura (Gallo beffa Falcone anticipando Nico Gonzalez) e dirige il traffico sulla solita catena di sinistra, motore di tanti degli sviluppi della Fiorentina;

- Alla fine Baroni potrebbe aver detto la verità, quando ha parlato di squadra che si è un po' seduta dopo la vittoria con l'Atalanta. Il suo Lecce rimedia il quarto ko di fila, sempre rimanendo a secco anche di gol. Nonostante sempre una buona propensione nel costruire e sviluppare gioco, i limiti dei salentini si mostrano perfidamente proprio quando la palla è a ridosso dell'area avversaria: manca qualità e non possono bastare le sporadiche invenzioni di Strefezza;

- Sul piano sia tecnico che tattico la miglior conferma per Italiano, quantomeno a livello di singoli, arriva da Dodô: il terzino brasiliano appare sempre più calato nei meccanismi della Fiorentina e, dopo mesi complicati, l'ex-Shakhtar appare sempre più a suo agio nello doppio compito di sovrapposizione esterna e conduzione dentro il campo, a supporto tanto in costruzione quanto negli sviluppi. Una chiave tattica importante, e tutt'altro che secondaria in questa ritrovata Fiorentina.

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