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, 18 Marzo 2023

Considerazioni sparse post Udinese-Milan (3-1)


In campo c'è una sola squadra e ha la maglia bianconera.


- Dopo il classico "effetto novità" del nuovo modulo, che ha portato qualche risultato positivo ai rossoneri, in particolare dando qualche certezza in più alla fase difensiva, c'è voluto poco tempo prima che gli atavici problemi di stagione della squadra di Pioli tornassero a palesarsi in maniera piuttosto evidente. Il centrocampo a due, con Tonali e soprattutto Bennacer in condizioni tutt'altro che ottimali, soffre terribilmente l'inferiorità numerica rispetto agli avversari e, se a questo si aggiungono assenze importanti come quelle di Theo Hernandez e Giroud (unica punta prolifica), oltre all'enorme fatica di Leao a giocare nella nuova posizione, viene spontaneo chiedersi se non sia il caso di aggiungere un uomo in mezzo, magari tornando alla difesa a quattro;

- La stampa domani aprirà con "Dio Ibra che segna a 41 anni e bla bla bla...", ma qui non siamo interessati a celebrare il nulla: la verità è che la prestazione dello svedese è da ex-calciatore, costretto a calciare due volte un rigore (giusto ripeterlo, da regolamento) per portarsi a casa una rete, vanificata oltretutto da una difesa che definire "disattenta" è un eufemismo. In particolare sono le due "T", Thiaw e Tomori, che spesso si trovano fuori posizione e aggirati dagli uomini offensivi dell'Udinese, come in occasione della seconda rete quando Success fa letteralmente quello che vuole in area di rigore e trova Beto libero di anticipare tutti al centro e insaccare;

- La prestazione di Isaac Success è la risposta alle critiche di chi si concentra soltanto sulla mancanza di goal che ne contraddistingue la stagione. Certamente il numero di reti è il primo parametro con cui si valuta un attaccante, talvolta erroneamente, ma il repertorio messo in campo stasera dal giocatore bianconero fa capire perché il suo allenatore non rinunci spesso alla sua presenza nell'attacco bianconero, anche a scapito di un certo Sig. Thauvin. Tecnica e velocità, unite a grande applicazione, fanno di lui una spina nel fianco della retroguardia milanista, con Udogie alle sue spalle a completare l'opera con le sue rapide discese;

- Nella sfida tra una squadra che non vinceva in casa dallo scorso settembre e una che attende i tre punti esterni da ottobre, a spuntarla è la prima, l'Udinese, che lo fa con grande merito contro un Milan che ormai della squadra campione d'Italia ha soltanto lo scudetto cucito sul petto. L'involuzione della squadra di Pioli, in contrasto alla qualificazione ai quarti di finale di Champions League, è ormai troppo evidente anche per essere considerata incomprensibile. I problemi ci sono, molto chiari e non si capisce perché l'allenatore si ostini a puntare sempre sugli stessi, ormai stanchi, demotivati e piuttosto nervosi;

- Dato che in campo ci vanno due squadre, però, è giusto sottolineare ancora una volta l'ottima prestazione della squadra di Sottil, la cui classifica non rispecchia pienamente i valori della rosa: un mix di qualità tra giovani e giocatori di maggiore esperienza, ben messi in campo da un tecnico in rampa di lancio dopo una decina d'anni di gavetta nelle serie inferiori, ma soprattutto già conoscitore dell'ambiente, avendoci militato per quattro anni come calciatore a cavallo del millennio. Se la società resisterà alla tentazione di fare cassa, la prossima estate, il progetto-Udinese potrebbe decollare definitivamente.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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