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- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse sugli scontri di Napoli-Eintracht


I fatti di Napoli hanno mostrato il fallimento dei modelli di gestione dell'ordine pubblico.


- Quando le sfide sul campo si traslano in duelli tra tifoserie, ci sono sempre almeno tre attori in gioco: gli ultras delle due squadre e gli apparati di sicurezza. I primi cercheranno una qualsiasi forma di affermazione sul rivale, gli ultimi dovranno evitare che questo duello abbia conseguenze serie per il contesto circostante. A Napoli, i grandi assenti sono stati proprio quelli apparati chiamati a gestire l'ordine pubblico. E forse un'assenza totale sarebbe stata preferibile, piuttosto che una serie di interventi così grossolani. L'approccio della "catena di comando" ministeriale ha spiccato per superficialità di approccio tanto nei giorni precedenti quanto a poche ore dalla partita, rispetto ad una questione che dovrebbe esser pane quotidiano in certi uffici;

- Il divieto di trasferta ai tifosi ospiti è stato inizialmente varato, poi annullato dal TAR, poi di nuovo varato in forma ridotta, ovvero sostituendo il draconiano riferimento a tutti i cittadini tedeschi con una limitazione per i soli nati e residenti a Francoforte. A mettere in allarme erano stati alcuni episodi avvenuti prima della gara d'andata in Germania, e poi lo spauracchio del gemellaggio tra Eintracht e Atalanta, presunto "detonatore" della rivalità tra le due tifoserie. Eppure ci si sarebbe dovuti chiedere se, in quanto a detonatore, vietare l'accesso allo stadio ai supporter tedeschi non avrebbe finito solo per complicare la situazione;

- Siamo nell'arco delle ipotesi, per carità, ma non è inverosimile che il tanto clamore sui rischi di questa partita, e sui provvedimenti così vistosi (e alquanto inusuali per chi arriva da fuori) abbiano finito solo per accrescere il clima di tensione. "Scongiurato" il previsto esodo di migliaia di tifosi tedeschi, ci si è ritrovati alle prese con un manipolo più ridotto e più predisposto alla ricerca della vittoria in strada, unico obiettivo rimasto sul piatto vista l'impossibilità di accedere allo stadio. Gli ultras tedeschi hanno fatto la loro "passeggiata", e come prevedibile quelli napoletani sono comparsi per far vedere che in casa loro non si passeggia. Eppure, per quanto tutto prevedibile, forte è l'impressione che i responsabili dell'ordine pubblico siano rimasti in totale balia degli eventi, quasi stupiti dal fatto che il divieto di trasferta non abbia da solo disinnescato il problema;

- Infatti, è mancato un contenimento iniziale, ed è mancata una "bonifica" delle zone di transito dei tifosi tedeschi, forse perché non era previsto alcun percorso prestabilito per loro, visto che comunque non sarebbero potuti accedere allo stadio. Bonifica come ad esempio chiusura degli esercizi commerciali, e la rimozioni di vari suppellettili utili a diventare oggetti di lancio. Nella stessa disposizione in piazza, le forze dell'ordine sono apparse impreparate, e cercando di evitare il contatto tra tifoserie si sono infilate in un imbuto, finendo poi travolte: fortuna loro che in questo caso non erano il vero oggetto d'interesse di nessuna delle parti. Quantomeno si deve parlare di approccio superficiale al problema. Ricorda per certi aspetti i recenti fatti dell'A1, con gli scontri tra ultras di Roma e Napoli: far incontrare due tifoserie rivali, sotto scorta e dirette verso lidi differenti, alla stessa area di servizio rimane qualcosa di francamente inspiegabile;

- Quello della gestione dell'ordine pubblico alle manifestazioni sportive non è certo un problema solo italiano: tutti ricordano il pastrocchio combinato durante l'ultima finale di Champions League a Parigi, dove, complice la totale assenza di adeguati prefiltraggi allo stadio, la massiccia presenza di tifosi del Liverpool ai cancelli (parte dei quali sprovvisti di biglietto) mandò nel panico le forze di polizia francesi. La folla fu dispersa a più riprese con lacrimogeni e spray al peperoncino con un bilancio di oltre 200 feriti più o meno lievi. Più recentemente c'è stata la trasferta della Fiorentina a Braga, dove la classica "passeggiata" verso lo stadio degli ultras viola (accompagnati dai gemellati dello Sporting Lisbona) è degenerata in scontri con polizia portoghese, con sei arresti e vari feriti causati dall'utilizzo, da parte delle forze dell'ordine, di proiettili di gomma ad altezza gambe. Detto ciò, gli ultimi mesi hanno visto il Ministero degli Interni e le sue varie appendici (prefetti, osservatorio per le manifestazioni sportive ecc.) prendere sempre più spesso la via del diniego amministrativo come mezzo di gestione delle partite. Via estrema, fortemente repressiva, e alla prova dei fatti inutile. Forse, nelle stanze dei bottoni, a furia di varar scartoffie si è perso un po' il contatto con la complessità dei fenomeni.


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Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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