Considerazioni sparse post Roma-Real Sociedad (2-0)


La Roma sfoggia probabilmente la prestazione più convincente della propria stagione, mettendo un'ipoteca al passaggio del turno.


- All'Olimpico va in scena una partita tra due squadre dalla filosofia di gioco agli antipodi. Da una parte, la Real Sociedad cerca di arrivare a dama attraverso una fitta trama di passaggi e una manovra decisamente più sofisticata. Dall'altro lato, invece, una Roma perfettamente a proprio agio nel lasciare il pallino del gioco all'avversario, con l'obiettivo di recuperar palla e verticalizzare nel minor tempo possibile, scatenandosi in contropiede. Fotografia perfetta è il gol del vantaggio dei giallorossi, che capovolgono il fronte in maniera fulminea nel primo tempo e, con un’azione da manuale, centrano il bersaglio con El Shaarawy. Al resto ci pensa l'altra specialità della casa, il gol su palla inattiva. A chiudere i conti, infatti, il gol di Kumbulla, che sigla una rete, quella del 2-0, di capitale importanza in vista della gara di ritorno in Spagna;

- Paradossalmente, nonostante la caratura dell'avversario, il modo di giocare della Real Sociedad rappresenta quanto di meglio da fronteggiare per la Roma di Mourinho. I giallorossi trovano infatti ampi spazi per tutto l'arco del match, e già nella prima frazione di gioco, sempre in ripartenza, impensieriscono in un paio di occasioni la squadra spagnola. Gran merito va anche alla preparazione della gara studiata da Mourinho, che grazie al gran lavoro di Matic e Cristante riesce nell'intento di chiudere ogni linea di passaggio all Sociedad, isolando di fatto i giocatori più tecnici come David Silva e Kubo. Proprio la prova del numero 8 serbo è il manifesto perfetto del lavoro che un centrocampista davanti alla difesa dovrebbe svolgere: mai una sbavatura, perfetto in copertura e sempre sicuro col pallone tra i piedi; così si può riassumere la prova di colui che è stato l'ago della bilancia di questo match d'andata;

- La Real Sociedad si conferma una squadra molto interessante, con alcune individualità in grado di fare la differenza. Quest'oggi, però, l'ottima prestazione difensiva della Roma ha ridimensionato la pericolosità della squadra di Alguacil. In ombra le due colonne della squadra, David Silva e Illaramendi, mai nel vivo del gioco. Buona invece la prova di Kubo, unico a impensierire seriamente Rui Patricio e in grado di liberarsi dall'asfissiante marcatura dei difensori giallorossi. Gli spagnoli confermano di avere le idee chiare e non si snaturano neanche di fronte al pressing della squadra di Mourinho, andando più di una volta incontro a situazioni pericolose. Emblematici gli errori del portiere Alex Remiro, che nel primo tempo, con un'ostinata ricerca della costruzione dal basso, per poco non regala il raddoppio agli avversari in ben due occasioni. Servirà una prova di tutt'altro spessore per capovolgere il passivo al ritorno;

- Roma che si conferma squadra solidissima, soprattutto tra le mura amiche. Soltanto il Barcellona, infatti, ha subito meno gol dei giallorossi nelle partite casalinghe giocate in stagione. Funziona quindi la cura Mourinho, che in tal senso è riuscito a compattare al meglio una squadra che, dal punto di vista difensivo, aveva palesato diversi limiti difensivi negli scorsi anni. Evidente la crescita continua del terzetto che compone la retroguardia, in cui stasera si sono ben disimpegnati prima Llorente e poi Kumbulla, in campo al posto dello squalificato Ibanez. La continua copertura offerta da Matic e Cristante, poi, rende questa Roma difficile da perforare, soprattutto in un Olimpico che in questo tipo di gare si trasforma in una bolgia;

- La Roma gioca una delle sue migliori partite stagionali. Gli uomini di Mourinho non sbagliano l'approccio al match, fattore fondamentale in una doppia sfida con andata in casa, e non rinunciano a spingersi in avanti con continuità nonostante la tanta attenzione alla fase difensiva. Ne esce un 2-0 convincente sotto tutti i punti di vista, con nessun giocatore al di sotto della sufficienza. Il recupero di giocatori fondamentali come Wijnaldum e Spinazzola, unito alla crescita di pedine importanti quali Belotti, El Shaarawy e Karsdorp (oggi in assoluto tra i migliori in campo) sta consentendo alla squadra di esprimersi al meglio di quelle che sono le proprie caratteristiche. La stagione della Roma entra ora nel vivo, e a differenza di altre annate gli obiettivi principali sono ancora a portata di mano. Dato, questo, che certifica il buon lavoro, soprattutto dal punto di vista mentale, svolto fin qua da Mourinho.

  • Nato sotto il sole della Sardegna nell'ormai lontano 1993, dopo un' infanzia all'insegna del basket, abbandona la palla a spicchi per dedicarsi anima e corpo a quella da calcio. Un amore tuttavia mal corrisposto. Tifoso romanista da sempre e in quanto tale incline alla sofferenza e all' auto-sabotaggio. Amante dello sport in tutte le sue forme, ma ancor più di tutte le storie, piccole e grandi, di cui esso si nutre.

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