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- di Federico Castiglioni

Il pagellone di Fiorentina-Milan (2-1)


Pioli perde e si perde, non riuscendo a trovare mai le contromisure alla ricetta di Italiano. Brusco ridimensionamento per Thiaw, Tomori abbandonato, De Keteleare non lascia il segno. Igor insuperabile, Cabral pur senza segnare conferma i grandi segnali di crescita.


FIORENTINA

Terracciano 6,5: nel momento in cui Milan prova ad accendersi lui risponde con almeno un paio di interventi decisivi;

Biraghi 6: Messias in tante situazioni è fin troppo facile da gestire. Senza infamia nelle sue sgroppate in avanti (dal 73' Ranieri 6: entra per tenere botta e se la cava bene);

Igor 7: si mette in tasca chiunque gli capiti a tiro. Dopo tante sbavature, prestazione di grande livello;

Martinez Quarta 6: nonostante i tanti anticipi che sono la vera specialità della casa, le poche volte che il Milan sfonda lo fa nella sua zona di competenza. Sufficienza stiracchiata;

Dodô 6,5: è la chiave tattica della gara, quasi suo malgrado. Qualche errore di superficialità, qualche incertezza, ma i suoi movimenti dentro-fuori al campo rendono ingestibile per il Milan la catena destra dei viola. Italiano glieli chiedeva da tempo, finalmente riesce ad eseguirli con efficacia. E l'assist per Jovic è la ciliegina sulla torta;

Amrabat 7: se la pulizia nel palleggio non è il suo pezzo forte, la quantità di lavoro svolto in fase di recupero è degna del suo Mondiale qatariota. Gioca a tutto campo anche proponendosi in avanti (dal 90' Barak sv);

Mandragora 6,5: Italiano potrebbe aver trovato una quadra tattica (a lui e alla squadra) utilizzandolo come mezzala di possesso. Tempi sempre giusti ed equilibri garantiti. Nel frattempo, scherma abilmente Bennacer, prosciugando la fonte del gioco rossonero;

Bonaventura 7: Tomori gli nega il gol con un salvataggio sulla linea anche fortunoso. Semplicemente, gioca una gara da vero faro del centrocampo gigliato;

Nico Gonzalez 7: si assume compiti da leader con tanto lavoro tattico e di sacrificio, senza far mancare giocate importanti in rifinitura. E quel rigore segnato quanto pesa (dal 90' Sottil sv);

Cabral 7: ok, non segna. E questa ultimamente è diventata una novità. Ma l'ex Basilea gioca forse la miglior partita da quando è a Firenze, vincendo nettamente il duello con Thiaw e contribuendo a "scollare" in più occasioni il Milan. Si prende incarichi da regista offensivo che non sembrava poter svolgere, con una prestazione al servizio della squadra. Quando c'è la fiducia c'è tutto (dal 79' Jovic 7: entra e segna, a posto così. Il gol mancava in campionato da novembre contro la Salernitana, anche allora appena entrato, anche allora decisivo. Ripetiamo, a posto così);

Ikoné 6,5: il Milan lo lascia troppe volte nella situazione di potersi giocare gli 1vs1. Grazia gli avversari un paio di volte, ma prova e riprova ci esce il rigore che spacca la gara a favore dei viola. Grande palla quella che innesca l'azione verticale del raddoppio viola;

Italiano 7,5: gli ingranaggi girano nel verso giusto, finalmente. Il piano gara è studiato bene e incarta il Milan fin dai primi minuti. La pressione asfissiante uomo su uomo complica terribilmente la costruzione bassa dei rossoneri, la fluidità del centrocampo in possesso leva riferimenti agli avversari costretti sempre a rincorrere. Il resto lo fanno i suoi in campo, bravi e puntuali nel compiere quelle giocate troppo spesso mancate. Forse sta ritrovando la sua Fiorentina.

MILAN

Maignan 6,5: il Milan non solo contiene il passivo soprattutto grazie a lui, ma in tante situazioni si deve affidare al suo portiere per trovare soluzioni le giuste linee di passaggio in costruzione. Tuttofare, ma anche predicatore nel deserto;

Tomori 5: salva un gol fatto ma combina l'arrosto concedendo il rigore alla Fiorentina. Troppo spesso lasciato in balia delle onde dai compagni, ma dalle sue parti la Fiorentina passa come un coltello nel burro;

Thiaw 4,5: dopo l'ottima prova con l'Atalanta si erano sprecati paragoni e accostamenti nobili. Questa partita lo riporta sulla terra. Battezzato al 13' quando perde una palla banale in impostazione, sulla quale rimedia spendendo un giallo al limite dell'area (altri straordinari per Maignan sulla punizione di Bonaventura). Da lì non si riprende più, con Cabral che se lo porta a spasso. Chiude in bellezza perdendosi anche Jovic sul 2-0;

Kalulu 5,5: forse è quello che ne combina meno, ma quanta sofferenza sulla pressione viola;

Theo Hernandez 6: il gol allo scadere lo salva a malapena una prova scialba, dove comunque è l'unico a creare veri pericoli alla retroguardia viola;

Bennacer 5,5: fa quello che può, ma in questo momento non può avere il passo né per coprire i continui attacchi nello spazio degli avversari, né per resistere al pressing ossessivo della Fiorentina (dal 66' Bakayoko 5: aggrava la situazione già complicata del centrocampo rossonero);

Tonali 5,5: i posizionamenti di Dodô lo fanno impazzire. Lotta tanto, ma gira sempre a vuoto;

Messias 5: fa poche cose, le sbaglia quasi tutte, compresa una elegante pennellata di De Ketelaere (dal 74' Saelemaekers 6: conduce bene l'ultimo contropiede della gara, servendo Theo per il gol della bandiera)

De Ketelaere 5,5: va sempre al piccolo trotto, trovando anche qualche giocata interessante in rifinitura. Ma continua ad essere un oggetto misterioso (dall'83' Adli sv);

Giroud 6: per aiutare in risalita fa quello che può (non molto). Palloni giocabili contati sulle dita di una mano, prova a sfruttarli ma trova un Terracciano in spolvero (dal 66' Ibrahimovic 5: forse è tempo di pensare al futuro);

Rebic 4,5: Parecchi pianeti sotto Leao. Igor e Quarta lo sbriciolano con una facilità disarmante (dal 66' Origi 5: mezzo voto in più giusto perché ha meno tempo per farsi regolarmente anticipare);

Pioli 5: per carità, l'assenza di Leao non è da poco, poi aggiungici quelle di Diaz e Krunic a ridurre il ventaglio delle soluzioni. Ma il suo Milan non è mai veramente in gara e lui non trova i correttivi, forse complicandosi la vita con le tempistiche dei cambi. I rossoneri, in difficoltà nella costruzione e senza soluzioni utili per la risalita diretta, finiscono per pagare carissima l'inferiorità numerica in mezzo, venendo costretti sempre a scalate difficili e recuperi su ampi spazi. Eppure l'aver solo una coppia in mediana è l'unica cosa che non ha mai cambiato durante la gara. Facile dirlo dopo, ma non è stata una scelta fortunata.

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Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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