, 26 Febbraio 2023

Considerazioni sparse post Bologna-Inter (1-0)


L'Inter non sa più vincere a Bologna e strapiomba a meno 18 dal Napoli.


- A Bologna, l'Inter è chiamata a consolidare il secondo posto rispondendo all'ennesimo successo del Napoli. Succede tutt'altro col Bologna a regalare una grande prova ai propri tifosi, confermando l’ottimo periodo di forma ed esibendo un bel calcio. I nerazzurri invece si riscoprono mentalmente stanchi dopo il big match col Porto, giocando a sprazzi in una gara brutta e piena di leggerezze. Sconfitta giusta e grave per gli uomini di Inzaghi;

- Nell'Inter si salva probabilmente il solo Gosens, l'unico a crederci e ad esibirsi in azioni propositive. Il centrocampo affonda nei suoi ritmi troppo lenti. Lautaro fa il trequartista, ma non punge in area. Dzeko e Lukaku non incidono. Discutibile la decisione di escludere Barella dall'undici iniziale. Dumfries non pervenuto;

- Bologna bello e tosto. Compatto e quadrato esibisce un gioco arioso con un Dominguez (vero trascinatore) in grande spolvero e Orsolini con l'argento vivo addosso. Bene anche Barrow a cui manca solo il gol. Il solo Lucumì non appare sempre all'altezza. Thiago Motta si sta rilevando allenatore super interessantissimo;

- L'Inter non sa più vincere a Bologna col Bologna. Inzaghi dovrebbe spiegare la rinuncia a Barella contro un centrocampo muscolare come quello del Bologna. Dumfries impalpabile e attacco troppo leggero. Questa squadra ha bisogno di scariche di energia per affrontare match normali, il che è positivo pensando all'Europa ma inaccettabile per chi vuole vincere, non quest'anno, il campionato;

- Oggi l'Inter ha esibito l'assoluta necessità di inserire in organico giocatori abili nell'uno contro uno. Nessuno dribbla. Nessuno salta l’uomo. La giocata estemporanea, fantasiosa, è un colpo che dalla partenza di Perisic i nerazzurri non hanno più in repertorio, ma che in partite come quella di oggi fa tutta la differenza del mondo.

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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