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Illustrazione di Paulo Sousa
, 24 Febbraio 2023

Paulo Sousa sta giocando a Risiko


La carriera da giramondo del nuovo allenatore della Salernitana.


Alzi la mano chi avrebbe mai immaginato qualche anno fa – ma anche qualche mese fa – che Paulo Sousa sarebbe finito ad allenare la Salernitana. Ma anche che sarebbe passato consecutivamente per Cina, Francia, Polonia, Brasile e poi di nuovo Italia dopo essere stato l'allenatore della Fiorentina. L'allenatore portoghese ha intrapreso un percorso di carriera che si potrebbe definire quantomeno curioso dopo aver concluso con un rispettabile quinto e un rispettabile ottavo posto sulla panchina della Viola. Ma anche prima di approdare per la prima volta in Italia aveva messo nel suo curriculum un discreto elenco di paesi visitati, ovvero Portogallo, Inghilterra, Ungheria, Israele e Svizzera.

La carriera di Paulo Sousa sembra essere parte di un'enorme partita a Risiko, dove l'allenatore della Salernitana sta guardando attentamente tutte le sue carte Territorio e sta disponendo i carrarmatini su tutta la mappa. Come in ogni partita di Risiko non sappiamo quale sia l'obiettivo di Paulo Sousa, che magari poi si sposterà verso l'Africa, o che magari deve proprio conquistare l'intera Europa. Nel frattempo godiamoci questo frenetico posizionare carrarmati in giro per la mappa, ripercorrendo carta per carta la sua carriera da allenatore.

Gran Bretagna

La prima carta che Paulo Sousa pesca da allenatore di una prima squadra è quella della Gran Bretagna. Infatti, nel 2009, l'allenatore portoghese viene scelto da Flavio Briatore in persona per allenare il QPR, che in quell'anno disputa la Championship. Sousa è alla sua prima esperienza da allenatore vero e proprio e finisce forse in uno dei posti peggiori per gli allenatori a fine anni '00. Dura da novembre ad aprile, sostituendo e venendo sostituito dall'allenatore-giocatore Gareth Ainsworth – di cui consiglio di andare a vedere l'immagine su Wikipedia. Per di più, il motivo dell'esonero è il fatto di aver "divulgato informazioni riservate e sensibili" sul club. Non capita tutti i giorni, va detto.

Con i suoi capelli ancora lunghi come quando era giocatore, Paulo Sousa si sposta allora in Galles, ingaggiato dallo Swansea City. Il campionato è sempre la Championship e questa volta Paulo riesce a completare una stagione intera, portando lo Swansea al settimo posto, miglior risultato in diversi anni. A fine stagione decide, tuttavia, di cambiare aria, passando all'ambizioso Leicester. La storia tra Paulo Sousa e il club inglese dura però solo nove partite, in cui la squadra non assimila mai il modo di giocare di Sousa e vince in un'unica occasione. Finisce così l'avventura britannica dell'ex giocatore della Juventus.

Europa Occidentale

Facciamo però un passo indietro: dove nasce il Paulo Sousa allenatore? Ovviamente in Portogallo, suo paese natale. A tre anni dal suo addio al calcio, consumatosi con la maglia dell'Espanyol, Sousa ha la sua prima occasione su una panchina. Riceve infatti la chiamata della Federazione portoghese, che lo sceglie per allenare la nazionale under 16. L'esperienza alla guida delle giovanili dura tre anni, che si concludono con anche una breve apparizione come collaboratore di Carlos Queiroz sulla panchina della nazionale maggiore. È proprio da lì che inizierà la carriera da primo allenatore di Paulo Sousa, che dopo qualche mese si unirà al QPR.

In Europa Occidentale, però, Sousa ci è tornato anche dieci anni dopo la prima volta, approdando questa volta in Francia. Assunto da un Bordeaux ormai pallida copia di quello di un tempo, porta i francesi – senza brillare – al quattordicesimo posto nella Ligue 1 2018-19 da subentrato. La stagione dopo inizia molto meglio per Sousa, che mette in campo una squadra interessante, che pur con un mercato praticamente nullo sembra poter puntare alle prime posizioni. Le prestazioni via via però si normalizzano e la squadra rimane congelata al dodicesimo posto che occupava prima della sospensione per la pandemia. A giugno, Sousa lascia di comune accordo con il club.

Medioriente e Nord-Europa

Quelli nel titolo di questo paragrafo sembrano essere due territori che non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro, ma sono entrambi luoghi di prime volte per Paulo Sousa. È, infatti, in Israele che arriva il primo titolo nazionale della sua carriera ed è sulla panchina della Polonia che guida per la prima volta una nazionale maggiore.

Paulo Sousa parla con un giocatore della Polonia
L'avventura di Sousa sulla panchina polacca non è andata nel migliore dei modi. (LaPresse)

Al Maccabi Tel Aviv Paulo Sousa approda nel 2013. È la sua prima esperienza extra-europea, anche se formalmente la sua squadra disputa le competizioni UEFA. Ed è proprio dalle competizioni UEFA che arrivano grandi soddisfazioni per Sousa, oltre che dal campionato vinto. Infatti, il tecnico portoghese riesce a far approdare il Maccabi ad uno storico sedicesimo di finale di Europa League. Finita la stagione, però, finisce anche il legame tra il club israeliano e Paulo Sousa, che decide di intraprendere altri percorsi.

Sulla panchina della Polonia, invece, Paulo Sousa ci arriva nel gennaio del 2021, qualche mese dopo la fine della sua esperienza al Bordeaux. Guida così la nazionale polacca agli Europei di quell'estate, deludendo fortemente con l'ultimo posto nel girone, e qualifica – con un ruolino di marcia decisamente più soddisfacente – la Polonia agli spareggi per Qatar 2022. Spareggi in cui non si siede mai in panchina, dato che, nel dicembre del 2021, aveva ingaggiato un brutale braccio di ferro con la Federazione polacca per essere lasciato libero di accasarsi al Flamengo, guadagnandosi l'odio della Polonia intera.

Brasile e Cina

Al Flamengo alla fine Paulo Sousa riesce ad andarci, facendola diventare una delle due destinazioni più casuali della sua già molto casuale carriera. Dopo aver fatto carte false per approdare al club brasiliano, Sousa si trova esonerato a metà stagione a causa del rendimento tutt'altro che brillante della sua squadra, che aveva colto sole tre vittorie nelle prime dieci partite del campionato nazionale. Il suo successore, Dorival, finirà per vincere sia la Copa Libertadores che la Coppa del Brasile nella stessa stagione.

La seconda destinazione più assurda della carriera di Paulo Sousa è invece la Cina. Ma ancora più assurdo è il momento della sua carriera in cui vi approda, ovvero dopo l'ottimo periodo alla Fiorentina. Nel 2017, infatti, l'allenatore portoghese si siede contro ogni previsione sulla panchina del Tianjin Quanjian. O meglio, qualche previsione poteva anche esserci, visto che in quel momento il campionato cinese era in pieno boom, soprattutto dal punto di vista degli stipendi offerti. In ogni caso l'avventura cinese di Sousa ricorda molto quella brasiliana, visto l'esonero a stagione in corso, arrivato dopo un'importante crisi di risultati.

Europa Meridionale

Dopo il periodo britannico di cui si parlava in precedenza, la carriera di Sousa aveva però preso la prima svolta curiosa. Infatti, nel 2011 viene scelto come nuovo allenatore del Videoton. Nonostante avessero vinto il campionato nella stagione precedente, il presidente della squadra di Székesfehérvár decide di mettere sotto contratto un nuovo allenatore con l'obiettivo di superare i preliminari di Champions League. Come avrete già intuito da questa premessa, il Videoton esce al primo turno disponibile contro lo Sturm Graz. In ogni caso Sousa rimane sulla panchina ungherese per una stagione e mezza – prima di dimettersi per ragioni personali – conquistando un secondo posto, due Supercoppe d'Ungheria e una Coppa di Lega.

Al periodo di Paulo Sousa in Ungheria segue la stagione vincente con il Maccabi Tel Aviv, e all'annata israeliana segue un riavvicinamento a casa, in quanto Sousa si accorda con il Basilea all'inizio della stagione 2014/15. Anche in Svizzera Sousa si ferma per una sola stagione, vincendo anche in quel caso il campionato al primo colpo. Le ottime prestazioni della squadra svizzera attirano su Paulo Sousa gli occhi di diverse squadre europee e soprattutto italiane e – dopo la rescissione consensuale con il Basilea – il tecnico portoghese decide di accasarsi alla Fiorentina. Altro giro, altra corsa.

Paulo Sousa sulla panchina della Fiorentina
Paulo Sousa ha lasciato un ottimo ricordo in viola. (Getty Images)

La Fiorentina è la squadra con cui Paulo Sousa si fa conoscere al grande pubblico. L'avventura in terra toscana non può iniziare meglio: sei vittorie nelle prime sette e Fiorentina in testa al campionato dopo anni. Nonostante una flessione nella seconda parte di stagione, la stagione di Sousa è molto positiva e la sua gestione valorizza diversi giocatori, come Bernardeschi, Badelj, Kalinic e molti altri. Il portoghese resta dunque per una seconda stagione, che per la prima volta riesce a concludere. Tuttavia, il 2016/17 si conclude solo con un ottavo posto, che lascia la Viola fuori dalle coppe. A giugno, così, Sousa e la Fiorentina prendono strade differenti, e l'allenatore lascia l'Italia, senza sapere che ci sarebbe poi tornato.

A più di cinque anni dalla fine dell'avventura con la Viola, Sousa è stato infatti nominato nuovo allenatore della Salernitana. Dalla sua carriera forse ci si aspettava di più, soprattutto dopo i periodi con Basilea e Fiorentina, ma ora il portoghese deve concentrarsi sul presente: salvare la Salernitana. E poi chissà, aggiungere altri carrarmatini sul suo territorio o fare la prossima mossa, senza che nessuno possa prevedere quale sarà.


  • Classe '99, fervente calciofilo e tifoso dell'Udinese, alla sua prima partita allo stadio vede un gol di Cesare Natali e ne resta irrimediabilmente segnato. Laureato in scienze politiche a Padova e in un corso dal nome lunghissimo che finisce per "media" a Bologna, usa la tastiera per scrivere di calcio e Formula 1 e il mouse per fare grafiche su Canva.

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