
Considerazioni sparse post Nantes-Juventus (0-3)
Ángel Di Maria, prenditi cura dello Juventus Football Club. Lei non sa (ancora) vedere al di là di quello che dà.
- Primo tempo. Squadre nominalmente a specchio, schierate con 3-5-2 molto italiani. Nemmeno il tempo di preoccuparsi per 4 minuti rintanati nell'area di rigore e Fagioli recupera alto. L'arcobaleno di Di Maria è per sempre, se ne parlerà e se ne scriverà a fiumi. Lo spartito è chiarissimo sin dall'inizio: difesa posizionale bassa della Juventus, Canarini che fanno i conti con la limitata qualità nel terzo finale. Rabiot e il Fagioli si alzano per formare la prima linea di pressione, rallentando l'uscita palla della squadra di Kombouaré e costringendola a lanciare lungo. Tempo un quarto d'ora e la seconda pennellata del Fideo chiude sostanzialmente i conti. Pallois espulso per la parata sul tacco dell'argentino, rigore procurato e trasformato dal 22 di Rosario. In 10 il Nantes si risistema con un 4-4-1 che cercherebbe anche di chiudere i rifornimenti centrali. Peccato che in campo ci sia Di Maria, imprendibile e incontrollabile. Ángel è calamita di possesso e rifinitura juventini, alla quale i compagni sono legati come una pallina a una racchetta col filo. Dal 30' inizia la lunga esercitazione tattica di Allegri, che sotto il diluvio francese testa un 4-3-1-2 in non possesso dal baricentro più alto. Lafont fa in tempo a soffiare sul palo il diagonale di Kostic, evitando di raccogliere il terzo pallone dalla propria rete prima dell'intervallo;
- Secondo tempo. Qualcuno oltre a noi ha preferito gustarsi i secondi 45' di Nantes-Juventus piuttosto che un loop del primo gol di Di Maria? Nel caso si faccia vedere, sia nel senso orgoglioso che in quello terapeutico. El Fideo si merita la Juventus? La Juventus merita El Fideo? Domande che sorgono spontaneamente in quel trattamento Ludovico che è la seconda frazione. Menzione d'onore per la bellezza della sede della Battaglia di Nantes: sarà il gialloverde, sarà la musicalità del francese, sarà la pioggia della Loira, ma la sciarpata dei Canaries è commovente. Ah già: Di Maria nobilita anche il giovedì sera con un gol da Europa League, di nuca su rimpalli e campanili. Il finale è tutto orgoglio Nantes: Alex Sandro e Szczęsny non sono d'accordo e negano il gol della bandiera a Guessand e Blas;
- Allo Stade de la Beaujoire ‒ Louis Fonteneau va in scena la tragedia di capitan Pallois. In affanno continuo in costruzione, portiere ingiustificato nel rovinare l'opera d'arte di Di Maria. L'unica fiammella che tiene vivo l'interesse è il sinistro estroso di Ludovic Blas. Troppo solo per portare frutti al collettivo ma protagonista di alcuni lampi in conduzione sulla destra davvero notevoli. Nel secondo tempo se possibile mostra ancor di più come col Nantes c'entri poco: sarebbe da rivedere anche nei prossimi anni nelle notti europee. Strutturalmente il Nantes è una Juventus con meno qualità: al lettore la scelta dell'ordine di grandezza della poca considerazione che ha suscitato La Maison Jaune. Rispetto all'andata il downgrade maggiore è rappresentato da Fabien Centonze: Kostic albergherà per diverse delle prossime notte insonni del classe '96;
- Ángel. Di. Maria. Bisogna aggiungere qualcosa? Forse ulteriori scuse per il maniavantismo che aveva popolato il pensiero di molti, juventini e non, in attesa di una pancia piena post Qatar 2022. Chissà cosa penserà il mister livornese delle proprie teorie sulle ca-te-go-ri-e. Rivedendo la gara, si sarà reso conto che l'unico a dare del tu a Di Maria è Nicolò Fagioli. Un 2001 che sulla carta dovrebbe mangiarne di pastasciutta ad alto livello. L'altro motivo d'orgoglio dei bianconeri è capitan Danilo. Non che servisse la fascia per certificarne lo status, ma il suo valore va ben oltre i passaggi taglia-linee a superare un centrocampo compassato. Il braccio col simbolo del comando è solo l'ultimo e naturale evoluzione dell'ex Madrid e City;
- Tirando le somme, la Juventus passa ma non si smentisce: gioca come se fosse scarsa anche di fronte a una formazione più scarsa di lei. Non sarà certo una vittoria, per quanto decisiva, in 11vs10 con la tredicesima della Ligue 1 ad aggiungere certezze e sorrisi ad Allegri e soci. Dopo la gagliarda andata dell'Allianz, il rammarico maggiore per il Nantes è quello di non aver mai realmente giocato il ritorno. Tempo duecento secondi e Di Maria decide che non ci debba essere partita, innescando l'autosabotaggio ligériens consumato 10' dopo.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














