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Considerazioni sparse post Lipsia-Manchester City (1-1)


Il Manchester City si è fermato all'Emirates. Il Lipsia, adesso più di prima, sa che l'impresa è tutt'altro che impossibile.


- Dopo il City Ground, la Red Bull Arena. Il Manchester City incappa nel secondo pareggio esterno consecutivo, identico nel risultato a quello di tre giorni fa in campionato, molto simile nella trama e nei tratti distintivi. Ancora abbagliati dall'impresa di Emirates, rischiamo forse di non accorgerci che i blues sono in realtà nel pieno di un momento tutt'altro che positivo. Sono solo 5 le vittorie nelle ultime dieci partite, in tutte le competizioni. E il pareggio di stasera, così come quello di Nottingham, rischia di avere un peso specifico enorme nell'economia della stagione dei citizens. Guardiola e i suoi hanno nelle loro mani il proprio destino, ne siamo sempre assolutamente convinti. Ma scherzare continuamente col fuoco potrebbe portare a conseguenze drammatiche;

- Dicevamo delle similitudini con il pareggio di sabato scorso. Male ancora Haaland, quasi goffo in alcune delle rare situazioni in cui si è trovato a gestire il pallone, e mai concretamente in condizione di rendersi pericoloso. L'atteggiamento difensivo è stato poi nuovamente insufficiente. Se contro il Forest era stato Laporte a finire sul banco degli imputati stavolta è toccato ad Ederson, disastroso nella lettura del cross di Halstenberg che ha portato al gol del pareggio di Gvardiol. Ancora una rete subita in situazione di vantaggio, ancora una volta dopo aver dato la sensazione di poter controllare a piacimento il match. Due indizi non fanno ancora una prova, ma questo City ha un problema che somiglia molto ad un eccesso di presunzione;

- A prendersi la scena prima e durante il match, neanche a dirlo, ci ha pensato Guardiola. Mancava De Bruyne, rimasto a Manchester insieme a Laporte causa malattia, e per un paio di giorni sono impazzate le scommesse sul nome con cui il catalano lo avrebbe sostituito. Tra Foden e Alvarez Pep come sempre ha scelto il terzo, e cioè Akanji, lasciando tutti di stucco. Un difensore in più rispetto allo schieramento utilizzato nell'ultimo mese, tanto per far crollare anche le poche certezze che ci portavamo ancora dietro, e il City che è tornato ad un quasi classico 4-2-3-1, con Mahrez che dal lato destro entrava nel mezzo spazio per favorire le discese di Walker e Gundogan libero di muoversi alle spalle di Haaland. Proprio da una giocata di Mahrez e Gundogan, in collaborazione con il sempre più positivo Grealish, è nato il gol del vantaggio. Poi, in pieno Guardiola style, nessuna sostituzione fino al fischio finale, neanche dopo aver subito il pareggio. Un film che ormai sappiamo quasi a memoria;

- Il Lipsia torna a casa sapendo che ad Etihad l'impresa è possibile. Il Lipsia del secondo tempo, intendiamoci, perché quello visto nei primi 45 minuti non era chiaramente lo stesso che abbiamo imparato a conoscere in questa stagione. Baricentro basso, imprecisione nelle ripartenze, alcuni singoli decisamente sotto standard, Szoboszlai e Werner in particolare. Poi, come detto, nella ripresa quasi per magia si è rivista la squadra che solo tre mesi fa ha messo sotto scacco il Real Madrid e che in Bundesliga è li ancora una volta nella lotta con le migliori. L'ingresso di Henrichs sulla destra ha dato energia nuova, con il terzino tedesco che ha anche sfiorato il gol in due occasioni. In generale è stato un altro Lipsia, aggressivo nel cercare la riconquista del possesso e con la linea di difesa 20 metri più alta. Il gol del pareggio è arrivato come una naturale e meritata conseguenza. Un gol che regala alla squadra di Rose tre settimane di speranza;

- La rete dei tedeschi è anche l'occasione per celebrare l'ennesima grande prestazione stagionale di Josko Gvardiol. L'avevamo forse un po' perso di vista dopo il Mondiale, complice la pausa che la Bundes si prende come sempre a gennaio e alla nostra naturale pigrizia nel seguire un campionato che non è quello domestico, figuriamoci poi se questo non è nemmeno la Liga o la Premier. Il difensore croato, quando si tratta di usare i piedi in fase di impostazione, è già tra i migliori al mondo. La sua predisposizione ad attaccare in avanti non è forse supportata da una sufficiente velocità di base, e in questo senso per coprire lo spazio di campo alle sue spalle forse andrebbe utilizzato come braccio sinistro di una difesa a 3. Di certo il suo nome dovrebbe essere in cima alla lista di una squadra che vuole sistemare, e anche per un bel po', il reparto difensivo. Proviamo a scommettere, sperando di essere più fortunati rispetto a quanto accaduto con De Bruyne e il suo sostituto: Gvardiol quest'estate oltrepasserà la Manica per giocare nel campionato più bello del mondo. Ma la quota di questo evento probabilmente non è così alta.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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