
Il Monza sta andando oltre le aspettative
L'unica squadra ancora imbattuta in Serie A nel 2023.
Il rigore realizzato da Matteo Pessina al 99° minuto di Monza-Sampdoria ha a suo modo salvato un record: il Monza è l'unica squadra in Serie A a non aver ancora perso nel nuovo anno. I brianzoli sono noni, a pari punti con Bologna e Juventus, e non perdono in Serie A dal 10 novembre, dalla sconfitta per 1-0 contro la Lazio. Pensando al Monza che a fine settembre languiva in fondo alla classifica, candidandosi ad essere una delle peggiori squadre della Serie A, sembra tutto veramente incredibile.
Però, al di là dell'ironia e del folklore che accompagnano il Monza a causa del suo presidente, al Brianteo scende in campo una squadra che è stata costruita bene in estate e che ha una proposta di gioco molto interessante. Molti meriti sono del suo allenatore Raffaele Palladino, che alla sua prima esperienza in prima squadra sta andando oltre ogni aspettativa, facendo giocare bene una squadra che a inizio stagione sembrava impossibilitata a farlo e inserendo in un sistema a loro congeniale giocatori che sembravano aver smarrito la via.

L'impatto di Palladino a Monza è stato oltre ogni aspettativa. (MBNews)
Il percorso del Monza
Il punto di svolta della stagione del Monza è stato l'esonero di Giovanni Stroppa lo scorso 13 settembre. Al suo posto la dirigenza brianzola decide di promuovere l'allenatore della primavera Raffaele Palladino, ex tra le altre di Juventus e Genoa, alla sua prima esperienza tra i "grandi". Il nuovo allenatore debutta vincendo per 1-0 contro la Juventus, dando così inizio al nuovo corso del Monza. Se si conta solo il periodo con in sella Palladino, la squadra biancorossa è quarta, con 28 punti conquistati in sedici giornate.
Nonostante l'avvio segnato da una vittoria prestigiosa, la squadra di Palladino ha dovuto attraversare un periodo di rodaggio tra la seconda metà di ottobre e l'inizio di novembre, in cui sono arrivate quattro sconfitte nel giro di cinque partite, che però ad oggi sono ancora le uniche della gestione del tecnico campano. È da dopo la pausa per il Mondiale che il Monza è diventato costante ed efficace, andando a vincere all'Allianz Stadium e fermando l'Inter sul pareggio al Brianteo, oltre a superare Cremonese e Bologna e a dividersi la posta in palio con Fiorentina, Sassuolo e Sampdoria.

Il Monza ha colto una storica vittoria per 2-0 all'Allianz Stadium. (Calciomercato.it)
Nelle sei partite della gestione Stroppa il Monza aveva realizzato solamente tre gol, subendone quattordici, mentre dall'arrivo di Palladino i gol fatti sono stati 25 e quelli subiti solo sedici. La percentuale di possesso palla - la seconda più alta della Serie A - non è però cambiata più di tanto, così come il numero di tiri realizzati. La squadra di Palladino è semplicemente molto più efficiente e lo è anche in difesa, dove subisce meno tiri e, soprattutto, subisce tiri meno pericolosi, gestendo con più prudenza la fase difensiva. Si può dire che nel corso degli ultimi quattro mesi il Monza sia diventato una squadra più cinica e meno ingenua.
Come gioca il Monza?
Per formazione e modulo schierato Palladino può essere inserito tra gli allenatori "discepoli" di Gasperini. Forse non è l'espressione più pura del calcio gasperiniano, come afferma anche Palladino stesso, ma in ogni caso il sistema di gioco è quello impiegato da Juric, da Tudor (gasperiniano acquisito) e dallo stesso Gasperini: il 3-4-2-1. Il Monza di Palladino esprime un gioco molto fluido e vario nelle sue soluzioni, caratteristiche che hanno aiutato a superare la sterilità del possesso palla della squadra di Stroppa, e investe molto sulle catene laterali.
L'azione offensiva del Monza infatti si sviluppa generalmente in ampiezza, ma riesce a non essere quasi mai prevedibile poiché i biancorossi sono in grado di trovare anche soluzioni alternative. Sulle fasce l'azione viene condotta dagli esterni, che combinano con il trequartista e il braccetto del proprio lato. Quest'ultimo non è raro che si sganci in proiezione offensiva, nello sviluppo dell'azione. Davanti il lavoro della punta, generalmente Petagna, permette di gestire i ritmi, far salire la squadra e avere un punto di riferimento in zona centrale a cui affidare il pallone. Anche in fase di finalizzazione il Monza sa trovare varie soluzioni, anche grazie alla qualità dei singoli.
Come dicevamo, il Monza ha statistiche molto favorevoli in termini di passaggi e di possesso palla. I giocatori di Palladino sono in grado di gestire un fraseggio prolungato e di conseguenza costruiscono l'azione generalmente dal basso, senza fretta anche dopo aver riconquistato il pallone. Per favorire l'innesco dell'azione spesso uno dei due centrali di centrocampo scende sulla linea difensiva, che in fase di costruzione si allarga. Se in fase di possesso la difesa ha degli schemi ben rodati, quando viene attaccata tende ad essere ancora un po' disordinata. Palladino ha migliorato alcuni difetti difensivi della squadra di Stroppa, ma il suo sistema di gioco fa sì che la difesa si trovi scoperta in diverse occasioni.
Sul gol di Orsolini la difesa del Monza è completamente scoperta e sbilanciata.
Oltre ad aver trovato costanza nei risultati, il Monza ha trovato costanza anche negli undici di partenza. Infatti, Palladino ormai ha trovato i suoi "fedelissimi", a cominciare dal portiere Di Gregorio, che viene difeso dal terzetto normalmente composto da Caldirola, Pablo Marí e Izzo, con Marlon pronto a sostituire uno dei tre. A centrocampo è tornato fondamentale il capitano Matteo Pessina, nelle ultime partite affiancato da Machín o Rovella. La fascia sinistra è dominio indiscusso di Carlos Augusto, mentre a destra Palladino si è inventato Ciurria, che finora aveva sempre giocato in attacco. Per un assetto più difensivo è sempre a disposizione Birindelli. Dietro alla punta Petagna, Palladino ormai si affida quasi sempre al redivivo Caprari e a Dany Mota, sostituiti occasionalmente dai già nominati Pessina e Ciurria.
Gli uomini chiave
Le chiavi del successo di questo Monza sono diverse, ma ci sono degli uomini in particolari che spiccano tra i biancorossi. Uno di questi è sicuramente Carlos Augusto, arrivato già a quattro gol in campionato e nelle prime posizioni nelle classifiche relative ai dribbling riusciti. Un altro elemento fondamentale per il Monza è quello che occupa l'altra fascia. Arrivato in sordina dal Pordenone nella scorsa stagione, Ciurria si è ritagliato sempre più spazio in un ruolo non suo, fino a segnare il suo primo gol in Serie A contro l'Inter.

Carlos Augusto si sta rivelando fondamentale per la squadra di Palladino. (ANSA / ROBERTO BREGANI)
Poi ci sono due elementi che con Stroppa sembravano totalmente persi, ma che Palladino ha rivitalizzato. Uno è Gianluca Caprari, che l'allenatore campano ha riportato nel ruolo in cui aveva dato il meglio a Verona e che ha trovato finora cinque gol in stagione. L'altro è Matteo Pessina, monzese di nascita e capitano della squadra brianzola, che dopo un periodo di smarrimento - che proseguiva dalla scorsa stagione - si è imposto nella mediana atipica di Palladino. Menzione d'onore anche per Andrea Petagna, che fa il lavoro sporco nella trequarti offensiva, risultando importante per la sua squadra.
I due uomini che sono stati più di tutti la chiave dell'ottima stagione del Monza sono però l'ex direttore sportivo Filippo Antonelli Agomeri e l'allenatore Raffaele Palladino. Il primo ha costruito la squadra in modo intelligente, senza farsi prendere dalla smania fare di acquisti altisonanti - e fallimentari - come spesso capita alle neopromosse. Il secondo invece ha saputo resuscitare una squadra che sembrava spacciata, prendendo quanto di buono c'era già nel calcio di Stroppa e aggiungendoci del suo, mettendo i suoi giocatori in condizione di rendere al meglio. La strada verso la fine della stagione è ancora lunga, ma sembra che a Monza abbiano gettato le basi giuste.
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