
Considerazioni sparse post Lazio-Cluj (1-0)
La Lazio gioca meglio in 10 che in 11 e vince il primo round.
- Un tempo il campionato rumeno esprimeva squadre e giocatori di livello assoluto. Uno di questi, oggi, sedeva sulla panchina della squadra transilvana: Dan Vasile Petrescu. Il terzino scoperto da Pavone e portato a Foggia con i due sovietici Koliyvanov e Shalimov, poi approdato al Chelsea e al Genoa allena i pluricampioni locali e arriva all'Olimpico con piglio decisamente difensivo pronto a strappare un risultato non negativo per poi giocarsela in casa. Gli uomini di Sarri, invece, avevano l'obbligo di riscattarsi dopo alcuni risultati altalenanti;
- Imprecisione, qualche goffaggine e scorie mentali ancora evidenti non permettono un avvio semplice per la Lazio. L'episodio dell'espulsione, in questo senso, è palese dimostrazione di tutto ciò. Paradossalmente, però, vedendosi costretti in dieci dal 15', i biancocelesti serrano i ranghi e alzano il tasso di concentrazione. Il Cluj pareva destinato a dominare la partita. Invece tutto ciò non avviene. Le occasioni più ghiotte sono tutte degli uomini di Sarri. Ad un tratto uno schema su punizione. Una vera rarità. Specie se eseguito con maestria da Anderson e finalizzato con acrobatica bellezza da Immobile che, finalmente, torna a segnare;
- Il timore era che nella seconda frazione i rumeni avrebbero arrembato l'area di Maximiano, cercando di sfruttare inferiorità numerica dell'avversario. Di contro, la Lazio mantiene altissima l'attenzione. Nonostante fossero in due, Vecino e Savic dominano ogni pallone che passava da centrocampo. I fraseggi offensivi sono stati ben orchestrati. Il secondo gol era nell'aria, ma non arriva. Sopraggiunge, invece, la stanchezza, specialmente negli ultimi 10 minuti, che però non apre spazi alle offensive, seppur sterili, degli uomini di Petrescu.
- Contava il risultato. Con esso è arrivata anche la prestazione. Il pubblico voleva una vittoria, soprattutto di carattere e che possa riportare la barra dei risultati dritta come era stata fino a qualche settimana fa. Sarri, come tutti, può ritenersi soddisfatto anche dai singoli subentrati. Uno su tutti GIla. Come anche Lazzari che per larghi tratti spezza letteralmente in due la difesa avversaria. Lo spagnolo è sempre preciso, puntuale, non rischia mai e ci mette voglia e carattere. Insieme a lui Casale, che si dimostra la colonna che ora dovrà prendersi sulle spalle i ritmi difensivi, vista l'assenza forzata di Romagnoli.
- I rumeni sono stati rinunciatari, mai pericolosi e sempre attenti a non prendere gol piuttosto che sfruttare l'enorme chance che gli si era palesata difronte. I cambi incidono poco. Quelle poche volte che si affacciano nella trequarti avversaria paiono quasi non convinti di ciò che facessero. Contano molto sul ritorno, che si presenta per la Lazio come una sfida difficile, ma alla portata.
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