
Considerazioni sparse post Sassuolo-Napoli (0-2)
Nemmeno la vigilia della Champions League toglie energie al Napoli dalla sua missione di cannibalizzare il campionato.
- Le gare in programma immediatamente prima della Champions League rappresentano da sempre una discreta trappola, con la testa che se ne va peregrina verso il grande palcoscenico continentale. Spalletti lo sa e non cede alla facile tentazione del turnover, cambiando solo tre uomini rispetto alla partita con la Cremonese;
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Il nostro lavoro si basa sull'impegno e la passione di una redazione giovane. Tramite l'associazione ci aiuti a crescere e migliorare sempre la qualità dei contenuti. Associati ora!- Le risposte che ottiene il mister sono quelle sperate: il Napoli oggi è assolutamente sul pezzo e ha voglia di non lasciare nulla al caso, aggredendo la partita sin dai primi minuti. Francoforte è ancora lontana, gli azzurri lo sanno e non cedono alla distrazione;
- Di fronte il Napoli trova un buon Sassuolo, che non a caso ha raccolto 8 punti nelle ultime 4 gare. I ragazzi di Dionisi sono in salute e in fiducia, sfrontati al punto di non snaturarsi neppure davanti alla capolista, non rinunciando a fare il loro gioco, e trovando nella ripresa non pochi spazi senza però riuscire mai a concretizzare. La sconfitta arriva, ma con una dignità che a poche altre è stata concessa dalla squadra di Spalletti;
- Succede tutto nel primo tempo, col Napoli che non perde tempo e chiude i giochi già nei primi 45 minuti. Nel secondo tempo gli azzurri, dopo un inizio arrembante alla ricerca del 3-0, si concedono il lusso di rallentare e gestire le forze, chiamando in causa le seconde linee per il turnover;
- La copertina è, al solito, di Kvaratskhelia e Osimhen, che con due capolavori assoluti certificano ancor di più il loro dominio assoluto sul campionato. Il georgiano e il nigeriano sembrano un fiume in piena, con le difese avversarie che sembrano provare a trattenerli a mani nude, fallendo miseramente. Chi non sfigura tra i neroverdi è Laurentié, il più pericoloso tra i suoi, forse l'unico che anche tra gli azzurri non sarebbe fuorigioco.
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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.
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