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- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Braga-Fiorentina (0-4)


L'aria d'Europa fa ritrovare la Viola.


- La Fiorentina arrivava nelle condizioni peggiori a quella che forse era la partita chiave della sua stagione, o che quantomeno lo era diventata visto l'andamento negativo in campionato. Torna a casa dal Portogallo con tutto il malloppo e un'ipoteca pesante sul passaggio del turno, ritrovando i gol perduti dei suoi centravanti Jovic e Cabral (doppietta per entrambi). Una manifestazione feroce di superiorità dei viola, bravissimi finalmente a concretizzare le occasioni e sempre saldamente con la partita in pugno;

- La squadra di Italiano ha rotto il multiverso, uscendo dalla dimensione malinconica di quest'anno per ripiombare nel più fatato mondo di un anno fa, nonostante gli interpreti diversi. Crea, conclude, segna, domina, vince. Forse è stato il piano motivazionale, più che quello tattico, ad aver pesato nella testa dei giocatori gigliati. Il diverso palcoscenico europeo ha permesso alla Fiorentina di respirare, lasciando a casa gli arrovellamenti e i problemi di una Serie A per lei asfittica;

- Italiano ha messo i suoi in campo secondo i sistemi consolidati, che però tante volte quest'anno avevano comportato complicazioni a livello di interpretazione ed efficacia. Sempre squadra votata a possesso e riaggressione alta, sempre Amrabat vertice basso con Mandragora ben più mezzala che al suo fianco, sempre ali a piede invertito, Jovic punta. Tante volte non ha funzionato, stavolta decisamente sì. Una vittoria così creerà anche dei quesiti all'allenatore stesso: è il caso di cambiare radicalmente impianto visti certi risultati? o il problema è altrove e alla fine la squadra davvero riesce ad esser più efficace con questi principi di gioco? La speranza, per i viola, è che non ci si perda in altri, nuovi, arrovellamenti;

- Ha lasciato perplessi l'atteggiamento tattico del Braga. Artur Jorge (orfano di Vitinha, passato al Marsiglia) ha messo in campo una squadra molto più compassata del previsto, più attenta a non concedere palloni in verticale e tra gli spazi piuttosto che allo sviluppo e alla risalita con tanti giocatori. Forse l'allenatore portoghese temeva l'abilità dei gigliati sulle seconde palle (dettaglio sul quale la Viola è stata dominante), forse ha pensato che disporsi con un blocco basso avrebbe reso sterile il possesso dei gigliati. In realtà il Braga fin da subito è andato in difficoltà nella costruzione da dietro, e l'approccio rinunciatario le ha fatto perdere metri preziosi, mettendola su un terreno poco agevole e propiziando numerosi errori individuali;

- Il gol allo scadere del primo tempo di Jovic e l'espulsione di Tormena a inizio ripresa (brutta entrata proprio sul serbo) hanno indubbiamente spaccato la partita. Già avanti, la Fiorentina ha poi passeggiato su un edificio braghese che si sgretolava. Ci hanno passeggiato in particolare Jovic (raddoppio su bella imbucata di Amrabat per Saponara, che firma l'assist) e il subentrante Cabral (il gol dello 0-3 è un gioiello), un po' l'emblema di una squadra spesso abulica e che in questa serata si è sfogata e si è divertita. Note per gli statistici: Amrabat primo keypass stagionale, Biraghi fa il quarto assist stagionale su azione (sui cinque in UECL), Jovic capocannoniere del torneo a quota 6 reti, con un gol ogni 62 minuti giocati. Pazza viola.

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Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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