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, , 15 Febbraio 2023

Considerazioni sparse post PSG-Bayern Monaco (0-1)


Coman segna ancora al PSG e i francesi anche quest'anno sono sull'orlo di una crisi di nervi.


- Saranno tre settimane lunghissime, quelle che porteranno al ritorno dell'Allianz Arena, per un PSG sull'orlo dell'ennesimo psicodramma. Tre settimane che potrebbero essere il preludio di un crollo che avrebbe un eco assordante. Dopo la sconfitta di stasera, meritatissima, contro un Bayern superiore in ogni aspetto, lo spettro della seconda eliminazione consecutiva agli ottavi, la quinta in sette anni, è infatti sempre più reale. Un PSG che, ancora una volta, nel momento clou della stagione si è rivelato essere una squadra dalle idee confuse. E come l'anno scorso quando di fronte c'era il Real che poi sarebbe diventato Campione, presentarsi senza avere chiaro quello che c'è da fare, contro un avversario così forte, vuol dire soccombere. E stasera il campo ce lo ha dimostrato di nuovo;

- È proprio dal risultato di stasera, paradossalmente, che il Paris dovrà trarre l'energia necessaria per giocarsi la qualificazione in Baviera. Lo 0-1 finale sta infatti molto stretto alla squadra di Nagelsmann, vicina al gol del raddoppio in almeno altre tre occasioni, fermata solo da un paio di parate strepitose di Donnarumma - incerto però in occasione del gol di Coman - e dalla classe di Sergio Ramos. Lo spagnolo in queste condizioni di forma ha dimostrato di essere ancora uno dei migliori difensori del mondo per letture, fisicità, istinto. Insieme a lui bene Nuno Mendes, imprendibile sul suo lato e protagonista dell'azione che ha portato a quello che poteva essere il gol del pareggio, poi annullato per un fuorigioco dello stesso esterno portoghese. E poi Mbappé. In venti minuti, con una coscia sinistra ancora dolorante, il francese ha fatto saltare le certezze difensive che il Bayern si era costruito nell'arco della gara. A Monaco, al netto di altri sciagurati problemi fisici, vedremo un Mbappé nel pieno delle sue potenzialità;

- Onore a questo Bayern, e giù il cappello per il lavoro di Julian Nagelsmann. Il tecnico tedesco ha preparato il match in maniera perfetta e, se possibile, ha fatto ancora meglio aggiustando alcuni particolari a partita in corso. Il suo 3-1-4-2 molto fluido, almeno in fase di possesso, si è rivelato un rebus complicato da risolvere per la squadra parigina. Kimmich messo lì davanti alla difesa, pronto a schermare le ripartenze avversarie, è stata una delle mosse decisive per evitare che il PSG - e le sue stelle - prendessero fiducia. Buona poi la partita dei tre centrali, con De Ligt finalmente a suo agio in un sistema che attacca in avanti e Upamecano che dopo il buon Mondiale disputato sembra aver fatto finalmente il salto di qualità definitivo;

- Molto bene anche Coman, forse il migliore dei suoi, sempre propositivo e ormai autoproclamatosi killer designato della squadra parigina. Il suo gol nella finale del 2020 aveva portato alla conquista del titolo, quello di stasera potrebbe essere decisivo per sbloccare finalmente una squadra che fino a qui sembra ancora non aver messo in mostra tutto il suo potenziale. In questo senso urge recuperare in fretta Mané, che l'8 Marzo però dovrebbe esserci e la cui presenza darebbe più consistenza ad un reparto offensivo dove comunque stasera Choupo-Moting non ha sfigurato. E poi Cancelo, stasera visto troppo timido e poco a suo agio in una posizione di campo così diversa da quella degli ultimi due anni e mezzo. Il miglior Cancelo, magari basso a destra con Davies sull'altro lato, sarebbe un ulteriore tassello per la costruzione di una squadra ancora più forte;

- Dicevamo delle tre settimane, quelle ci separeranno dalla sera della verità. In realtà il PSG è tre mesi che naviga nel caos. Da quella sera d'inizio Novembre, in cui il gol di Joao Mario in Israele punì un Paris imperdonabilmente svagato, consentendo così al Benfica di agguantare il primo posto nel girone, il club parigino non ha più trovato pace. Il Bayern nel sorteggio, poi la finale in Qatar che ha reso ancora più freddi i rapporti tra Messi e Mbappé, fino ad arrivare all'eliminazione in Coppa di Francia e alla conseguente contestazione - ormai quasi consueta - della parte più accesa della tifoseria. In mezzo a tutto questo, per non farsi mancare nulla, un diverbio mai smentito tra Neymar e il D.S. Luis Campos. Saranno davvero tre settimane lunghissime, in cui altri capitoli potranno aggiungersi a questa storia già di per sé delirante. Davvero incredibile, per una squadra così piena di talento a cui dovrebbe essere concesso solo di potersi esprimere il più serenamente possibile.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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