Logo Sportellate

Considerazioni sparse post Borussia Dortmund-Chelsea (1-0)


Adeyemi sfreccia a bordo di una Renault e porta il Borussia Dortmund davanti al Chelsea a metà della corsa.


- A 5 anni precisi dal delirio totale del Signal Iduna Park targato Ilicic, di quel Borussia non è rimasto nessuno. Il modulo è sempre quello, ma nel 4-2-3-1 di Terzic trova spazio l'intensità di Bellingham, l'equilibrio di Özcan e l'elettricità di Adeyemi, tutti a supporto del recuperato Haller. Di fronte non c'è l'Atalanta, come nel 2018, ma il Chelsea di Potter. Koulibaly ritrova la titolarità dopo la tribuna del turno di Premier, Loftus-Cheek mediano a 2 per l'ennesimo vestito tattico indossato quest'anno, la tecnica a velocità supersoniche del quadrilatero offensivo. Gli ingredienti non mancano: il piatto dell'andata degli ottavi di Champions League è ricchissimo. I Blues rendono subito manifeste le proprie intenzioni: 4-4-2 in fase di non possesso, Felix al livello di Havertz nella prima di tre linee compatte, strette e non eccessivamente alte. Non impostando una partita di possesso, il Chelsea vuole scatenare tutti i cavalli a disposizione nelle ripartenze, aumentando i metri da attaccare una volta recuperata palla. Solo un recupero clamoroso di Schlotterbeck impedisce a Mudryk di bagnare l'esordio europeo coi londinesi col gol. Gli equilibri della partita viaggiano su binari tanto intensi da rischiare di far deragliare continuamente i treni giallonero e blu: non appena le combinazioni riescono, i cambi di fronte sono un vortice meraviglioso;

- La costruzione del Borussia si articola nella ricerca e nello sfruttamento alle spalle e ai lati della diga centrale Loftus-Cheek-Fernandez: quando Brandt riesce a ricevere nel movimento a stringere e quando Özcan crea superiorità nel mezzo spazio di destra, i padroni di casa riescono ad arrivare con costanza nei sedici metri del Chelsea. Dopo la mãe de Deus di Thiago Silva (sì, avete letto bene), sono gli scambi minimali e supersonici del Borussia a illuminare il primo tempo. Un difetto? Spesso a concludere è Wolf, e lasciamo immaginare l'esecuzione. Le opportunità più ghiotte capitano però sui piedi di João Félix: prima manda colpevolmente alto il cioccolatino di Ziyech, poi grazia il Borussia colpendo la traversa solo davanti a Kobel. Tra una transizione e l'altra, il primo tempo si chiude a reti bianche;

- La doppia ammonizione sfiorata da capitan Bellingham rappresenta bene l'inizio della ripresa tedesca: l'intensità e l'aggressività sono encomiabili, ma contro una squadra abituata a giocare un paio di partite a settimana su questi ritmi si corre eternamente il rischio di andare fuori giri. Il 3-3-4 in possesso del BVB prevede rotazioni continue dei sette uomini davanti, ma a spiccare è il movimento di Julian Brandt: si mette in visione, letteralmente, ovunque. Il vantaggio del Borussia arriva, guarda caso, su ripartenza da corner: Enzo Fernandez può prendere solo la targa di Adeyemi, che dribbla Kepa dopo 70 metri in conduzione e fa esplodere l'ex Westfalenstadion. Il Borussia abbassa il baricentro, Potter cerca di aumentare il palleggio per manipolare il blocco basso. Ci riesce sulla destra, dove James crea superiorità e permette a Zyiech di puntare ossessivamente l'uomo. Koulibaly supererebbe anche Kobel, peccato che Can non sia d'accordo e spazzi la sfera sulla linea di porta. Lo svizzero abbassa la saracinesca su Enzo Fernandez all'ultimo respiro, negando un pareggio che ai punti il Chelsea avrebbe meritato. Il finale rischia di sfuggire di mano a Gil Manzano, a cui non bastano i gialli a sedare gli animi: un bell'antipasto per il ritorno a Stamford Bridge;

- Brandt e João Félix sono due calciatori destinati a dividere. A qualcuno il giocare col mignolo alzato provoca nervosismo, al pensiero di ciò che potrebbe aggiungere alle loro squadre un pizzico di sana cattiveria e concretezza; a qualcun altro dispiacerebbe che la leggiadria e l'evanescenza del loro talento trovasse una piena realizzazione, abbandonando l'aura eterea del loro gioco. Troppo filosofico? Benissimo, ecco un paragone più terra terra. Mudryk è Knuckles di Super Mario Bros: compatto, razzente, potente, mediamente stupido, non lo fermi mai perché spesso si autosabota nel percorso andando a sbattere ovunque;

- Impiegato inizialmente come seconda punta, in seguito addirittura come riferimento centrale. Col rientro di Haller, finalmente Karim Adeyemi ha trovato la collocazione ideale in campo: sull'estremo sinistro offensivo, sgravato da compiti di creazione centrali, meno tocchi per aumentarne l'esplosività e sfruttare in isolamento la frequenza di passo. Il grande pubblico lo aveva lasciato sverniciato dagli attaccanti giapponesi in Qatar, ma questa prestazione ci restituisce il vero Nico Schlotterbeck: esuberanza fisica e tecnica, adatto a difendere di anticipo con una marea di campo alle spalle, mancino educato in impostazione. Completo. Graham Potter è stato spesso inquadrato battendo le mani, incitando e apprezzando lo sforzo dei suoi. Il sistema, però, è ancora di risolvere.

  • (Bergamo, 1999) Calcio e pallacanestro mi hanno salvato la vita, ma anche il resto degli sport non è male. Laurea in Lettere, per ora, solo un pezzo di carta.

Ti potrebbe interessare

Cole Palmer non sente la pressione

L'esterno del Chelsea è stato votato miglior giovane della Premier League.

L'incredibile corsa al titolo in Women's Super League

Chelsea e Manchester City, a pari punti a una giornata dal termine, si giocano al fotofinish il titolo femminile inglese.

Le squadre di calcio hanno un DNA?

Un argomento sempre più sulla bocca di club e tifosi.

È tornato lo Squadron

Un anno da sogno condensato in una notte.

Dallo stesso autore

Che finale di Coppa Italia aspettarsi?

5 domande (e 10 risposte) sull'Atalanta-Juventus dell'Olimpico, riedizione della finale di Coppa Italia 2021.
,

Il rapporto tra calcio e mafie, intervista a Raffaele Cantone

Con l'ex magistrato antimafia abbiamo parlato del ruolo delle mafie nel calcio.

Essere vice dell'Ungheria, intervista a Cosimo Inguscio

Più orgoglio per la qualificazione a Euro2024 o per la cittadinanza onoraria ungherese?

Che Giro d'Italia 2024 aspettarsi?

Da Torino a Roma: favoriti, protagonisti, tappe, squadre, sorprese.
Newsletter
Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu