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Considerazioni sparse post Milan-Tottenham (1-0)


L'Europa fa bello il Milan.


- Il modulo disegnato da Pioli per dare maggiore compattezza alla fase difensiva, arrivato quasi fuori tempo massimo in campionato, si mette a lucido giusto in tempo per la Champions League. Il 4-2-3-1 del tecnico rossonero aveva sempre sofferto con le squadre schierate a tre in difesa, anche quelle di minore caratura del Tottenham, ed è abbastanza palese che la possibilità di giocare quasi a specchio con la squadra di Conte sia un grande vantaggio per i rossoneri. Rimanere compatti e coperti, per costringere gli inglesi ad alzare il baricentro, sfruttando i due braccetti difensivi per tenere Son e Kulusevski lontani dalla porta funziona e l'esperienza di Kjaer nella battaglia in area con Kane fa il resto;

- Malick Thiaw è la più bella sorpresa del mercato rossonero, considerato frettolosamente insufficiente da molti tifosi e addetti ai lavori. Il difensore dell'Under-21 tedesca, che aveva lasciato intravedere buone cose nel poco tempo in cui era stato impiegato nella prima parte di stagione, si sta dimostrando già pronto e affidabile, oltre che molto eclettico e adatto sia come centrale a quattro, che come braccetto a tre. Impiegato a sinistra da Pioli, questa sera ha trovato anche un lancio illuminante per Theo Hernandez, che è valso il goal del vantaggio rossonero, dimostrando di avere anche una buona tecnica e non soltanto fisicità;

- Oltre al giovane tedesco, quest'oggi nella difesa rossonera ha brillato anche Kjaer, per una sera tornato ai livelli che l'avevano portato ad essere una colonna rossonera prima dell'infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per lungo tempo. Fondamentale alla causa rossonera l'apporto di Theo Hernandez che, in versione "Super-Saiyan" da un paio di partite, ha ricominciato a correre come ai bei tempi, tenendo questa sera in costante apprensione la difesa avversaria. Stesso discorso per Brahim Diaz: un collante fondamentale tra centrocampo e attacco, nel nuovo modulo, capace d'illuminare con le sue giocate la manovra del Milan, ma anche di dettare i tempi di gioco come fosse un regista avanzato;

- Il Tottenham, da parte sua, ha messo il match totalmente sul piano fisico, con un grande pressing a centrocampo e interventi spesso ai limiti del regolamento. Grandi le difficoltà degli inglesi ad imbastire trame di gioco, poco a loro agio contro la difesa avversaria schierata, spesso costretti a scoprirsi o cascare nella trappola del fuorigioco. Nonostante un maggiore possesso di palla nel quadrante avversario, gli inglesi non sono riusciti a creare un'occasione da rete nitida, sebbene più volte siano riusciti a mettere in apprensione la retroguardia con azioni avvolgenti, che però non sono mai riuscite a portare un pallone pericoloso in area, se non quando Son e Kane hanno spaventato Tatarusanu, ma in posizione irregolare;

- Il risultato finale non soltanto premia la squadra più meritevole, ma sta stretto ad un Milan tornato sui livelli della seconda parte della scorsa stagione. I cambiamenti a livello di modulo sono stati determinanti, ma più di tutto si è visto un atteggiamento e un'abnegazione che pareva dimenticata nei meandri delle difficoltà dell'ultimo mese. Vedere Giroud lavorare da difensore vero in area, non soltanto sui calci d'angoli e uscire stremato dal campo, fa capire come la squadra si sia ricompattata intorno ai suoi leader, per trovare una delle migliori prestazioni stagionali al momento giusto. Manca ancora il ritorno, a Londra, dove il rischio che suoni tutta un'altra musica è concreto, ma una cosa pare certa: i rossoneri sono guariti.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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