
Considerazioni sparse post Sampdoria-Inter (0-0)
La più classica delle partite che capita di non vincere se non hai quella motivazione extra in più. Un’Inter che non ha armi per variare lo spartito si ferma contro la Samp.
- Forbice di rendimento: l'andamento stagionale dell'Inter è a dir poco altalenante. Probabilmente non c'è una causa sola, ma tantissime: l'allenatore che forse non riesce a incidere al 110% a livello motivazionale, assenze prolungate di giocatori chiave, difficoltà dovute all'estate trascorsa da metà della rosa, figlia dei problemi societari. Quello che resta è un andamento veramente difficile da interpretare e spiegare, per una squadra prima incapace di vincere con le big e poi sì, capace di qualche spezzone altisonante (Barcellona) ma anche di bassifondi veramente bui;
- Varietà: una parola assente, sia dal vocabolario di Inzaghi che dalla rosa dell'Inter. Già la squadra è stata costruita (o per meglio dire: non smantellata) senza la possibilità di fornire a Inzaghi armi per poter cambiare lo spartito di questo 3-5-2 così stantio, soltanto a tratti veloce e scintillante. In più Inzaghi è un allenatore per statuto poco coraggioso e poco incline al cambiamento. Il risultato: o l'Inter riesce a sfondare con la manovra, o non ha un altro tipo di soluzione;
- Robin Gosens, il grande assente: in tutte le occasioni in cui è entrato in stagione, Gosens ha dimostrato di essere presente mentalmente nelle dinamiche e logiche di gruppo. Questo, se possibile, aggrava ancora di più la sua distanza tecnico-tattica da quanto necessita questa Inter: la tecnica di base andrebbe allenata per un'estate intera contro il muro, mentre il resto delle caratteristiche forse non potranno mai essere compatibili con questo tipo di squadra. E Gosens è condannato a essere il grande escluso, anche (se non soprattutto) per i propri limiti intrinseci;
- Motivazioni: la prima mezz'ora dei due tempi ha visto un'Inter convincente, vogliosa, e soprattutto pericolosa. D'altronde sono arrivati più di venti tiri, nonostante la prova non scintillante della Lu-La. Ma nel momento in cui poteva servire quel quid motivazionale in più, la squadra si è innervosita (nel primo tempo con la querelle Barella-Lukaku, su cui ha ragione il secondo) oppure si è affievolita capita quando sei a -13 (ora -15) dalla vetta, ma non è che le altre pretendenti alla lotta Champions siano così distanti. A tratti alcuni giocatori si sono dimostrati addirittura supponenti, in maniera poco giustificabile. Tutto questo non si può dire della Samp di Stankovic;
- Cosa dire dunque dei blucerchiati e di Dejan Stankovic? Questi non mollano mai, nonostante le evidenti difficoltà ambientali e strutturali. La cosa non può che fargli onore. È un punto che fa morale, per quanto alla Samp di oggi servirebbe ben altro (in campo e fuori). Stasera veramente ottime le prestazioni di Nuytinck e Murillo.
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